Mente et malleo è un motto latino, di coniazione moderna, che significa letteralmente «con la mente e con il martello».Si tratta, grammaticamente, di due sostantivi latini in caso ablativo, in funzione di complementi di mezzo. È pertanto errata la citazione che figura nel cartiglio dello stemma della Escola de Minas ("Universidade Federal de Ouro Preto", Brasile), fondata nel 1876, che antepone al motto la preposizione cum. È il motto della Società Geologica Italiana, con cui si vogliono esprimere i due strumenti di lavoro, ciascuno essenziale e insieme complementari, necessari per la ricerca e lo studio del geologo e del mineralogista.

In generale, il motto può essere usato per esprimere un ideale di vita e di progresso intellettuale fondato non solo sullo studio e sulla riflessione astratta, ma anche sull'esperienza concreta e strumentale e sulla collaborazione fra le arti liberali e le occupazioni «meccaniche».

Origine e significato

L'espressione non si rinviene negli autori latini.Difficilmente l'ideale gnoseologico e pedagogico espresso dal motto poteva trovare spazio nella civiltà classica, che separava nettamente l'attività intellettuale, occupazione eminentemente aristocratico-liberale, da quella tecnica e «meccanica», generalmente ritenuta «vile», opus servile. Il filosofo francese Bruno Latour attribuisce il motto a Friedrich Nietzsche.Bruno Latour, Essere di questa terra. Guerra e pace al tempo dei conflitti ecologici, a cura di Nicola Manghi, Torino, Rosenberg & Sellier, 2019 (ISBN 978-88-7885-728-5). A p. 121: «il motto nietzscheano Mente et malleo». Ma l'espressione non sembra ricorrere in Nietzsche, che peraltro, nel 1881, era pochissimo noto in Italia. In una diversa e più recente traduzione della conferenza del Latour si legge invece: «il motto un po' nietzscheano Mente et Malleo» (Bruno Latour, La sfida di Gaia. Il nuovo regime climatico, traduzione di Donatella Caristina, Milano, Meltemi, 2020, p. 165.

La prima attestazione nota sembra essere proprio il motto che la Società Geologica Italiana adottò all'atto della sua fondazione, avvenuta il 30 settembre 1881 da parte di Quintino Sella, Igino Cocchi e pochi altri geologi riuniti a Bologna nel secondo congresso internazionale di geologia. Lo stesso Cocchi, nel 1893, espresse con queste parole le ragioni della scelta del motto:

In un suo libro di ricordi del 1893, l'ingegnere minerario Eugenio Marchese annota su Quintino Sella le seguenti parole:

Utilizzo

Il motto ricorre nello stemma e nel logo della Società geologica italiana, che ha forma circolare: al centro dello stemma, due martelline incrociate, con massa di forma diversa, forse a indicare simbolicamente le distinte ma congiunte funzioni della mens e del malleus.

Il motto e lo stesso logo sono generalmente utilizzati, in tutto il mondo, da università, società di geologi, convegni ed esposizioni di geologia e mineralogiaCfr. la mostra Mente et malleo (Bologna, 15 ottobre 2022 – 31 agosto 2023), in occasione del cinquecentenario della nascita del naturalista Ulisse Aldrovandi (1522-1605) e del centenario della morte del primo professore di geologia dell'Università di Bologna, Giovanni Capellini (1833-1922)., e sono riprodotti su medaglie commemorative di eventi e celebrazioni.

Mente et malleo è anche il nome di una rivista di tecnica e di ingegneria pubblicata a Torino negli anni Venti del XX secolo: vi scrisse articoli, fra gli altri, il giovane Adriano Olivetti, ingegnere, imprenditore e politico.

Note

Voci correlate Locuzioni latine Società geologica italiana

Collegamenti esterni Sito istituzionale della Società Geologica Italiana

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