La Riserva di Monte Arcosu o Oasi del Cervo e della Luna è un'area naturale protetta situata all'interno del Parco di Gutturu Mannu nella città metropolitana di Cagliari, di proprietà del WWF Italia e gestita in accordo con la Fondazione Domus de Luna dal 2019. Fra le oasi naturalistiche del WWF è la più estesa in Italia, con 3650 ettari di superficie, di cui acquisiti nel 1985, altri 600 nel 1996, gli ultimi 50 nel 2020.
La finalità prioritaria della riserva è la salvaguardia del cervo sardo e del suo habitat naturale. L'interesse naturalistico di quest'oasi si estende tuttavia ad altri esemplari della fauna, alla flora, al paesaggio. Nell'insieme, la riserva di Monte Arcosu si integra in un'area di 30- ettari, che ospita la più vasta estensione di macchia, macchia-foresta e foresta mediterranea d'Europa.
Le infrastrutture della riserva sono su 4 diversi livelli, collegati tra loro da una rete di sentieri in fase di rifacimento dopo il nubifragio che ha colpito la zona nel 2018. Centro di accoglienza, foresterie e rifugi sono oggetto di un intervento di ristrutturazione finalizzato allo sviluppo della componente sociale del progetto con Fondazione Domus de Luna: inserimento lavorativo di persone in categorie protette e ampliamento degli itinerari didattici differenziati a favore di scuole e famiglie.
Territorio
La riserva è ubicata in Sardegna, a poche decine di chilometri da Cagliari, in corrispondenza del versante nord orientale del massiccio del Sulcis. È raggiungibile dalla strada consortile della zona industriale di Macchiareddu-Grogastu, da cui si svolta per la provinciale Capoterra-Santadi. Il bivio per la riserva è situato 500 metri dopo la chiesa di Santa Lucia.
L'area del primo lotto, acquisita nel 1985, corrisponde in gran parte al bacino imbrifero del rio Guttureddu, un affluente del rio Gutturu Mannu. È delimitata ad ovest da uno spartiacque che comprende, da nord-sud, le vette del monte Arcosu (), di monte Genna Strinta () e del monte Lattias (). Una seconda formazione montuosa, che si estende al centro della riserva da ovest ad est, raggiungendo la quota massima di (monte Abius Longus), suddivide l'area in due valli principali, percorse dal rio Guttureddu a sud e dal rio Sa Canna a nord. La valle del rio Sa Canna è delimitata a nord dallo spartiacque dei rilievi che digradano verso est a partire dal monte Arcosu. Quella del rio Guttureddu è delimitata a sud dai rilievi che digradano verso est e successivamente verso nordest a partire dal monte Lattias.
Le due valli confluiscono nel settore nordorientale della riserva, dove è ubicato l'ingresso. I rilievi che le delimitano digradano da una quota di 800- metri fino a , i fondovalle digradano da quote di 3-350 metri fino a
L'area del secondo lotto, acquisita nel 1996, si estende come una lingua a partire dal versante occidentale del monte Lattias e da quello settentrionale del monte Is Caravius in direzione nord-nordovest. È composta da un quadrilatero contiguo all'area del primo lotto che si estende dalle creste a nord del monte Lattias comprendendo il bacino del tratto iniziale del rio Fenugus. Da questo quadrilatero si estende verso nord una fascia che approssimativamente si estende lungo il versante occidentale della valle del rio Camboni, il naturale prolungamento del rio Fenugus dopo la cascata Su Spistiddatroxiu. Questa fascia resta separata dallo spartiacque monte Arcosu-Genna Strinta dalle valli del rio Camboni e del rio Marroccu.
L'ultimo lotto, acquisito a seguito dell'alluvione nel 2018 per assicurare ai visitatori una nuova accoglienza in un territorio sicuro, costituirà a fine lavori la porta d'accesso all'Oasi attraverso la strada di servizio riservata agli operatori e i due sentieri di collegamento alle infrastrutture situate nella zona del rio Sa Canna (Sentiero dell'Oleandro e Sentiero del Corbezzolo)
Il territorio della riserva ha il suo naturale proseguimento, a sud, con la foresta demaniale di Gutturu Mannu di proprietà dell'Ente foreste della Sardegna.
