La XV Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (2022 United Nations Biodiversity Conference, COP15) si è tenuta a Montréal dal 7 al 19 dicembre 2022.

La conferenza di Montréal incorporava la 15ª Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica (COP 15), la 10ª Conferenza delle Parti del Protocollo di Cartagena (CP-MOP10) e la 4ª Conferenza delle Parti del Protocollo di Nagoya (NP-MOP4).

Scopo della COP15 è di raggiungere un accordo quadro sulla biodiversità sul modello dell'Accordo di Parigi del 2015 sul cambiamento climatico.

Rinvio Inizialmente era previsto che la Conferenza del 2020 si sarebbe tenuta in Cina nel mese di ottobre, ma è stata rinviata a causa della pandemia di Covid-19. Dopo ulteriori rinvii, è stato infine deciso che la Conferenza si sarebbe tenuta nel dicembre 2022 a Montréal, sede del segretariato della Convenzione sulla diversità biologica, ma che la presidenza della Conferenza sarebbe rimasta cinese.

Prima fase La prima fase della COP15 si è tenuta in modalità virtuale, con base a Kunming (Cina), dall'11 al 15 ottobre 2021. Nell'ambito della stessa il 12 e 13 ottobre si è tenuto il segmento di alto livello che ha prodotto la Dichiarazione di Kunming, approvata dai rappresentanti di oltre 100 paesi.

Dichiarazione di Kunming Nel quadro del decennio 2021-2030, con la Dichiarazione di Kunming, dal titolo Ecological Civilization: Building a Shared Future for All Life on Earth, le Parti contraenti si impegnano a «garantire lo sviluppo, l'adozione e l'attuazione di un efficace piano di attuazione post-2020 per la biodiversità», con l'obiettivo di proteggere il 30% delle aree terrestri e marine mondiali entro il 2030 (il cosiddetto "30x30"), verso la piena realizzazione della Visione 2050 di "Vivere in armonia con la natura".

Seconda fase La seconda fase della COP15, prevista in presenza a Kunming, è stata definitivamente convocata a Montreal – sede della Convenzione sulla diversità biologica – per dicembre 2022.

Il 6 dicembre si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, presieduta da Huang Runqiu, ministro cinese dell'ecologia e dell'ambiente, il cui paese non partecipa all'iniziativa 30x30. Poi sono intervenuti il primo ministro canadese Justin Trudeau, contestato dalle comunità indigene della Costa occidentale, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres: «[...] l'umanità è diventata un'arma di estinzione di massa. [...] È tempo di stringere un patto di pace con la natura».

Nei giorni della Conferenza è stato sottoscritto l'Impegno di Montréal (Montréal Pledge), con il quale 47 metropoli si impegnano a «realizzare 15 azioni concrete per conseguire e accelerare gli sforzi per preservare gli ecosistemi».

Al termine di due settimane di discussioni i rappresentanti delle 196 Parti partecipanti alla COP15 hanno sottoscritto 6 documenti: CBD/COP/15/L25 – Kunming-Montreal Global biodiversity framework CBD/COP/15/L26 – Monitoring framework for the Kunming-Montreal global biodiversity framework CBD/COP/15/L27 – Mechanisms for planning, monitoring, reporting and review CBD/COP/15/L28 – Capacity-building and development and technical and scientific cooperation CBD/COP/15/L29 – Resource mobilization CBD/COP/15/L30 – Digital sequence information on genetic resources

Kunming-Montreal Global biodiversity framework Il documento più importante, il Kunming-Montreal Global biodiversity framework, è composto da 4 obiettivi e 23 traguardi (target).

