Pur essendo stata fin dall'infanzia instradata a una carriera ecclesiastica, si sposò due volte, venendo in entrambi i casi rapita dai suoi mariti, ovvero il nobile boemo Zavis di Falkenstein e il re Stefano Uroš II Milutin di Serbia. Entrambi i mariti vantavano però un grado di parentela inaccettabile con Elisabetta dal punto di vista canonico. Per questo, il matrimonio con Zavis di Falkenstein non fu riconosciuto dalla Chiesa ungherese, mentre quello con Stefano Uroš II Milutin non fu riconosciuto dalla Chiesa serba.
A seguito della sua morte, Elisabetta venne ritenuta beata dalla Chiesa ungherese. Nelle sue agiografie non viene quasi mai fatta menzione dei suoi mariti.
Biografia Origini e primi anni Elisabetta era la figlia del re Stefano V d'Ungheria e della sua moglie cumana, battezzata con il nome di Elisabetta e probabilmente a sua volta figlia di Köten, un capotribù (khan) e comandante militare cumano attivo nella metà del XIII secolo. Elisabetta aveva cinque fratelli di cui si ha conoscenza, ovvero Caterina (moglie del re Stefano Dragutin di Serbia), Maria (moglie del re Carlo II di Napoli), Anna (moglie dell'imperatore bizantino Andronico II Paleologo), il re Ladislao IV d'Ungheria e Andrea di Slavonia. La sua data di nascita esatta rimane sconosciuta; questa è stata desunta sulla base di una lettera redatta dall'arcivescovo Lodomerio di Strigonio a papa Nicola IV del 8 maggio 1288 e riportata nel 1308 dall'Anonymi Descriptio Europae Orientalis. La missiva testimonia che nel 1288 Elisabetta aveva circa 32-34 anni, ventidue dei quali vissuti in un monastero... Pertanto, la sua data di nascita potrebbe essere collocata intorno al 1254-1256, circostanza che la renderebbe la primogenita della sua famiglia. Tale ipotesi è stata fortemente sostenuta dallo storico Ferenc Kanyó, il quale ha posto l'attenzione sulla Leggenda di Santa Margherita e sulla confessione della stessa Elisabetta della venerazione della zia (1276); nei due scritti si menziona infatti che Elisabetta era la figlia primogenita del re Stefano V.. Tuttavia, secondo lo storico Gyula Kristó, la cui opinione si basa sull'opera di Mór Wertner, Elisabetta nacque intorno al 1260 e fu la terza (o quarta) figlia dei suoi genitori.Secondo Kristó, il re Stefano V ebbe un'altra figlia (il cui nome è ignoto) che sposò il despota bulgaro Giacobbe Svetoslav: .
Elisabetta aveva quattro anni quando fu mandata al monastero domenicano della Beata Vergine sull'isola dei Conigli (l'odierna isola Margherita, a Budapest), una comunità fondata da suo nonno Béla IV per sua figlia Margherita, la quale si era anch'essa fatta monaca.. Nel 1259, quando al potere vi era Stefano V, i privilegi del monastero vennero confermati con una lettera; in quest'ultima viene menzionata Elisabetta, ragion per cui fu probabilmente allora che la principessa si trasferì nel monastero.. Stefano seguì forse l'esempio di suo padre Béla IV, che aveva mandato la sua figlia primogenita Margherita sull'isola dei Conigli.
Poco si sa degli anni della vita monastica di Elisabetta. Un documento del 1265 e la storia della vita della sua santa zia Margherita menzionano in maniera fugace la sua presenza al Monastero della Beata Vergine. Santa Margherita morì nel 1270 e, secondo i documenti, desiderava che sua nipote diventasse la prossima badessa della sua comunità.. Elisabetta è menzionata per la prima volta come priora (priorissa) del monastero nel 1278.. La prosperità del monastero della Beata Vergine durante gli anni in cui visse Elisabetta è accertata da numerosi documenti dell'epoca. Per ordine del re Ladislao IV, dal 1287 il monastero vantò il diritto di ricevere gli introiti delle tasse dalla fiera di Buda.. Furono i numerosi possedimenti e il gran numero di successive donazioni compiute da parte della famiglia reale a rendere il monastero una delle più ricche istituzioni ecclesiastiche dell'Ungheria alla fine del XIII secolo.. Secondo gli ultimi passaggi della Leggenda di Santa Margherita, la priora suggerì di utilizzare la reliquia di sua zia quando il re Ladislao IV si ammalò gravemente per favorirne la guarigione..
