Il Palazzo di Giustizia è un edificio pubblico situato in piazza Luigi Calabresi, nel centro di Crotone, sede del Tribunale e della Procura della Repubblica della città.
La realizzazione di una nuova sede giudiziaria era già oggetto di iniziative parlamentari nel 1961; il progetto fu approvato con decreto ministeriale nel 1966 e nell'aprile 1971 i magistrati risultavano già trasferiti nel nuovo edificio. Successivamente ampliato, tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI secolo il palazzo è stato interessato da problemi connessi alla sicurezza e all'insufficienza degli spazi, da interventi di adeguamento impiantistico ed energetico e da diverse proposte di ampliamento o sostituzione con una nuova sede.
Storia Progettazione e costruzione Nell'immediato secondo dopoguerra il Tribunale di Crotone era ospitato nel Palazzo Berlingieri di piazza Umberto I. La necessità di una sede appositamente destinata agli uffici giudiziari è documentata almeno dal 21 aprile 1961, quando il deputato Fausto Bisantis, con l'interrogazione n. 17543 ai ministri di Grazia e Giustizia e dei Lavori pubblici, chiese se fosse stata avviata la pratica per la costruzione del Palazzo di Giustizia di Crotone, se l'amministrazione comunale avesse iniziato gli adempimenti di propria competenza e quale fosse lo stato della procedura.
Il 7 luglio 1966 fu approvato con decreto ministeriale il progetto per la costruzione del nuovo Palazzo di Giustizia di Crotone. Il 7 aprile 1970 il deputato Salvatore Foderaro tornò sulla questione con l'interrogazione n. 4-11118, chiedendo ai ministri dei Lavori pubblici e di Grazia e Giustizia interventi per la costruzione urgente del palazzo.
Entro il 28 aprile 1971 la nuova sede era già entrata in uso: negli atti del Senato della Repubblica risulta infatti che i magistrati si erano trasferiti nel nuovo Palazzo di Giustizia, pur permanendo carenze relative al riscaldamento, al mobilio e alle attrezzature necessarie al funzionamento degli uffici. La documentazione della Corte d'appello di Catanzaro colloca la costruzione dell'immobile negli anni 1970 e attesta un successivo ampliamento; nel 2016 tale intervento veniva descritto come risalente approssimativamente a vent'anni prima, senza consentire di determinarne con precisione la data.
Il sequestro del 2000 Nel 2000 il Palazzo di Giustizia fu sottoposto a sequestro. Un decreto del Ministero della giustizia del 9 novembre dello stesso anno documenta che, a causa del sequestro dei locali e del successivo trasferimento, l'ufficio UNEP del Tribunale non fu in grado di funzionare dall'8 al 24 luglio; il provvedimento prorogò quindi di quindici giorni i termini di decadenza relativi agli atti interessati.
Nel settembre 2000 il Comune di Crotone, proprietario dell'immobile, presentò alla Procura della Repubblica un'istanza volta a ottenerne il dissequestro, nell'ambito di una vicenda relativa alle condizioni di igiene e sicurezza dell'edificio; nel novembre successivo l'assemblea degli avvocati del foro crotonese deliberò un'astensione dalle udienze della durata di un mese. Le condizioni della sede ebbero anche un seguito parlamentare nel 2001, quando un'interrogazione pubblicata negli atti della Camera dei deputati richiamò il sequestro e i conseguenti disagi per il funzionamento degli uffici giudiziari crotonesi.
Adeguamenti e ipotesi per una nuova sede Nel dicembre 2002, parallelamente agli interventi sull'edificio esistente, l'assessore comunale all'urbanistica propose di collocare una nuova sede giudiziaria nell'ambito della STU relativa all'area della stazione.
Nel 2003 il Comune bandì una gara per l'adeguamento degli impianti del Palazzo di Giustizia alle normative di sicurezza, per un importo di 1.492.601,68 euro oltre IVA. Gli interventi comprendevano opere edili e lavori sugli impianti elettrico, termofrigorifero, di climatizzazione, antincendio e antintrusione; il finanziamento era assicurato mediante un mutuo con la Cassa depositi e prestiti. Al 2004 risale inoltre un progetto preliminare e definitivo commissionato dal Comune all'architetto Armando Balducci per la costruzione di un nuovo Palazzo di Giustizia, della volumetria complessiva di 100.000 m³; le fonti disponibili non consentono tuttavia di identificarlo con la precedente proposta relativa alla STU Stazione.
