La grazia preveniente (o grazia abilitante) è un concetto della teologia cristiana radicato nell'arminianesimo, sebbene sia dapprima apparso nella teologia cattolica. Esso afferma che la grazia divina precede le decisioni umane. In altre parole, Dio inizia a mostrare amore a ogni persona a un certo punto della sua vita.
La grazia preveniente è abbracciata principalmente dai cristiani arminiani che sono influenzati dalla teologia di Jacob Arminio o di John Wesley. Gli arminiani wesleyani credono che la grazia consenta l'accettazione personale del dono divino della salvezza, ma che non l'assicuri necessariamente. Nel linguaggio del XVIII secolo, Wesley si riferiva tipicamente ad essa come grazia preveniente. La dottrina è simile a quella nota come convinzione della grazia.
Definizione Il concetto di "grazia preveniente" fu definito e sviluppato da Agostino di Ippona Citazione: "[...] ad [Agostino] dobbiamo il termine gratia praeveniens [...]".. (354 – 430), sulla base degli scritti di Sant'Ambrogio (c. 339 – c. 397).. La grazia preveniente si riferisce alla grazia di Dio che precede la conversione religiosa di una persona. L'espressione originale (latino: gratia praeveniens) significa letteralmente "grazia che viene prima". La parola "preveniente" deriva da un uso inglese arcaico che significa "anticipare", "venire prima" o "precedere".. Essa presenta delle affinità con la dottrina chiamata anche convinzione..
La dottrina è diversa a seconda delle denominazioni religiose: Nella teologia wesleyana-arminiana, è una grazia abilitante che aiuta a credere... Nella teologia del cattolicesimo romano, è una grazia che aiuta a credere... Nella teologia riformata, è paragonabile contemporaneamente a due concetti: la grazia comune... che non migliora la natura dell'uomo peccatore non rigenerato a vita nuova, e che non ha scopo salvifico; la chiamata effettuale con cui Dio chiama a credere senza possibilità di resistenza. Citazione: "[...] ponendo in contrasto [le dottrine arminiane della vocazione universale e della grazia sufficiente] con le dottrine generalmente sostenute dai calvinisti, riguardo alla chiamata effettuale e alla grazia efficace..
La grazia preveniente deve essere distinta da ogni successiva grazia di Dio. art. 3 La natura della grazia successiva differisce, a seconda del punto di vista, sulla natura deterministica o non deterministica della provvidenza di Dio. Ad esempio, John Wesley distinse due forme di grazia successiva: la "grazia giustificante " (chiamata anche grazia salvifica) e la "grazia santificante ". Secondo i wesleyani, è possibile resistere e rifiutare queste successive forme di grazia (grazie resistenti). Al contrario, i calvinisti considerarono la grazia giustificante come una grazia irresistibile..
Il teologo battista arminiano Free Will Robert E. Picirilli afferma che la parola "preveniente" deriva dall'inglese arcaico dove significa "anticipare", "venire prima" o "precedere". Picirilli dice che un buon sinonimo di "grazia preveniente" è quello di "grazia abilitante", in quanto fa credere all'uomo peccatore.
La Chiesa del Nazareno ha fatto della grazia preveniente uno dei suoi sedici "Articoli di Fede" che si trovano nel Manuale del Nazareno.
Thomas C. Oden della Drew University definisce la grazia preveniente come "la grazia che inizia a consentire a uno di scegliere ulteriormente di cooperare con la grazia salvifica. Offrendo alla volontà il ripristino della capacità di rispondere alla grazia, la persona può quindi diventare liberamente e sempre più attiva e disponibile nel partecipare alla ricezione delle condizioni per la giustificazione”.John Wesley's Scriptural Christianity (Grand Rapids, MI: Zondervan, 1994), p. 243.
Il Battesimo dei bambini è visto nel Metodismo come una celebrazione della grazia preveniente. Esso è ritenuto importante (ma non essenziale) nel cammino di fede del credente.
