Biografia Nato in Sicilia da famiglia napoletanaIl padre Enrico Verdinois (Napoli 10.12.1845 - Roma 20.10.1932), ingegnere ed ispettore generale del Genio Civile (Cfr.: Memorie e Comunicazioni. Commemorazione dell'ingegnere Enrico Verdinois, in "Annali dei Lavori Pubblici (già Giornale del Genio Civile)", Indici del Volume LXX - Anno 1932 (X-XI), Ministero dei Lavori Pubblici - Consiglio Superiore, Roma, 1930, p.836), ottenne l'onorificenza sabauda di grand'uffiziale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, accordatagli in occasione del collocamento a riposo, dopo avere assunto il ruolo di presidente di sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici., più tardi trascorse l'infanzia a Roma (dopo un breve periodo a Palermo e a Napoli), dove frequentò le scuole, avviandosi alla carriera delle armi, attraverso la Scuola militare di Roma (all'epoca Collegio Militare) e l'Accademia militare di Modena (all'epoca Scuola militare), dalla quale uscì sottotentente dell'82º Reggimento Fanteria.

Nel maggio del 1915 si trovava a Conegliano e partecipò, quindi, alle prime operazioni di guerra, nell'alto Cordevole, sfidando più volte la morte che lo colse durante un'ardita operazione. Per il coraggio dimostrato meritò la Medaglia d'Oro, concessa con d. l. 13 novembre 1916.

Una via a Palermo, una a Trapani, una via e una lapide a Napoli, il Cimitero di guerra di Livinallongo del Col di Lana presso il castello di Andraz portano il suo nome.

Lettera alla madre Fu attribuita a Verdinois una lettera scritta alla madre Sofia poco prima della sua morte.

Onorificenze

Note

Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Medaglie d'oro al valor militare Categoria:Ufficiali del Regio Esercito Categoria:Militari italiani della prima guerra mondiale