Morfologia, geologia e idrografia
La morfologia del territorio rispecchia quella caratteristica delle montagne del Sulcis, con valli strette attraversate da rivoli a regime torrentizio, pendii scoscesi, a volte rocciosi a volte ricoperti da un suolo povero, poco profondo, e a tessitura grossolanaPer tessitura grossolana s'intende un suolo composto prevalentemente da particelle di grandi dimensioni riconducibili alla sabbia e allo scheletro (ghiaia, ciottoli, massi)..
L'area del primo lotto è quasi completamente racchiusa da rilievi che digradano, in direzione est e nordest, dai 900- metri ai 300 metri. Le due valli principali si aprono a nordest confluendo nel cono alluvionale del rio Santa Lucia, che ha la continuità con la piana del Cixerri e quella di Capoterra. Le creste rocciose che delimitano il bacino del rio Sa Canna a nord, separano la riserva dai rilievi collinari che digradano verso la piana del Cixerri. A sud-est la riserva si estende su una formazione collinare di 300-400 metri d'altezza che separa la valle bassa del Guttureddu dalla gola di Gutturu Mannu. A sud e a ovest la morfologia è più accidentata e s'identifica meglio con quella tipica del Sulcis orientale, con rilievi di 7-800 metri intervallati a canaloni stretti e profondi. Il settore occidentale, in corrispondenza dello spartiacque che si estende dal monte Arcosu al monte Lattias è il più suggestivo per la variegata conformazione delle creste montuose.
Il monte Arcosu si erge sul vertice nordoccidentale della riserva come un massiccio ben visibile dalle pianure, anche a distanza, per la sua forma tronco-conica e i pendii scoscesi. A sud di monte Arcosu si estende lo spartiacque occidentale con crinali di minore altezza e morfologicamente più dolci, a tratti interrotti da formazioni rocciose granitiche. La massima quota è in corrispondenza di Genna Strinta (). Ancora più a sud si erge il massiccio di monte Lattias, una delle più alte del Sulcis (). Il monte Lattias è la formazione geomorfologica più suggestiva del territorio: è composto da una serie di guglie granitiche che formano una ripida parete, profondamente incisa, che domina ad anfiteatro l'alta valle del rio Guttureddu, dove è ubicata una delle foresterie dell'oasi.
Sul versante occidentale del Lattias e di Genna Strinta ha inizio il lotto di 600 ettari di seconda acquisizione, in uno dei territori più selvaggi e accidentati. A circa più a ovest di monte Lattias si erge la vetta più alta del Sulcis, monte Is Caravius (). A differenza del Lattias, granitico e accidentato, Is Caravius è un rilievo di natura scistosa, dalla morfologia dolce e completamente ricoperto da formazioni boschive, rendendolo di non facile individuazione, sia dai territori circostanti sia dalle foto satellitari.
La natura geologica, come in tutto il settore occidentale del massiccio del Sulcis, è variegata. I rilievi più alti (Is Caravius e vette adiacenti) sono composti dai metasedimenti terrigeni della Formazione di Cabitza (Cambriano-Ordoviciano inferiore) alternati agli affioramenti di leucograniti del magmatismo tardo-ercinico (monte Lattias, Genna Spina, Genna Strinta). Il massiccio di monte Arcosu è composto da affioramenti di leucograniti sui pendii e da affioramenti dei metasedimenti terrigeni della formazione di monte Orri (Ordoviciano superiore). I rilievi minori dislocati nel settore a est dello spartiacque Arcosu-Lattias sono rappresentati prevalentemente dai metasedimenti della formazione di monte Orri a sud e ovest e dalle falde di ricoprimento dell'Unità dell'Arburese (arenarie di San Vito) a nordest, a cui si alternano modesti affioramenti granitici. Le formazioni granitiche sono quelle più evidenti perché emergono in corrispondenza delle creste o formano pareti, talvolta estese, alternate a tratti di fitta vegetazione arbustiva.
