L'operazione Główki (in : Operacja Główki) fu il nome in codice scelto per identificare una serie di uccisioni di funzionari nazisti eseguite dalla resistenza polacca durante la seconda guerra mondiale. Le persone in questione erano state condannate a morte in contumacia dai tribunali segreti polacchi per i crimini contro i cittadini polacchi durante l'occupazione tedesca. Il nome dell'operazione (główki - teste, testoline) richiama le insegne Totenkopf (testa di morto) presenti sulle uniformi delle SS.

Contesto storico

L'operazione fu la risposta della resistenza polacca al terrore nazista. Per le strade delle città polacche la popolazione non ebrea veniva presa di mira dalla cosiddetta łapanka, la prassi delle forze naziste di radunare, rapire e uccidere i civili indiscriminatamente.

Tra il 1942 e il 1944 a Varsavia la lapanka mieteva circa 400 vittime al giorno; decine di migliaia di esse morirono poi nelle esecuzioni di massa, comprese le circa 37.000 persone del complesso carcerario di Pawiak gestito dalla Gestapo e migliaia di altre ammazzate tra le rovine del ghetto di Varsavia. I nazisti ricorrevano anche alle esecuzioni pubbliche con l'obiettivo di fiaccare la resistenza polacca. Giornalmente venivano pubblicati gli elenchi dei polacchi da giustiziare in caso di attacco ai soldati nazisti. In risposta a questi atti di terrore la resistenza polacca preparò gli elenchi di leader nazisti da eliminare, colpevoli di rappresaglie contro i civili non combattenti.

Obiettivi Gli obiettivi dell'operazione furono i membri dell'amministrazione tedesca, della polizia, delle SS, delle SA, dell'ufficio del lavoro e gli agenti della Gestapo., condannati a morte dai tribunali segreti polacchi per i crimini commessi contro i cittadini polacchi.

L'Armia Krajowa uccise 361 gendarmi nel 1943 e 584 nel 1944. Solo a Varsavia venivano eliminati 10 tedeschi al giorno, il che provocava repressioni e vendette degli occupanti. Dall'agosto al dicembre 1942 l'esercito nazionale effettuò 87 attacchi contro l'amministrazione tedesca e contro i membri delle forze di occupazione. Nel 1943 questo numero si impennò: nei primi quattro mesi del 1943 l'AK mise in atto 514 attacchi.

I capi operativi 1943-1944 Anton Hergel: commissario nazista responsabile della stampa e degli editori nel Governatorato generale. I combattenti della Resistenza polacca lo ferirono due volte, in due azioni separate nel 1943. Franz Bürkl: SS-Oberscharführer, membro della Gestapo e comandante della prigione di Pawiak, fu ucciso il 7 settembre 1943 nell'operazione Bürkl. August Kretschmann: SS-Hauptscharfuhrer e comandante del campo di prigionia di Gęsiówka, fu giustiziato il 24 settembre 1943. Stephan Klein: SS-Scharführer membro dell'amministrazione carceraria di Pawiak, fu ucciso nel 1943 dal battaglione Parasol. Herbert Schultz: SS-Obersturmführer, assassinato il 6 maggio 1943 durante l'operazione Schultz, Ewald Lange: SS-Rottenführer, assassinato il 22 maggio 1943 durante l'operazione Lange dal battaglione Zośka. Franz Kutschera: SS-Brigadeführer e Generalmajor der Polizei, SS- und Polizeiführer del distretto di Varsavia, fu ucciso il 1º febbraio 1944 dall'esercito nazionale polacco durante l'operazione Kutschera. Ernst Weffels: membro delle SS-Sturmmann, fu giustiziato il 1º ottobre 1943 per le crudeltà e le esecuzioni nella prigione femminile di Pawiak. Ludwig Fischer: governatore del distretto di Varsavia nel Governatorato generale, sopravvisse all'attentato durante l'operazione Hunting nel 1944. Dopo la guerra fu catturato, condannato a morte e giustiziato per impiccagione in Polonia. Albrecht Eitner: agente segreto dell'Abwehr, sotto l'ammiraglio Canaris. Fu giustiziato il 1º febbraio 1944 dall'esercito nazionale polacco. Willi Lübbert: organizzò le retate dei polacchi da inviare nei campi di lavoro nazisti. Fu giustiziato il 1º febbraio 1944 dall'esercito nazionale polacco. Wilhelm Koppe: SS- und Polizeiführer e SS-Obergruppenführer ferito nell'Operazione Koppe (Akcja Koppe) l'11 luglio 1944 a Cracovia. Ernst Dürrfeld: sopravvisse all'attentato del 12 luglio 1944 riuscendo a scappare. Willy Leitgeber: ufficiale della sezione Kripo che lottava contro la resistenza polacca, fu ferito in una prima azione e ucciso nella seconda. Michajło Pohołowko: collaboratore nazista ucraino del Komitet Ukraiński, fu ucciso il 31 marzo 1944. Walter Stamm: SS-Sturmbannführer, IV dipartimento Gestapo, direttore del Sicherheitsdienst di Varsavia, fuggì durante l'operazione Stamm del 5 maggio 1944. Eugen Bollodino: organizzò le retate dei civili polacchi da inviare nei campi di lavoro nazisti, fu ucciso nel 1944. Karl Freudenthal: Kreishauptmann del distretto di Garwolin, responsabile dell'uccisione di ebrei e polacchi e della deportazione della popolazione ebraica locale nel ghetto, fu ucciso il 5 luglio 1944.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Polonia nella seconda guerra mondiale Categoria:Resistenza polacca