Obiettivi Obiettivo A L'integrità, la connettività e la resilienza di tutti gli ecosistemi sono mantenute, migliorate o ripristinate, aumentando significativamente l'area degli ecosistemi naturali entro il 2050; L'estinzione causata dall'uomo di specie conosciute minacciate viene interrotta e, dal 2050, il tasso e il rischio di estinzione di tutte le specie è decuplicata, e l'abbondanza di specie selvatiche autoctone aumenta a livelli sani e resilienti; Viene mantenuta la diversità genetica all'interno delle popolazioni di specie selvatiche e domestiche, salvaguardando il loro potenziale di adattamento. Obiettivo B La biodiversità è utilizzata e gestita in modo sostenibile e i contributi della natura alle persone, comprese le funzioni e i servizi dell'ecosistema, sono valutate, mantenute e migliorate, e quelli che sono in declino vengono ripristinati, il che promuove il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, a vantaggio delle generazioni presenti e future entro il 2050. Obiettivo C I benefici monetari e non monetari derivanti dall'utilizzo di risorse genetiche, le informazioni sul sequenziamento delle risorse genetiche, le conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche, a seconda dei casi, sono condivisi in modo giusto ed equo, anche, se del caso, con le popolazioni indigene e le comunità locali, e sostanzialmente aumentato entro il 2050, mentre garantire le conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche siano adeguatamente protette, contribuendo così alla conservazione e all'uso sostenibile della biodiversità, in linea con gli strumenti di accesso e condivisione dei benefici concordati a livello internazionale. Obiettivo D Adeguati mezzi di attuazione, comprese le risorse finanziarie, lo sviluppo delle capacità, cooperazione tecnica e scientifica, accesso e trasferimento di tecnologie per attuare pienamente il Kunming-Montreal Global biodiversity framework sono garantiti ed equamente accessibili a tutte le parti, compresi i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati e i piccoli stati insulari in via di sviluppo, come pure i paesi con economie di transizione, colmando progressivamente il deficit finanziario della biodiversità di 700 miliardi di dollari all'anno e allineando i flussi finanziari con il Kunming-Montreal Global biodiversity framework e la Visione 2050 per la biodiversità.