L'idrografia del territorio è caratterizzata dalla consistente piovosità (circa annui) concentrata soprattutto nei mesi invernali e alternata ad un lungo periodo di siccità che si protrae dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno. Il territorio della riserva è percorso da un numero elevato di brevi e scoscesi canaloni che confluiscono in corsi d'acqua a regime torrentizio (Gutturu Mannu, Guttureddu, Sa Canna, Camboni, Marroccu de Siliqua). Nel corso dell'inverno la portata dei torrenti è elevata e impetuosa e non è raro che in periodi di piogge intense, il rio Santa Lucia, il principale effluente di questa regione, sia causa di alluvioni nella piana di Capoterra.
Nel 2018 le piogge e le piene dei fiumi hanno praticamente cancellato la viabilità distruggendo gran parte dei sentieri, lasciando l’area dell’Oasi di Monte Arcosu completamente isolata.
I deflussi di gran parte del territorio della riserva alimentano il rio Sa Canna e il rio Guttureddu. Il primo raccoglie soprattutto le acque dei versanti meridionali dislocati a nord (monte Arcosu e Punta S'Ala Matta). Il secondo costituisce un bacino imbrifero più ampio, raccogliendo le acque di deflusso dei versanti orientali del monte Lattias e di Genna Strinta e del versante settentrionale dei rilievi che separano la valle del Guttureddu dalla gola di Gutturu Mannu. I due torrenti confluiscono in corrispondenza della foresteria all'ingresso della riserva e dopo alcuni chilometri affluiscono nel Gutturu Mannu per formare il rio Santa Lucia, il quale prosegue nella piana di Capoterra. Le acque di deflusso del settore occidentale della riserva, dislocato a ovest del monte Lattias, alimentano in gran parte il rio Camboni, che prosegue in direzione nord nel territorio di Siliqua.
In primavera la portata diminuisce progressivamente e il decorso torrentizio diventa più tranquillo. Molti rivoli sono già in secca e si alimentano solo in occasione di piogge primaverili più intense. In estate tutti i torrenti entrano in regime di secca, ma sopravvivono a tratti delle pozze, importanti per l'abbeveraggio della fauna selvatica.
Flora
La riserva di Monte Arcosu è ubicata a circa 39,1° di latitudine Nord. Il clima della Sardegna, a questa latitudine, è caratterizzato da inverni miti e umidi ed estati calde e asciutte. Le nevicate sono un evento poco frequente e limitato ai rilievi più alti, con pochissimi eventi l'anno. Sugli stessi rilievi la piovosità annua è elevata, anche se concentrata nei mesi invernali. Ne consegue che l'unico limite opposto alla vegetazione è rappresentato dalla siccità estiva e dalle condizioni pedologiche.
Nell'intero territorio montano e collinare del Sulcis le condizioni pedologiche e climatiche sono favorevoli allo sviluppo di una vegetazione termofila e, negli ambienti più aridi, termoxerofila. Le specie botaniche che compongono la vegetazione della riserva sono pertanto quelle tipiche della sottozona calda del Lauretum del 2º tipo anche sui rilievi più alti, con la presenza di alcune specie insolite in condizioni microambientali particolari intorno ai metri di altitudine.
A differenza del vicino massiccio del monte Linas, più a nord, dove le condizioni climatiche invernali non permettono lo sviluppo di una vegetazione arbustiva o arborea termofila nei rilievi più alti, nel Sulcis non ci sono limiti altimetrici: la vetta del rilievo più alto (Is Caravius, 1116 m) è interamente boscata e ospita specie termofile e, malgrado il toponimoIs Caravius è un toponimo che fa riferimento al Biancospino, specie a foglia caduca che in ogni modo è abbondantemente rappresentata anche nel Lauretum caldo., sempreverdi (piante sclerofille).
Le associazioni botaniche tipiche della riserva sono rappresentate dallOleo-ceratonion siliquae nei siti più aridi e soleggiati, dalla macchia mediterranea a erica e corbezzolo e dalla macchia-foresta in evoluzione verso la foresta mediterranea sempreverde. Lungo i corsi d'acqua s'insedia invece la vegetazione riparia, in cui spiccano l'oleandro, i salici e l'ontano nero.