Generalmente riconosciuto come il più autorevole giuspubblicista dopo l'unificazione nazionale e la costituzione dell'Impero tedesco nel 1871., Laband proseguì l'opera di Carl Friedrich von Gerber, che per primo aveva ampliato e consolidato l'orientamento formalista della cultura giuridica dell'epoca trasponendo nel diritto pubblico il metodo giuridico della pandettistica. Il libro di Laband Das Staatsrecht des Deutschen Reiches, ristampato cinque volte tra il 1876 e il 1914, fu l'esposizione più influente del diritto costituzionale tedesco dell'età guglielmina e una espressione compiuta e paradigmatica del positivismo giuridico tardo-ottocentesco. Secondo tale concezione, la scienza giuridica ha un compito costruttivo, di sviluppo del sistema giuridico e di sua razionalizzazione, nello svolgimento del quale deve farsi guidare solo dalla logica giuridica, senza attribuire rilevanza alcuna a considerazioni «storiche, politiche e filosofiche», citato da ..
Biografia e opera Nato a Breslavia da una famiglia di medici di origine ebraica, , .
Laband si convertì al protestantesimo nel 1857, a diciannove anni, un anno prima di conseguire il dottorato, circostanza che evitò di menzionare nelle sue Lebenserinnerungen ("Memorie"). Bernhard Schlink si chiede in proposito: Sul rapporto tra le origini ebraiche di Laband e la lettura critica della sua opera, vedi la nota esplicativa seguente., Laband studiò alle università di Breslavia, Heidelberg e Berlino. Dopo aver conseguito il dottorato a soli vent'anni, nel 1858, con una tesi sui beni dotali., ottenne l'abilitazione all'insegnamento universitario nel 1861 a Heidelberg.. Agli inizi della sua carriera accademica si dedicò soprattutto allo studio del diritto commerciale, anche in qualità di co-editore della «Zeitschrift für das gesamte Handelsrecht» dal 1864, e alla storia del diritto tedesco, come testimoniato dalla sua opera principale nell'ambito della storiografia giuridica, Die vermögensrechtlichen Klagen nach den sächsischen Rechtsquellen des Mittelalters ("Le azioni patrimoniali secondo le fonti del diritto sassone del medioevo") del 1869.
Nel 1866 Laband fu chiamato all'università di Königsberg, dove iniziò a insegnare diritto pubblico e due anni dopo divenne professore ordinario, , .. L'impegno nel diritto pubblico iniziò in modo accidentale, sollecitato dalle esigenze didattiche dell'università, e trasse stimolo dalle vicende dell'epoca: il conflitto costituzionale prussiano (1859-1866) e la fondazione della Confederazione germanica del Nord nel 1867, .. Il saggio di esordio nella disciplina, Das Budgetrecht nach den Bestimmungen der preußischen Verfassungsurkunde unter Berücksichtigung der Verfassung des Norddeutschen Bundes ("Il diritto del bilancio secondo le disposizioni della Carta costituzionale prussiana alla luce della costituzione della Confederazione germanica del Nord") del 1870 ebbe un successo "inaspettato"P. Laband, Lebenserinnerungen, citato da . e da allora in poi l'opera di Laband si collocò tutta nell'ambito di quella disciplina. Il saggio sul diritto del bilancio è oggi ricordato soprattutto per la celebre distinzione tra legge "in senso formale" e "materiale", grazie alla quale Laband poté giustificare la politica di Otto von Bismarck in merito all'esercizio del bilancio dello Stato in assenza di approvazione parlamentare, ..
Nel 1872 Laband accettò la chiamata nella nuova grande università di Strasburgo, istituzione culturale voluta personalmente da Bismarck e tenuta sotto rigido controllo governativo.. Nonostante la partecipazione attiva alla vita politica dell'Impero e le ripetute offerte di cariche ministeriali e giudiziarie, non volle mai lasciare Strasburgo, dove insegnò diritto costituzionale e ricoprì varie cariche accademiche e municipali, da rettore dell'università (1880) a membro del comitato di vigilanza del conservatorio musicale municipale, .. Attivo politicamente dal 1880 al 1918 in qualità di membro del Consiglio di Stato per l'Alsazia-Lorena (1880-1911), membro della Prima Camera del Parlamento dell'Alsazia-Lorena (dal 1911 in poi), membro di numerose commissioni ministeriali, , , ., Laband ricoprì questi uffici in virtù del prestigio conseguito con l'attività scientifica e in particolare con la pubblicazione dei primi volumi della sua opera più influente: Das Staatsrecht des Deutschen Reiches ("Il diritto pubblico dell'Impero germanico")..
Uscito in tre volumi tra il 1876 e il 1882, oggetto di cinque edizioni, ognuna delle quali profondamente rivista (l'ultima, in quattro volumi, del 1911-1914), ., Das Staatsrecht des Deutschen Reiches fu accolto come un «monumento all'orgoglio imperiale nel campo del diritto pubblico»., l'esposizione più autorevole e influente del diritto pubblico tedesco dell'età guglielmina, e la teorizzazione più compiuta e paradigmatica del positivismo giuridico legislativo ottocentesco, .. L'opera consolidò il «successo scientifico eccezionale» di Laband, facendone il «capofila celebrato della disciplina».. Il giurista fu riconosciuto come fondatore e capostipite di una rinnovata scienza del diritto pubblico che, dopo il 1880 e sino alla repubblica di Weimar, dominò pressoché incontrastata in Germania, ., esercitando una influenza duratura anche sulla cultura giuridica italiana (attraverso l'opera di Vittorio Emanuele Orlando), e francese (attraverso Carré de Malberg), . Come riconobbe nel 1907 il giurista tedesco Philipp Zorn, «tutto il lavoro sul diritto costituzionale dopo Laband si regge sulle sue spalle», ..
