Biografia Affascinato dall'arte e in particolare dal "segno", iniziò da bambino a dipingere con la spatola. Da giovane, assunto da un'azienda ferrarese legata alla Montecatini, dipingeva nei momenti liberi lasciati dal lavoro; in seguito decise di dedicarsi unicamente all'arte e si licenziò. Viaggiò attraverso l'Europa fermandosi soprattutto in Austria, Germania, Francia e Spagna ove prese contatto con gli artisti locali e frequentò musei e gallerie.
Inizialmente, nella Mitteleuropa degli anni '60, aderì all'Azionismo viennese, gruppo formato da artisti quali Günter Brus, Otto Mühl, Arnulf Rainer. In occasione di una mostra tenutasi a Monaco di Baviera, le sue opere furono notate dall'anziano maestro espressionista Oskar Kokoschka che decise di segnalarlo ad altri galleristi e a organizzargli una personale nel 1970. Nello stesso anno, Fabbriano studiò con impegno la pittura di Amedeo Modigliani, artista al quale dedicò una mostra personale a Livorno.
In Spagna si inserì quindi nel gruppo Sintesis informale, con Carlos Mensa, Rafael Canogar e Luis Feito, strinse amicizia con il poeta Rafael Alberti e si appassionò ai pittori del Siglo de Oro, da Velazquez allo Spagnoletto.
Molto importante fu il legame con la pittrice e scultrice ferrarese Adriana Mastellari (1933-2023) che poi sposò e da cui ebbe la figlia Lisa.Gabriele Turola, I figli delle Muse Inquietanti, a cura di Corrado Pocaterra e Lucio Scardino, Ferrara, 2025, p. 83
A partire dagli anni '70 iniziò a rielaborare stilemi e icone della pittura manierista e barocca, con l'ausilio di tecniche particolari che univano olio, pastello e incisione a collage, emulsione fotografica e frottage, raggiungendo risultati che anticipavano l'anacronismo e il citazionismo. Tra i soggetti rappresentati nelle sue opere troviamo corride spagnole, figure ispirate alla Divina Commedia, scene sacre, atleti, erosioni geologiche e denuncia del deterioramento del patrimonio artistico.<ref>Lucio Scardino (a cure di), Omaggio a Fabbriano pittore e grafico (Ferrara 1936-2019), catalogo della mostra, Banca Mediolanum, Ferrara, 2020</ref>
Tra gli artisti italiani da lui frequentati, vi furono Ennio Calabria, Emilio Vedova, Pietro Annigoni.Gabriele Turola, I figli delle Muse Inquietanti, a cura di Corrado Pocaterra e Lucio Scardino, Ferrara, 2025, p. 51 Oltre a vari riconoscimenti in Italia, ottenne nel 1984 il premio internazionale Juan Mirò a Barcellona ed espose le proprie opere in tutta Europa, ma anche negli Stati Uniti, Messico e Cina. Negli anni '90 raggiunse il massimo della popolarità e tenne aperti contemporaneamente tre studi (rispettivamente in Austria, Francia e Spagna).
Alla fine del XX secolo cominciò a sperimentare la computer art intervenendo sulle superfici grafiche e pittoriche.
Dopo il 2000, l'artista decise di rinsaldare i legami con il suo territorio d'origine, tenendo personali a Ferrara, Rovigo e Mantova e rispettive province.
Gravemente ammalato, è morto nel 2019.
Note
Bibliografia Lucio Scardino (a cura di), Fabbriano, Tipografia Arcobaleno, Ferrara, 1982 Michele Govoni (a cura di), Fabbriano. Opere recenti, catalogo della mostra, Galleria del Carbone, Ferrara, 2004 Elisabetta Pozzetti, In fieri. Opere di Fabbriano, catalogo della mostra, Palazzo della Ragione, Mantova, 2005 Gianni Cerioli (a cura di), Fabbriano. Evocazioni d'autore'', catalogo della mostra, Banca Mediolanum, Ferrara, 2014