Il problema della disponibilità degli spazi rimase irrisolto. Nel programma triennale delle opere pubbliche 2012-2014 il Comune inserì un intervento denominato Ampliamento Tribunale, ancora a livello di progetto preliminare, per il quale erano programmati 8 milioni di euro nel 2013 e ulteriori 8 milioni nel 2014, con previsione di finanziamento statale. La relazione della Corte d'appello del 2016 continuava a descrivere il palazzo come insufficiente soprattutto per gli archivi, il deposito dei corpi di reato e le aule d'udienza, con conseguente utilizzo di locali esterni.
Tra il 2015 e il 2017 l'edificio fu interessato da lavori di efficientamento energetico comprendenti il rifacimento delle facciate mediante cappotto termico e la sostituzione degli infissi; l'ispezione ministeriale del 2022 indica il completamento degli interventi nel 2017. Nello stesso periodo furono inoltre ampliati il parcheggio e la recinzione e furono ripristinati gli accessi automatici, realizzata una garitta di vigilanza e potenziata l'illuminazione esterna.
Nel 2018 il Ministero della giustizia destinò oltre due milioni di euro all'adeguamento degli impianti elettrico e antincendio; la relativa procedura, con un importo a base di gara di 1.732.100,29 euro, fu successivamente oggetto del parere di precontenzioso n. 470 adottato dall'Autorità nazionale anticorruzione il 18 ottobre 2023. La documentazione relativa all'anno giudiziario 2025 segnala inoltre interventi di impermeabilizzazione e di rifunzionalizzazione dell'ex alloggio del custode per ricavarne nuovi uffici amministrativi, un'aula protetta per l'ascolto dei minori e un locale per riunioni multimediali, insieme alla persistente obsolescenza dell'impianto di riscaldamento e raffrescamento.
Caratteristiche Il Palazzo di Giustizia, di proprietà del Comune di Crotone, sorge tra piazza Luigi Calabresi e via Vittorio Veneto e si sviluppa su cinque piani fuori terra oltre a un livello seminterrato.
Gli elaborati grafici predisposti nel 2019 dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nell'ambito di un intervento di manutenzione documentano un corpo principale a sviluppo prevalentemente longitudinale, affiancato ai livelli inferiori da corpi di minore altezza; i prospetti presentano una scansione regolare delle aperture e l'edificio è caratterizzato da coperture piane. Le piante dei livelli superiori mostrano una distribuzione prevalentemente lineare degli ambienti lungo corridoi longitudinali, con scale e collegamenti verticali concentrati nella parte centrale del fabbricato.
Nella porzione dell'edificio occupata dalla sala server la relazione tecnica dello stesso intervento documenta una copertura piana e un pozzo luce, originariamente protetto da lastre grecate traslucide in resina, nonché soglie degli infissi in marmo; a causa delle infiltrazioni d'acqua fu previsto il rifacimento del manto di copertura mediante un doppio strato di guaina bituminosa con protezione superficiale in ardesia e la sostituzione della copertura del pozzo luce. Tali caratteristiche sono riferite alla sola porzione interessata dall'intervento e non all'intero complesso.
Nonostante l'ampliamento storico e i successivi interventi, la relazione della Corte d'appello relativa all'anno giudiziario 2025 continuava a segnalare l'insufficienza degli spazi rispetto alle esigenze dei magistrati, del personale amministrativo e dell'utenza.
Memoria civile Nel 2019 lo spazio antistante il Palazzo di Giustizia fu intitolato al commissario di polizia Luigi Calabresi, alla cui memoria venne collocata una stele; sulla facciata principale dell'edificio fu inoltre realizzato nello stesso periodo un murale dedicato ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il murale, ispirato alla nota immagine che ritrae insieme i due magistrati, fu eseguito dall'artista crotonese Lucrezia Siniscalchi, nota come Lucy Mey, su iniziativa di un gruppo di avvocati che ne finanziò la realizzazione dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni.
Note
Voci correlate Crotone Tribunale ordinario Procura della Repubblica Corte d'appello di Catanzaro Ministero della giustizia Via Vittorio Veneto
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