Si chiamano requiem o messa da o di requiem le composizioni musicali, da eseguire anche senza celebrazione della messa di requiem, che utilizzano in tutto o in parte almeno alcuni dei seguenti testi della messa tridentina in lingua latina: introito (Requiem aeternam), Kyrie eleison, graduale, tratto, sequenza (Dies irae), offertorio, Sanctus et Benedictus, Agnus Dei, communio (Lux aeterna). Di questi, il Kyrie eleison, il Sanctus e lAgnus Dei sono dell'ordinario della messa, mentre gli altri sono del proprio delle messe per i defunti.
Alcune di queste composizioni non riguardano l'interezza dei testi. Per esempio, quelle di Gabriel Fauré e di Maurice Duruflé omettono del tutto il Dies Irae; altre, come Requiem Canticles di Igor' Fëdorovič Stravinskij, consistono quasi interamente di estratti della stessa sequenza.
Alcune composizioni musicali estranee a questi testi sono anch'esse chiamate requiem, come Ein deutsches Requiem di Johannes Brahms del 1868, che è basato su estratti della Bibbia tedesca di Martin Lutero, e War Requiem di Benjamin Britten. Si impiega il termine "requiem" anche per altre composizioni musicali senza canto né testo, come la Sinfonia da requiem di Benjamin Britten.
Testi musicati nei requiem Introito
Kyrie eleison Come nell'Ordinario della messa.
Graduale
Tratto
Sequenza
Offertorio
Sanctus e Benedictus Come nell'Ordinario della Messa.
Agnus Dei
Testo come nell'Ordinario della messa, con le invocazioni miserere nobis modificate in dona eis requiem, e dona nobis pacem in dona eis requiem sempiternam ("Dona loro la pace (eterna).")
Communio
Storia delle composizioni musicali Per molti secoli i testi del requiem venivano cantati su melodie gregoriane. La prima impostazione polifonica viene generalmente attribuita al compositore Johannes Ockeghem, intorno al 1460; si suppone che il suo requiem attingesse molto dal più anziano Guillaume Dufay, ma la partitura di Dufay è andata perduta. Molti dei primi requiem utilizzano dei testi diversi da quelli della liturgia ufficiale, probabilmente perché prima del Concilio di Trento diverse erano le impostazioni liturgiche in molti paesi europei. I requiem di Engarandus Juvenis, contenuto nel codice di Staffarda della fine del XV secolo, e quello di Antoine Brumel, datato intorno al 1500, sono i primi che comprendono il Dies irae.
Oltre 2.000 requiem sono stati composti fino ad oggi. Molte delle versioni rinascimentali venivano eseguite senza strumenti musicali, di solito con il canto a cappella, mentre a partire dal XVII secolo i compositori preferirono sempre più spesso l'uso di strumenti per accompagnare il coro, includendo anche voci soliste. Si registrano sovente delle modifiche tra le varie composizioni su quali parti dei testi liturgici sono musicate: molti compositori omettono il Graduale; una scuola di compositori francesi (capeggiata dal Fauré) omette il Dies iræ per ragioni stilistiche, mentre lo stesso testo era spesso al centro di composizioni di artisti francesi nei secoli precedenti.
Alcuni compositori hanno aggiunto al Requiem parti che sono proprie dellufficio della sepoltura, non facendo parte del rito liturgico vero e proprio, ma nel caso del funerale segue dopo la messa, altri ancora hanno aggiunto dei movimenti supplementari da cantarsi nel corso del requiem, come il mottetto devozionale Pie Iesu nel requiem di Fauré, Duruflé, e Lloyd Webber. I due testi aggiuntivi per il pio ufficio della sepoltura sono:
Libera Me
In paradisum
Il Pie Iesu combina una parafrasi del versetto finale del Lacrimosa e dell' Agnus Dei.
Pie Iesu
A partire dal XVIII secolo e per buona parte del secolo successivo, furono in molti tra i compositori coloro che scrissero dei veri e propri concerti da requiem, dal momento che l'organico richiesto era notevole, o la durata troppo estesa. Ciò non rendeva possibile l'esecuzione di tali opere in una cerimonia funebre; i requiem di Gossec, Berlioz, Verdi, e Dvořák sono in pratica dei concerti drammatici, resi in forma di oratori. Una controreazione a questa tendenza fu iniziata dal movimento ceciliano, che raccomandava di limitare il requiem ad un sobrio accompagnamento a musiche di carattere liturgico evitando l'utilizzo di voci soliste di tipo operistico.
Requiem non cattolici Requiem è utilizzato anche per indicare composizioni sacre che utilizzano testi religiosi appropriati per un rito funebre, o per designare composizioni per liturgie diverse da quella cattolica. Tra i primi esempi di questo tipo ci sono i requiem tedeschi composti nel XVII secolo da Schütz e Praetorius, adattamenti del requiem cattolico alla liturgia luterana, che fornirono ispirazione al Requiem tedesco di Brahms.
I requiem non cattolici includono: Requiem tedeschi Requiem inglesi Kaddish ebraici Greco ortodossi Panichidia per i russi ortodossi
Il Book of Common Prayer ("Libro della preghiera comune") degli Anglicani contiene sette testi che insieme costituiscono il materiale per le orazioni per il servizio funebre; molti compositori hanno arrangiato della musica su questi testi, tra questi Thomas Morley, Orlando Gibbons ed Henry Purcell.
