La sua figura ebbe una notevole importanza politica nell'Europa della metà del Cinquecento, in quanto fu spesso oggetto di un'accurata politica matrimoniale guidata da suo zio, l'imperatore Carlo V. Abile politica e diplomatica, fu una delle principali consigliere di suo figlio Carlo III. Fu inoltre pretendente ai troni di Danimarca, Norvegia e Svezia dal 1561 al 1590, non riuscendo comunque a riconquistare il diritto di successione dopo la morte di suo padre. Terminò la sua vita come signora di Tortona, feudo donatole dal primo marito.

Biografia I primi anni

Cristina era figlia di re Cristiano II di Danimarca, Norvegia e Svezia e dell'infanta Isabella d'Asburgo. Suo padre era figlio del re Giovanni di Danimarca e della principessa Cristina di Sassonia, mentre sua madre era figlia del re Filippo I di Castiglia e della regina Giovanna. Inoltre per parte di madre, era sia nipote di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero che della spagnola Caterina d'Aragona, regina d'Inghilterra.

Nacque a Nyborg, nella Danimarca centrale, nel 1521. Nel gennaio del 1523, un gruppo di nobili si ribellò al governo di suo padre offrendo il trono a suo zio, il duca Federico di Holstein. Cristina e sua sorella col fratello seguirono i genitori nel loro esilio nell'aprile di quello stesso anno a Veere, in Zelanda, nei Paesi Bassi. Cristina crebbe quindi alla corte olandese della zia e della prozia, Margherita d'Austria e Maria d'Ungheria. Sua madre morì il 19 gennaio 1526. Nel 1532, suo padre Cristiano II di Danimarca venne imprigionato dopo aver tentato di riprendere il suo trono nella patria natia. In quello stesso anno morì suo fratello ed ella divenne la seconda in linea di successione dopo la sorella maggiore Dorotea al trono danese, virtualmente vacante.

Cristina ebbe una buona educazione dalla zia che era reggente dei Paesi Bassi, sotto la supervisione della sua governante, madame de Fiennes. Venne descritta dai contemporanei come una ragazza di grande bellezza, intelligenza e vitalità, amante della caccia e dei cavalli. Come nipote dell'imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero e per i suoi legami con le corti europee dell'epoca, divenne un ottimo partito nel gioco delle alleanze matrimoniali. Nel 1527, Thomas Wolsey, cardinale primate d'Inghilterra, suggerì che Henry FitzRoy, I duca di Richmond e Somerset e figlio illegittimo di Enrico VIII sposasse Cristina o sua sorella Dorotea, ma gli Asburgo non acconsentirono a questo matrimonio.

Duchessa consorte a Milano

A soli 13 anni, Cristina andò sposa a Francesco II Sforza, ultimo duca di Milano, per volontà del potente zio Carlo V, al fine di cementare la sua politica di alleanza col Sacro Romano Impero. All'epoca quasi quarantenne, Francesco era bello di viso, ma fisicamente compromesso e molto malato.Il disegno incompiuto: la politica artistica di Francesco II Sforza e di Massimiliano Stampa · Numero 1, Di Rossana Sacchi · 2005, p. 24. Egli non fu contento di queste nozze, poiché credeva inizialmente - così come aveva chiesto - di dover sposare la sorella maggiore Dorotea, mentre Cristina gli sembrava ancora troppo tenera d'età ed era preoccupato dalla consumazione del matrimonio.Un pronostico satirico, Pietro Aretino, Alessandro Luzio,1900, pp. 7, 21, 57, 69.

La cerimonia si svolse per procura a Bruxelles il 23 settembre 1533 alla presenza della sposa e dell'inviato del duca, il marchese Massimiliano Stampa, castellano del Castello Sforzesco e uno dei più influenti consiglieri di Francesco II. La giovane principessa intraprese quindi un lungo viaggio via terra dalla natia Danimarca sino al ducato italiano; prima di fare il proprio ingresso solenne a Milano, soggiornò al castello di Cusago di proprietà di Massimiliano Stampa.