Laband fu anche cofondatore di tre importanti riviste giuridiche tedesche – l'«Archiv für öffentliches Recht» (1886), la «Deutsche Juristenzeitung» (1896) e lo «Jahrbuch für öffentliches Recht» (1907) – e fu insignito di varie lauree ad honorem, ordini al merito e scritti celebrativi, , .. Si racconta che l'Imperatore Guglielmo II, oltre ad averlo nominato alla Prima Camera del Parlamento «in virtù della massima fiducia», espresse il proprio apprezzamento per Laband rammaricandosi pubblicamente di non poter assistere alle sue lezioni, ..
Di orientamento politico conservatore., fu tra i firmatari del Manifesto dei Novantatré, con il quale i più noti rappresentanti della cultura e della scienza tedesca negarono le responsabilità della Germania nello scoppio della prima guerra mondiale e nell'invasione del Belgio (il cosiddetto "stupro del Belgio")..
I presupposti politici dell'approccio "puramente giuridico" labandiana sono stati così descritti, traduzione in italiano in .:
Critica Laband sviluppò l'opera iniziata da Carl Friedrich von Gerber nei Grundzüge eines Systems des deutschen Staatsrechts (1865): come già Gerber, egli intese applicare al diritto pubblico il metodo giuridico elaborato negli studi di diritto civile e commerciale dalla scienza giuridica pandettistica di Georg Friedrich Puchta e Bernhard Windscheid. Ciò implicava l'adozione di un orientamento "formalista" negli studi di diritto pubblico, non solo nel senso dell'abbandono delle teorie del diritto naturale, ma più in generale della purificazione del discorso giuridico da ogni considerazione storica, filosofica, etica e politica, che erano ancora diffuse negli orientamenti germanisti della Scuola storica del diritto (Otto von Gierke) e nei giuristi di ispirazione progressista e liberale (Albert Hänel). Nella prospettiva di Gerber e Laband, si trattava di procedere alla costruzione di un sistema di concetti e istituti giuridici privo di elementi extra-giuridici, nonché coerente e completo, al fine di consolidare lo statuto "scientifico" della giuspubblicistica e di garantire la certezza del diritto contro la pressione di interessi e pressioni politiche di parte, ..
In concreto, questo programma di costruzione del paradigma disciplinare su basi "puramente giuridiche" si svolse attraverso la rimozione di temi propri del costituzionalismo democratico e liberale, come la sovranità del popolo, i diritti dell'uomo, la dottrina del contratto sociale e della separazione dei poteri. Al formalismo labandiano questi concetti sembravano irrimediabilmente compromessi con le idee di Montesquieu (separazione dei poteri), Rousseau (contratto sociale, uguaglianza dei cittadini, sovranità del popolo), Sieyès (diritti dell'uomo e del cittadino, sovranità nazionale, rappresentanza politica), degli idéologues, dei giacobini, del giusnaturalismo rivoluzionario e della rivoluzione francese, che li avevano proposti e usati per una critica radicale delle istituzioni politiche dellancien régime. In Germania, il tema dei "diritti fondamentali del popolo tedesco" richiamava i dibattiti del liberalismo del Vormärz e della costituzione di Francoforte. Perciò questi concetti vennero considerati strettamente politici ed extra-giuridici, e sostituiti con i concetti caratteristici di una dottrina giuspositivista statocentrica: la sovranità e la personalità dello Stato, gli organi dello Stato e i diritti individuali come mero riflesso dell'esercizio del potere statale.
I diritti, in particolare, non erano per Laband autonome sfere di inviolabilità della persona da poter rivendicare innanzi allo Stato, ma il mero riflesso di «norme sull'esercizio dell'autorità dello Stato, che esso stesso si dà».. Dal punto di vista giuridico, insegnava Laband, il popolo non esiste: a differenza dello Stato, esso non ha personalità giuridica e non può quindi esprimere una volontà giuridicamente rilevante. Pertanto, il popolo non ha diritti e non ha poteri, circostanza che spinge Laband ad affermare che l'espressione "rappresentanza del popolo", utilizzata con riferimento al parlamento, è fuorviante. Infatti, quest'ultimo è solo un organo dello Stato che, come tutti gli altri, deriva i propri poteri dalla collocazione all'interno della costituzione statale ed è privo di una legittimazione autonoma.. Nell'opera di Laband, "giuridico" e "statale" diventano pressoché sinonimi, al punto che la stessa costituzione viene ritenuta nient'altro che espressione della sovranità dello Stato: tutto il diritto, per il giurista tedesco, trae la sua origine dalla volontà dello Stato, secondo il quale tale confusione «tradisce il senso più profondo» dell'opera di Gerber, perché al «primato della scienza giuridica» di Gerber e prima ancora di Savigny, si sostituisce con Laband il «primato della volontà statuale» (ibidem)..