Storia Origini La nozione di "grazia preveniente" (latino: gratia praeveniens) fu sviluppata da Agostino di Ippona (354 – 430)., insieme alle nozioni di "grazia operante" e di "grazia cooperativa". In reazione al pelagianesimo, Agostino affermava che la grazia preveniente è necessaria per predisporre la volontà umana alla conversione. Pelagio si era appellato a sant'Ambrogio (c. 339 – c. 397), al quale Agostino aveva risposto con una serie di citazioni di Ambrogio che indicavano la necessità della grazia preveniente. Inoltre, Agostino nominò il libero arbitrio deprivato dell'aiuto della grazia preveniente come "libero arbitrio prigioniero" (latino: liberum arbitrium captivatum).., che invece per l'azione della grazia diventa un "arbitrio liberato " o letteralmente un "libero arbitrio liberato" (latino: liberum arbitrium liberatum).
Sviluppi Nel 529, al Secondo Concilio di Orange, la questione in esame era se si dovessero affermare le dottrine di Agostino sulla provvidenza di Dio o se si potesse affermare il semi-pelagianesimo. Il semi-pelagianesimo era una forma moderata di pelagianesimo che insegnava che il primo passo della salvezza avviene per tramite della volontà umana e non per grazia di Dio..
La determinazione del Concilio potrebbe essere considerata "semi-agostiniana".. (capitolo 20.3.4). I suoi canoni affermavano che la fede, pur restando atto libero dell'uomo, risultava fin dai suoi inizi dalla grazia di Dio, che illumina la mente umana permettendole di credere. Secondo Concilio d'Orange, artt. 5-7.. Questo descrive l'operazione della grazia preveniente che permette, a coloro che ancora nn sono stati rigenerati a vita nuova, di pentirsi nella fede... D'altra parte, il Concilio di Orange condannò alla dannazione l'insegnamento agostiniano della predestinazione. Secondo Concilio d'Orange, art. 199: "Non solo non crediamo che alcuni siano stati veramente predestinati al male dal potere divino, ma anche con ogni esecrazione pronunciamo anatema su coloro, se ve ne sono [di tali], che desiderano credere a un male così grande".
I canoni del Concilio citano direttamente l'opera di Agostino relativa al concetto di grazia preveniente (canoni 1, 2, 5, 6, 7). Capitolo: "Secondo Concilio d'Orange". Scrivendo a Cesario di Arles, Papa Bonifacio II confermò la nozione di grazia preveniente: «Per autorità della Sede Apostolica, [noi] confermiamo la vostra confessione, nella quale in senso contrario spiegate che la retta fede in Cristo e il principio di ogni buona volontà, secondo la verità cattolica, negli animi dei singoli è ispirata dalla grazia precedente di Dio». Capitolo "Conferma del Secondo Concilio d'Orange, n. 200".
Nella teologia-arminiana La grazia preveniente è un concetto radicato nella teologia arminiana.. Jacobus Arminius affermava la tesi della depravazione totale, ma credeva che la grazia preveniente consentisse alle persone di rispondere all'offerta salvifica di Dio:
Il teologo Robert E. Picirilli scrive, citando Arminius, che: "Ciò che Arminius intendeva per "grazia preveniente" era quella grazia che precede l'effettiva rigenerazione e che, tranne quando alla fine resiste, porta inevitabilmente alla rigenerazione. Fu pronto ad osservare che questo "ausilio dello Spirito Santo" è sufficiente per «tenersi alla massima distanza possibile dal pelagianesimo».
Nel suo sermone n. 85 intitolato "On Working Out Our Own Salvation", Wesley asserì che la grazia preveniente suscita "il primo desiderio di compiacere Dio, la prima alba di luce riguardo alla sua volontà e la prima lieve convinzione transitoria di aver peccato contro di lui"..