Traguardi 1. Ridurre le minacce alla biodiversità Traguardo 1. Garantire che tutte le aree siano soggette a una pianificazione territoriale partecipativa, integrata e inclusiva in termini di biodiversità e/o processi di gestione efficace relativi al cambiamento di uso dei suoli e dei mari, per ridurre quasi a zero, entro il 2030, la perdita di aree di grande importanza in termini di biodiversità, compresi gli ecosistemi di elevata integrità ecologica, nel rispetto dei diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali. Traguardo 2. Garantire che, entro il 2030, almeno il 30% delle aree degli ecosistemi terrestri, di acque interne e costiere e delle aree marine degradate siano oggetto di effettivi ripristini, al fine di rafforzare la biodiversità, le funzioni e i servizi ecosistemici, l'integrità ecologica e la connettività. Traguardo 3. Garantire e consentire che, entro il 2030, almeno il 30% delle aree terrestri, delle acque interne, delle aree costiere e marine, in particolare le aree di particolare importanza per la biodiversità e le funzioni e i servizi degli ecosistemi, siano efficacemente conservati e gestiti tramite sistemi di aree protette ecologicamente rappresentative, ben collegate ed equamente gestite, e altre misure efficaci di conservazione basate sull'area, riconoscendo i territori indigeni e tradizionali, se del caso, e integrato in paesaggi terrestri, marini e oceanici più ampi, garantendo allo stesso tempo che qualsiasi uso sostenibile, se presente in queste aree, sia pienamente compatibile con i risultati di conservazione, riconoscendo e rispettando i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali, compresi i loro territori tradizionali. Traguardo 4. Garantire azioni di gestione urgenti per arrestare l'estinzione causata dall'uomo delle specie minacciate, per promuovere il recupero e la conservazione delle specie, in particolare delle specie minacciate, per ridurre significativamente il rischio di estinzione, nonché per mantenere e ripristinare la diversità genetica all'interno e tra le popolazioni di specie autoctone, selvatiche e domestiche, al fine di preservare il loro potenziale di adattamento, in particolare attraverso pratiche di conservazione e gestione in situ ed ex situ, e gestire efficacemente le interazioni tra l'uomo e la fauna selvatica al fine di ridurre al minimo i conflitti uomo-fauna selvatica per la loro coesistenza. Traguardo 5. Garantire che l'uso, la raccolta e il commercio della fauna selvatica siano sostenibili, sicuri e legali, prevenire lo sfruttamento eccessivo, minimizzare gli impatti su specie ed ecosistemi non interessati, ridurre il rischio di diffusione di agenti patogeni, applicando l'approccio ecosistemico, rispettando e proteggendo l'uso sostenibile tradizionale da parte delle popolazioni indigene e delle comunità locali. Traguardo 6. Eliminare, minimizzare, ridurre e/o mitigare gli impatti delle specie aliene invasive sulla biodiversità e i servizi ecosistemici identificando e gestendo i percorsi di introduzione delle specie aliene, impedendo l'introduzione e l'insediamento di specie esotiche invasive prioritarie, ridurre i tassi di introduzione e insediamento di altre specie esotiche invasive conosciute o potenziali di almeno il 50% entro il 2030, sradicando o controllando le specie aliene invasive, soprattutto nei siti prioritari, come le isole. Traguardo 7. Ridurre i rischi di inquinamento e l'impatto negativo dell'inquinamento da tutte le fonti, entro il 2030, a livelli che non siano dannosi per la biodiversità e per le funzioni e i servizi degli ecosistemi, tenendo conto degli effetti cumulativi, compresa la riduzione di almeno la metà dei nutrienti in eccesso persi nell'ambiente, anche attraverso un ciclo e un uso più efficienti dei nutrienti; riducendo almeno la metà del rischio complessivo causato dai pesticidi e dalle sostanze chimiche estremamente pericolose, anche attraverso la lotta integrata contro le specie nocive, sulla base di dati scientifici, tenendo conto della sicurezza alimentare e dei mezzi di sussistenza; anche prevenendo, riducendo e cercando di eliminare l'inquinamento da plastica. Traguardo 8. Ridurre al minimo l'impatto del cambiamento climatico e dell'acidificazione degli oceani sulla biodiversità e aumentare la sua resilienza attraverso misure di mitigazione, adattamento e riduzione del rischio di catastrofi, anche attraverso soluzioni basate sulla natura e/o approcci basati sugli ecosistemi, riducendo al minimo gli effetti negativi e promuovere gli effetti positivi dell'azione per il clima sulla biodiversità. 2. Rispondere ai bisogni delle persone attraverso l'uso sostenibile e la condivisione dei benefici Traguardo 9. Garantire che la gestione e l'uso della fauna selvatica siano sostenibili, offrendo così benefici sociali, economici e ambientali per le popolazioni, in particolare quelle che si trovano in situazioni vulnerabili e quelle più dipendenti dalla biodiversità, anche attraverso prodotti e servizi sostenibili basati sulla biodiversità che migliorino la biodiversità, proteggendo e promuovendo l'uso sostenibile abituale da parte delle popolazioni indigene e delle comunità locali. Traguardo 10. Garantire che le aree dedicate all'agricoltura, all'acquacoltura, alla pesca e alla silvicoltura siano gestiti in modo sostenibile, in particolare attraverso l'uso sostenibile della biodiversità, anche attraverso l'aumento sostanziale nell'applicazione di pratiche rispettose della biodiversità, come ad esempio l'intensificazione sostenibile, l'agroecologia e gli altri approcci innovativi che contribuiscono alla resilienza, all'efficienza e alla produttività a lungo termine dei sistemi di produzione e alla sicurezza alimentare, alla conservazione e al ripristino della biodiversità e il mantenimento dei contributi della natura alle popolazioni, comprese le funzioni e i servizi degli ecosistemi.