Elisabetta contrasse per due volte matrimoni nella sua vita, ma le fonti storiche relative a tali eventi rimangono controverse.
Matrimonio con Zavis di Falkenstein Il nobile boemo Zavis di Falkenstein fu l'amante e poi il secondo marito di Cunegonda di Slavonia, vedova del re Ottocaro II di Boemia.. Nel settembre 1285, tre mesi dopo il matrimonio ufficiale, Cunegonda morì, ma Zavis mantenne una grossa influenza su suo figlio, il re Venceslao II di Boemia..
È noto che Elisabetta suscitò un'innegabile influenza su suo fratello, il re Ladislao IV. Si pensi al fatto che, su sua richiesta, la moglie di Ladislao IV Elisabetta di Sicilia fu imprigionata in un monastero dal settembre 1286 all'agosto 1287. L'arcivescovo Lodomerio riferì in una lettera che il «seme della discordia tra il re e sua moglie era stato piantato» dalla sorella del re. Intorno al 1287-1288 Zavis di Falkenstein arrivò in Ungheria, forse per negoziare un'alleanza; in maniera altrettanto verosimile, fu l'influenza di Elisabetta sul fratello a spingere Zavis a sposarla.. Elisabetta fu rapita dal monastero della Beata Vergine e divenne la moglie di Zavis il 4 maggio 1288. Il rapimento fu eseguito dai cortigiani di Ladislao IV e pare che in questa occasione il re ungherese disse: «Se avessi quindici sorelle o anche di più collocate in un luogo di clausura qualunque, le porterei via con la forza da lì per farle sposare lecitamente o illecitamente, allo scopo di stringere un legame parentale con degli alleati che mi potranno eventualmente sostenere con tutto il potere di cui godono nel compimento della mia volontà».. L'arcivescovo Lodomerio informò con indignazione papa Niccolò IV del rapimento di Elisabetta e del suo matrimonio con Zavis nella lettera dell'8 maggio 1288. Il religioso affermò con certezza che Elisabetta fosse stata rapita di sua spontanea volontà. Inoltre, accusò sia Zavis che Elisabetta di incesto, sostenendo che tra di loro sussisteva «un grado di parentela» (entrambe le mogli di Zavis erano nipoti di Bela IV, re d'Ungheria; il diritto canonico dell'epoca proibiva il matrimonio quando sussisteva un legame parentale così stretto).
Elisabetta chiese all'arcivescovo Lodomerio di riconoscere il suo matrimonio, ma questi rifiutò. Successivamente, Zavis ed Elisabetta si rifugiarono nel regno di Boemia e più precisamente nei feudi di Falkenstein, dove Elisabetta diede alla luce un figlio alla fine del 1288. Durante l'assenza di Zavis dalla Boemia, i suoi nemici misero il re Venceslao II contro il suo patrigno, che si appropriò dell'eredità della defunta regina vedova Cunegonda. Dopo la nascita del figlio, Zavis decise di invitare al battesimo il re Venceslao II, ma il sovrano insistette affinché Zavis giungesse a Praga per presentare di persona l'invito. Quando Zavis arrivò a corte nel gennaio 1289, egli fu arrestato e gli fu chiesto, a titolo di ultimatum, di restituire i castelli e le terre della regina vedova Cunegonda al tesoro reale. Il boemo si rifiutò di soddisfare le richieste del re, dopodiché fu accusato di alto tradimento e giustiziato. Zavis di Falkenstein fu decapitato il 24 agosto 1290 davanti ai suoi fratelli presso le mura del castello di Hluboká..
Non si sa cosa fece Elisabetta dopo l'esecuzione del marito, ma appare probabile che fece ritorno al monastero della Beata Vergine situato sull'isola dei Conigli.