Wesley sottolineò che la grazia preveniente era la soluzione a due grandi problemi del Cristianesimo: la fede nel peccato originale e la dottrina protestante della salvezza per sola grazia. Wesley pensava che la grazia preveniente consentisse alle dottrine del peccato originale e della salvezza per grazia di coesistere, conciliando la sovranità e santità di Dio con la libertà umana.
Thomas Oden definisce la grazia preveniente come "la grazia che inizia a consentire a uno di scegliere ulteriormente di cooperare con la grazia salvifica. Offrendo alla volontà il ripristino della capacità di rispondere alla grazia, la persona può quindi diventare liberamente e sempre più un partecipante attivo e disponibile nel ricevere le condizioni di giustificazione"..
I wesleyani generalmente distinguono due forme di chiamata relative alla grazia preveniente.: una chiamata universale, che è l'influsso segreto dello Spirito Santo sulla coscienza; una chiamata diretta attraverso la parola rivelata come si trova nelle Sacre Scritture.
John Wesley adattò gli articoli della religione metodista ad uso dei fedeli americani. Con un linguaggio molto simile tra esso e l'articolo VII del Manuale, l'articolo VIII afferma: "La condizione dell'uomo dopo la caduta di Adamo è tale che egli non può volgersi e prepararsi, con le proprie forze e opere naturali, alla fede e alla chiamata di Dio; pertanto non abbiamo il potere di fare opere buone, gradite a Dio, senza che la grazia di Dio per mezzo di Cristo ci impedisca [precedendo], perché possiamo avere una volontà buona ed essa possa operare con noi, quando abbiamo il bene come volontà". Tale tesi fu derivata direttamente dall'articolo X dei Trentanove articoli di religione della Chiesa d'Inghilterra (1563)..
L'articolo VIII è la dottrina ufficiale per molte denominazioni del movimento wesleyano o della santità come la United Methodist Church Citazione: La grazia preveniente è l'amore divino che circonda tutta l'umanità e precede qualsiasi dei nostri impulsi coscienti. Questa grazia predispone il nostro desiderio primo di compiacere Dio, il nostro primo barlume di comprensione riguardo alla volontà di Dio e la nostra 'prima lieve convinzione transitoria' di aver peccato contro Dio. a grazia di Dio risveglia anche in noi un ardente desiderio di liberazione dal peccato e dalla morte e ci spinge al pentimento e alla fede”., la Chiesa del Nazareno (art. 7) o la Pillar of Fire Church..
La maggior parte degli inni metodisti ha una sezione riguardante la grazia preveniente, ad esempio nel più recente The United Methodist Hymnal (del 1989). Uno degli inni più noti scritti sulla dottrina è "Come, Sinners, to the Gospel Feast". Allo stesso modo, procedono "Sinners, Turn: Why Will You Die" e "Depth of Mercy"..
Obiezioni Alcuni calvinisti (fra gli altri) si riferiscono in modo derisorio al concetto wesleyano di grazia preveniente come a una sorta di "abilitazione universale" non giustificata dalla Bibbia, secondo cui Dio ha donato a ogni individuo la capacità di cercarLo e di scegliere la salvezza.. Citazione: È qui che molti arminiani, riconoscendo l'inabilità umana come insegnata nelle Scritture, introducono il concetto di grazia preveniente, che si crede avere l'effetto universale di annullare i risultati noetici del peccato, rendendo perciò possibile la fede. Il problema è che non esiste una chiara e adeguata base scritturale per questo concetto dell'abilitazione universale". Citazione: "La grazia preveniente è un concetto che attrae perché risolve così tanti problemi [per i wesleyani], ma deve essere rigettata poiché non può essere rivendicata da un punto di vista esegetico".
Essi sostengono che, poiché questa grazia è presumibilmente data a tutti allo stesso modo, il fattore determinante nella salvezza diventa la volontà dell'uomo. Per la salvezza sono richieste la volontà e la libera adesione dell'uomo alla grazia preveniente, fatto che equivale ad un rifiuto implicito della dottrina della salvezza per sola grazia..