Il 3 maggio 1534, Cristina fece il suo ingresso ufficiale a Milano tra grandi festeggiamenti ed il 4 maggio venne celebrato il matrimonio ecclesiastico nella sala della Rocchetta del Castello Sforzesco. La relazione di Cristina col marito era buona, ed ella era molto popolare a Milano dove era vista dai più come un simbolo di stabilità e pacificazione dopo decenni di guerre che avevano martoriato l'Italia settentrionale, oltre ad essere particolarmente ammirata per la sua bellezza. Anche a Milano, Cristina ebbe modo di prendere parte a numerose feste legate alla caccia, avviando anche alcuni lavori di restauro e rifacimento dei suoi appartamenti al castello. Scelse quale dama di compagnia Francesca Paleologa del Monferrato, sposa di Costantino Comneno, principe titolare di Macedonia, la quale divenne una delle sue più intime confidenti.

Il suo matrimonio con Francesco II ad ogni modo fu di breve durata in quanto il consorte si spense già nell'ottobre del 1535, lasciando in eredità a Cristina la signoria di Tortona. Secondo quanto stabilito dal contratto di matrimonio firmato col marito, qualora l'unione tra i due non avesse prodotto eredi, il ducato sarebbe passato a Carlo V del Sacro Romano Impero, zio di Cristina, al quale ella riuscì a strappare il permesso di rimanere a Milano anche dopo la sua decadenza da duchessa consorte. Carlo V le permise di continuare a vivere al castello ducale e di avere una propria corte. Con l'intento di mantenere una propria indipendenza e una propria posizione, il marchese Stampa le suggerì di maritarsi con l'erede al trono di Savoia, il principe Luigi di Piemonte, ma il piano fallì in quanto il promesso sposo morì poco dopo. Papa Paolo III le suggerì di sposare il figlio di sua nipote Cecilia Farnese che era appena qualche anno più grande di lei e che era stato allevato alla corte di Milano. Contemporaneamente il re di Francia, per far valere i propri diritti di successione sul trono di Milano, le propose di sposare suo figlio il duca di Angoulême.

Di fronte a questa corsa al trono, Carlo V rifiutò tutte le offerte e prese del tempo per gestire la situazione, non volendo che nessuna potenza esterna potesse privare la monarchia spagnola che egli dirigeva del dominio del milanese. Cristina, dal canto suo, continuò ad essere vista come la signora di Milano ed accolse nella capitale lombarda la duchessa Beatrice di Savoia quando la Savoia venne per l'appunto occupata dai francesi ed organizzò un incontro tra lei e Carlo V a Pavia nel maggio del 1536. Nel dicembre di quell'anno, vennero completate tutte le pratiche per il passaggio definitivo della proprietà del ducato di Milano agli ufficiali imperiali e pertanto Cristina venne trasferita con una scorta armata a Pavia nel castello Visconteo.

Stressata da questa situazione, nell'ottobre del 1537, Cristina si portò a vivere alla corte di sua zia Maria d'Ungheria, governatrice dei Paesi Bassi, passando per Innsbruck e facendo visita a sua sorella nel Palatinato prima di giungere a Bruxelles dopo due mesi di viaggio.