Matrimonio con Stefano Uroš II Milutin di Serbia Le fonti magiare, nello specifico cronache o documenti ufficiali, non riferiscono nulla del suo altro matrimonio con Milutin.. Per decisione di suo fratello, Elisabetta si recò in Serbia, dove trascorse del tempo assieme a sua sorella Caterina, moglie del re Stefano Dragutin. Fu lì che il fratello di Dragutin Stefan Uroš Milutin la vide; secondo quanto riferito dal cronista Giorgio Pachimere, Elisabetta fu «catturata» da Milutin contro la sua volontà. Il cronista non include Elisabetta tra le mogli legittime di Milutin e definisce questa relazione «vergognosa e adulterina».. Anche questo matrimonio creò problemi fin dall'inizio:
Innanzitutto, Elisabetta ruppe ancora una volta i suoi voti monastici; . In secondo luogo, la donna era cattolica, mentre suo marito ortodosso; In terzo luogo, il fratello maggiore di Milutin, Stefano Dragutin, era sposato con Caterina d'Ungheria, sorella di Elisabetta. Dal punto di vista della Chiesa ortodossa, due fratelli non potevano essere sposati con due sorelle. Tale relazione era infatti considerata inaccettabile, malgrado la Chiesa cattolica, durante il pontificato di Innocenzo III, si era pronunciata sul punto affermando che l'affinità non produce ulteriore affinità e che quindi i matrimoni dei fratelli non rappresentavano un ostacolo dal punto di vista canonico; Infine, la prima moglie di Milutin era ancora in vita.
La madre di Milutin, la regina Elena d'Angiò, si rivolse alla Santa Sede chiedendo di dichiarare invalido il matrimonio, con il risultato che Elisabetta fu rimandata al monastero della Beata Vergine sull'isola dei Conigli. Il Directorium ad passagium faciendum (1332) e lAnonymi Descriptio Europae Orientalis (1308) menzionano il rifiuto di Elisabetta al matrimonio combinato tra Milutin e Simona Paleologina.
Trattative per il matrimonio con Milutin Esistono due differenti ricostruzioni sulla data del matrimonio di Elisabetta con Stefano Uroš II Milutin. Secondo la prima, quest'unione sarebbe avvenuta prima del matrimonio con Zavis di Falkenstein (cioè prima del 1287). Una seconda versione riferisce invece che l'evento sarebbe avvenuto dopo l'esecuzione di Zavis (ossia dopo il 1290). Inoltre, se da una parte non vi sono dubbi sulla durata del legame matrimoniale con Zavis (1287-1290), la stessa cosa non può dirsi con riferimento a Milutin. Poiché le informazioni sulla biografia di quest'ultimo risultano confuse, resta ancora oggetto di dibattito il numero di donne sposate dal nobile serbi. La cronologia di questi matrimoni varia a seconda delle fonti, ma, oltre a Elisabetta, si menzionano le seguenti consorti: una nobildonna serba sconosciuta (probabilmente chiamata Jelena), una figlia di Angelina di Giovanni I Ducas,Il nome di questa moglie di Milutin, proveniente della Tessaglia, non è indicato in nessuna delle fonti primarie oggi pervenuteci, allo stesso modo del nome della prima moglie serba di Milutin. Si era ipotizzato in precedenza che Elena/Jelena fosse il nome della moglie della Tessaglia, in quanto su un affresco risalente al 1282-1283 situato nel monastero di Đurđevi Stupovi, accanto a Milutin, è raffigurata «Elena la regina dei Serbi» (). Questo affresco viene fatto risalire al biennio appena indicato per una serie di motivi (titolo, insegne e abbigliamento di Milutin, immagine congiunta di due fratelli seduti durante un'assemblea), ossia immediatamente dopo la costruzione della cattedrale di Deževa (nell'odierna municipalità di Novi Pazar). Grosso modo nella stessa fase storica, la moglie di Milutin, la regina Elena, è riportata su un'icona serba collocata nella basilica di San Nicola a Bari: a destra di San Nicola si può scorgere Milutin, mentre alla sua sinistra la regina Elena, sua moglie, e un'altra figura femminile, ovvero Elena d'Angiò, la madre di Milutin (). Ad ogni modo, poiché Giovanni I Ducas di Tessaglia ebbe un'altra figlia di nome Elena (che sposò Guglielmo I de la Roche, duca di Atene), quest'altra discendente, poi concessa in sposa a Milutin, non poteva chiamarsi Elena (). la principessa bulgara Ana Terter e la principessa bizantina Simona Paleologina..
Secondo una prima versione, riferita dal cronista Giorgio Pachimere, Elisabetta non fu una moglie legittima, ma una concubina di Milutin presente a corte prima che l'uomo celebrasse le nozze con Ana Terter...