Sindaco di Racalmuto tra il 1872 ed il 1876, ne favorì lo sviluppo realizzando a proprie spese l'illuminazione pubblica, il sistema fognario, la rete ferroviaria cittadina ed il Teatro Regina Margherita su progetto dell'architetto Dionisio Sciascia, allievo di Filippo Basile, che costruì un'opera su modello del Massimo di Palermo, spendendo oltre 100.000 lire dell'epoca
Leonardo Sciascia ne rese celebre la frase: "Il sindaco provvederà di tasca propria".
Matrona fu a contatto con alcuni intellettuali europei e ministri, da Perez a Zanardelli a Colonna di Cesarò, che incontrava nella sua Racalmuto: ciò consenti il progressivo sviluppo del Circolo Unione, club per gentiluomini locale.
Amante della giustizia, si disse che insieme ai quattro fratelliMichele (medico), Paolino, Napoleone- restò celibe-, Giuseppe (giurista), quest’ultimo seguace della famiglia Tulumello pattugliasse la zona per controllarla dal malandrinaggio.Ci sono esempi che dove hanno voluto estirpare il malandrinaggio ci sono riusciti, e ne abbiamo uno bello, lodevole, nel circondario di Girgenti. Questi cinque fratelli Matrona in pochissimo tempo hanno reso quel paese il modello non solo della Sicilia ma del continente. Ivi ci sono scuole, locale per i carabinieri, telegrafo, teatro; e sono cinque fratelli che lo hanno voluto.
Con Federico Campanella, Aurelio Saffi, Maurizio Quadrio, fu nominato socio onorario della Società di mutuo soccorso degli operai che vedeva come presidente onorario Giuseppe Garibaldi.
Origini
La famiglia Matrona giunse in Sicilia in concomitanza con l'incoronazione del re Pietro d'Aragona a Re di Trinacria, nel 1282. Si sviluppò particolarmente nel commercio marittimo, stabilendosi per un primo tempo ad Agrigento, e in seguito a Racalmuto.
Gaspare Matrona nacque a Racalmuto nel 1836 da Pietro, discendente dai Moncada di Paternò, ed Angela Nicastro.
Matrona svolse la professione di avvocato; già consigliere comunale, egli ricoprì il ruolo apicale del partito liberale che amministrò il paese per oltre trent'anni, fino all'avvento del barone Luigi Tulumello nel 1889.Costui amministrò per diciotto anni, dal 1889 al 1907
Il 6 marzo 1859Nella chiesa madre di Racalmuto Matrona sposò Concettina Gueli, vedova dell'esimio giurista Nicola CirinoPoeta e magistrato, morto nel 1851, è sepolto nella chiesa di San Domenico a Palermo.. Morì nel 1919, dopo avere impiegato gran parte del proprio patrimonio per il suo paese natale.
Politica
Lo scrittore Leonardo Sciascia fu legato al sindaco, ma anche alla famiglia Matrona in generale.
La storica dimora di contrada Noce, infatti, fu scelta per esprimere vicinanza agli stessi Matrona, che avevano un castello nelle vicinanze.{ Sciascia lo cita in molte delle sue opere come Le parrocchie di Regalpetra, La Sicilia come metafora, Occhio di capra e nella prefazione del libro di Nicolò Tinebra Martorana, Racalmuto Memorie e Tradizioni, dedica numerose pagine al periodo storico in cui Racalmuto fu amministrato dal Matrona.«La frase di Don Gasparino Matrona quando, nel consiglio comunale, decidendosi un'opera pubblica, il segretario faceva osservare che non esisteva la possibilità finanziaria di coprirla: "il Sindaco provvederà di tasca propria", questa frase ancora aleggia nell'aula del consiglio toccando il sentimento, la dignità e l'amor proprio di coloro che vi siedono.»
Negli anni della sua amministrazione il sindaco perseguì una politica di miglioramento: restaurò l'ex convento di Santa Chiara, adibendolo a sede del municipio e facendo realizzare nel giardino adiacente il teatro comunale. Istituì il servizio per la pulizia delle strade, fece realizzare le fognature e l'illuminazione pubblica.
Istituì il mattatoio comunale ed un sussidio a favore dei giovani bisognosi e meritevoli. Si deve inoltre a Matrona l’istituzione della banda musicale. Infine, grazie all'interessamento di Zanardelli, il ponte che collega Racalmuto al vicino comune di Canicattì. Così Racalmuto venne definita la "Palermo picciula" (la piccola Palermo.)
Nella cultura di massa
A Gaspare Matrona è stata intitolata la villa comunale di Racalmuto, in cui, il 31 ottobre 1960, è stato posto un busto in suo onore. Rimosso nonostante le numerose controversie, è stato poi ricollocato all'ingresso del teatro "Regina Margherita", dov'è situato tutt'oggi. Alla famiglia Matrona è stata dedicata una via di Racalmuto.
Onorificenze
Note
Voci correlate Racalmuto Teatro "Regina Margherita" Tulumello Nicola Cirino
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