Progetti matrimoniali

Il 10 marzo 1538 il rinomato pittore tedesco Hans Holbein giunse a Bruxelles col diplomatico Philip Hoby per incontrare Cristina: su commissione di Enrico VIII d'Inghilterra, il maestro avrebbe dovuto dipingere ritratti di nobildonne in Europa considerate degne di ricevere una proposta di matrimonio da parte del re. Il nome di Cristina fu fatto dopo la morte di Jane Seymour nel 1537. Cristina, allora solo sedicenne, posò per il ritratto vestita a lutto dopo la morte di Francesco II Sforza. L'ambasciatore inglese aveva iniziato a sondare il terreno per capire se la duchessa fosse disponibile ad accettare una proposta di matrimonio del re. Cristina conosceva la reputazione di Enrico VIII come marito e non fece mistero del suo rifiuto. Sembra che abbia dato all'ambasciatore questa risposta: "Se avessi due teste, sarei felice di darne una al re d'Inghilterra".Alison Weir, The Lady in the Tower, ISBN 978-0-345-45321-1 p. 296 A peggiorare la situazione vi era inoltre il fatto che Cristina era prima nipote di Caterina d'Aragona, prima moglie di Enrico VIII, dal quale lui aveva divorziato andando a creare lo scisma anglicano che aveva avuto enormi ripercussioni in tutta Europa.

Cristina ottenne quindi la proposta di matrimonio da parte di Guglielmo di Jülich-Kleve-Berg che aveva da poco ereditato anche il ducato di Gheldria per lascito testamentario. Questo fatto aveva creato però degli attriti con l'imperatore Carlo V che era desideroso di incorporare la Gheldria ai Paesi Bassi di cui già era sovrano. Nel contempo la Gheldria era contesa anche dal duca di Lorena per il suo legame di parentela con Filippa di Gheldria. Ancora una volta Cristina si trovò involontariamente al centro di problematiche politiche più grandi di lei e pertanto fu suo zio Carlo V a rifiutare per lei l'unione col duca di Cleves.

Cristina, dal canto suo, era innamorata di Renato di Châlon, Principe d'Orange, e ne era ricambiata. Un eventuale matrimonio tra i due era supportato anche dalla sorella di Cristina, Dorotea, e da suo marito, Federico. La Reggente dei Paesi Bassi, Maria, non si espresse ufficialmente, anzi preferì attendere il giudizio del fratello imperatore. Nell'ottobre del 1540, Carlo V costrinse Renato d'Orange a sposare Anna di Lorena e propose (anzi impose) a Cristina di maritarsi col fratello di Anna, Francesco di Lorena, rafforzando così l'alleanza tra impero e ducato di Lorena dopo che questa era stata minata dalla questione della Gheldria.

Duchessa consorte e reggente del trono di Lorena

Il 10 luglio 1541, a Bruxelles, sposò quindi come previsto il Principe Francesco di Lorena (fidanzato a suo tempo per breve tempo con Anna di Clèves, che diventò la quarta moglie di Enrico VIII dopo il rifiuto di Cristina). Cristina e Francesco si incontrarono a Pont-à-Mousson, in Lorena, dove visitarono la duchessa vedova Filippa e continuarono quindi il loro viaggio alla volta di Nancy, la capitale, scortati dai membri della famiglia di Guisa. Nel novembre del 1541, Cristina, lo sposo ed il suocero si portarono in visita alla corte di Francia al castello di Fontainebleau, dove Francesco I costrinse il duca a cedergli il forte di Stenay in cambio di questo matrimonio sgradito alla corte francese. Cristina, ad ogni modo, cercò di mitigare questi rapporti soggiornando spesso alla corte di Francia, ma senza il successo sperato.

Il 19 giugno 1544 Francesco succedette a suo padre come duca di Lorena ma morì il 12 giugno 1545, lasciando Cristina alla carica di reggente del ducato in vece del figlio ancora minorenne, incarico che ella svolse sino all'invasione francese nel 1552. Questo ruolo, ad ogni modo, Cristina lo svolse non senza diverse contestazioni, prima tra tutte quella del conte Giovanni I di Salm (m. 1560), il quale vedeva nella duchessa reggente l'immagine di una marionetta nelle mani dell'imperatore ed era desideroso di avere perlomeno suo cognato quale co-reggente. Cristina all'epoca era incinta del defunto marito, e perciò colse l'occasione per ritirarsi nella sua residenza e prendere tempo per consultare Carlo V sul da farsi.