Sviluppi nel XX secolo Nel XX secolo il requiem si è evoluto verso nuove diverse direzioni. Il genere del requiem di guerra è probabilmente il più alto e comprende alcune composizioni dedicate alla memoria delle persone morte in tempo di guerra. Sempre più spesso il requiem include delle liriche di carattere non liturgico, includendo ad esempio poesie di pacifisti, come nel caso del Requiem di guerra di Benjamin Britten che giustappone il testo in latino con la poesia di Wilfred Owen. I diversi requiem incentrati sull'olocausto possono essere considerati all'interno di questo genere.
Infine, lo sviluppo del requiem di carattere squisitamente secolare, scritto per l'esecuzione pubblica senza specifica osservanza religiosa. Alcuni compositori hanno anche scritto delle opere esclusivamente strumentali che portano il titolo di requiem, come ad esempio la Sinfonia da Requiem di Britten.
Al contrario, il più recente Requiem del maestro Vieri Tosatti (1920-1999) è una grande composizione per coro, orchestra e 2 solisti, sul testo canonico.
In tempi più recenti numerosi artisti hanno partecipato alla commemorazione e reso omaggio alla memoria dei defunti in talune occasioni pubbliche e private. Anche gli interpreti della musica moderna ed i cantanti rock hanno prestato la propria voce o brani da loro scritti o adattati in occasione di funerali. Una vasta eco ha avuto Candle in the Wind, cantata da Elton John il 6 settembre 1997 in occasione del funerale solenne di Diana Spencer, ex moglie del principe Carlo del Galles.
In quest'ambito del tutto particolare la singolare reinterpretazione di Giovanni Lindo Ferretti, frontman dei CCCP - Fedeli alla linea che inserisce alcuni brevi pezzi del Requiem all'inizio della versione live di Militanz, contenuta nell'album Live in Punkow. Singolare il contrasto tra il ritmo solenne del requiem ed il velocissimo pezzo punk-rock filosovietico che segue: ma le due parti si abbinano concettualmente in un mondo dove, come canta Ferretti nel finale, "il passato è afflosciato, il presente è un mercato". Il testo esatto è: Presente nell'album Socialismo e Barbarie dei CCCP - Fedeli alla linea anche il testo aggiuntivo del rito della sepoltura: "Libera me Domine".
L'album The Final Cut del gruppo rock britannico Pink Floyd è un Requiem di guerra che il bassista e cantante del gruppo Roger Waters dedica al padre, Eric Fletcher Waters, ufficiale britannico morto in guerra durante lo Sbarco di Anzio nel 1944, ora seppellito a Cassino, in Lazio. L'album è in genere considerato di Roger Waters, e non del gruppo Pink Floyd (dimostrato anche dalla scritta sul retro dell'album: "By Roger Waters, performed by Pink Floyd", "Da Roger Waters, eseguito dai Pink Floyd").
Alan Menken e Stephen Schwartz hanno preso vari versi di questo testo sacro per la colonna sonora del film Il gobbo di Notre Dame.
Compositori di requiem Periodo pre-classico Giovanni Francesco Anerio Heinrich Ignaz Franz von Biber Antoine Brumel Manuel Cardoso Giovanni Cavaccio Marc-Antoine Charpentier Guillaume Dufay (perduto) Jean Gilles Orlando di Lasso Antonio Lotti: Requiem in Fa maggiore Claudio Monteverdi (perduto) Johannes Ockeghem Giovanni Pierluigi da Palestrina Pierre de La Rue Tomás Luis de Victoria Jan Dismas Zelenka Cristóbal de Morales André Campra Stefano Bernardi
Periodo classico Johann Adolf Hasse Niccolò Jommelli Domenico Cimarosa Florian Leopold Gassmann François-Joseph Gossec Michael Haydn Antonio Salieri Andrea Luchesi Francesco Durante Wolfgang Amadeus Mozart: Messa di Requiem K 626 Francesco Antonio Vallotti
Periodo romantico Hector Berlioz: "Grande messe des morts" per tenore, coro e orchestra op. 5 Anton Bruckner Luigi Cherubini: Requiem in Do minore (1816), Requiem in Re minore (1836) Carl Czerny Antonín Dvořák Gabriel Fauré Charles Gounod Placido Mandanici Franz Liszt: "Requiem R 488 per doppio coro maschile e orchestra" Robert Schumann Giuseppe Verdi: "Messa di requiem" Gaetano Donizetti Giuseppe Peruzzi: "Messa da requiem" Camille Saint-Saëns
Periodo post-romantico Xavier Benguerel "alla memoria di Salvador Espriu" Benjamin Britten "War Requiem" Maurice Duruflé Requiem op. 9 (1948) Francesco Paolo Frontini Grande Messa di Requiem in sol minore (1888) Giorgio Federico Ghedini Concerto funebre per Duccio Galimberti per tenore, basso, archi, tromboni e timpani Olivier Greif Requiem op. 358 (1999) Karl Jenkins György Ligeti Requiem, per soprano e mezzo soprano solista, due cori misti e orchestra (1963-65) Andrew Lloyd Webber Bruno Maderna Frank Martin Robert Moran Krzysztof Penderecki "Requiem polacco" (1980-84) Lorenzo Perosi Messa da Requiem a tre voci d'uomo e organo (1897). Ildebrando Pizzetti Giacomo Puccini Requiem in memoria del maestro Giuseppe Verdi, per viola, coro, organo o armonium Nino Rota Alfred Schnittke Vieri Tosatti Requiem per coro, orchestra e 2 solisti (1963). Antonio Anichini, Requiem (1998-2001).
Requiem tedeschi Johannes Brahms Michael Praetorius Franz Schubert Heinrich Schütz
Requiem inglesi Herbert Howells John Rutter Charles Villiers Stanford
Note
Voci correlate Requiem Marcia funebre
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