L'operazione Koppe fu un'azione del movimento di resistenza polacco, condotta senza successo l'11 luglio 1944 a Cracovia dall'Armia Krajowa contro Wilhelm Koppe, SS-Obergruppenführer e SS- und Polizeiführer nel Governatorato generale e allo stesso tempo segretario di Stato nel Governatorato generale e vice di Hans Frank.
Wilhelm Koppe fu condannato a morte dallo Stato segreto polacco per le spietate repressioni e i crimini di massa compiuti contro polacchi ed ebrei. Nonostante l'accurata preparazione dell'attacco, l'auto di Koppe riuscì a fuggire, ma l'operazione ebbe un grande significato psicologico e influì sul morale anche (anzi soprattutto) dei tedeschi.
L'operazione Un gruppo separato dell'Armia Krajova, il battaglione Parasol comandato da Stanisław Leopold ("Rafał"), a cavallo tra giugno e luglio 1944 giunse a Cracovia, dove, insieme al Kedyw, si preparò a compiere l'attentato nell'area prescelta. L'azione era prevista per il 5 e 7 luglio 1944, ma Koppe cambiò inaspettatamente il suo percorso abituale.
L'11 luglio 1944, prima delle 9:00, i gruppi del battaglione Parasol tentarono di bloccare la Mercedes di Koppe con due Chevrolet, guidate da Mieczysław Janicki ("Otwocki") e da Stefan Dyż ("Pikuś"). Altre due auto stavano aspettando per impedire a Koppe di scappare: una Mercedes guidata da Bogusław Niepokoj ("Storch") e una BMW di Jan Bernatowicz ("Bartek").
Nonostante la pesante sparatoria, l'auto di Koppe aggirò il blocco e riuscì ad allontanarsi. Furono uccisi diversi tedeschi, tra cui l'aiutante personale di Koppe, un ufficiale delle SS. Koppe fu solo ferito.
Uno dei gruppi d'attacco del battaglione Parasol riportò un ferito; durante la fuga da Cracovia verso nord subì l'attacco dei gendarmi tedeschi vicino al villaggio di Kąty: furono uccisi quattro gendarmi tedeschi, compreso un ufficiale, e ci fu un ferito tra i soldati dell'esercito nazionale. In uno scontro successivo, questa volta con i soldati della Wehrmacht nel villaggio di Udórz, a nord di Wolbrom, ebbe la peggio l'esercito nazionale: due soldati morirono sul colpo, cinque rimasero feriti. Tre di loro caddero nelle mani dei tedeschi e furono torturati e assassinati.
Secondo Stachiewicz, anche se l'esecuzione della sentenza fallì, non si può parlare di fallimento dell'azione nel suo complesso. Il comando e gli altri organizzatori e partecipanti mostrarono ingegnosità, espressa in molti mesi di preparativi minuziosi e di successo (trasferimenti separati di diverse auto, presenza di molte persone, munizioni, armi, vestiti, provviste, documenti, ecc.). Durante la ritirata successiva all'azione, nonostante la comunicazione imperfetta e le altre difficoltà, si verificò, almeno inizialmente, un buon coordinamento, ma soprattutto ci fu il sacrificio dei soldati e degli ufficiali di collegamento a testimonianza della dedizione e del patriottismo di tutti coloro che presero parte nell'operazione.
Composizione L'ordine di eseguire l'azione fu dato alla 1ª compagnia del battaglione Parasol dell'Armia Krajova, composta da:
Comandanti Stanisław Leopold (Rafał) – comandante Stanisław Huskowski (Ali) – comandante in seconda
Soldati
Jan Bernatowicz (Bartek) Józef Baster (Rak) Wojciech Czerwiński (Orlik) Stefan Dyż (Pikuś) Tadeusz Fopp|Tadeusz Maria Fopp (Tadeusz) Halina Grabowska (Zeta) Mieczysław Janicki (Otwocki) Tadeusz Karczewski (Wierzba) Przemysław Kardasiewicz (Akszak) Jerzy Kołodziejski (Zeus) Jerzy Małow (Rek) Bogusław Niepokój (Storch) Zdzisław Poradzki (Kruszynka) Wiesław Raciborski (Robert) Antoni Sakowski (Mietek) Józef Szczepański (Ziutek) Eugeniusz Schielberg (Dietrich) Jacek Sperling (Jacek) Wojciech Świątkowski (Korczak) Tadeusz Ulankiewicz (Warski)
Staffette Irena Sokołowska (Bobo) Zofia Sokołowska (Dzidzia) Zofia Jasieńska (Ina) Irena Potoczek (Ada) Maria Stypułkowska-Chojecka (Kama) Elżbieta Dziębowska (Dewajtis)
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Polonia nella seconda guerra mondiale Categoria:Resistenza polacca