Questa pagina tratta la storia del storia dell'Eintracht Francoforte.

Fondato nel 1899, a livello nazionale il club ha vinto un campionato tedesco (nel 1958-1959) e cinque Coppe di Germania, mentre a livello internazionale si è aggiudicato due Coppe UEFA/Europa League, nel 1979-1980 e nel 2021-2022 ed è giunto in finale di Coppa dei Campioni nel 1959-1960, quando fu sconfitto dal .

Dalle origini alla seconda guerra mondiale

Le origini del club risalgono al 1899, quando vengono fondati il Frankfurter Fußball-Club Viktoria von 1899, considerato l'originaria squadra di calcio nella storia del club, e il Frankfurter Fußball-Club Kickers von 1899. Queste due squadre si uniscono nel maggio 1911 per dare vita al Frankfurter FV (Kickers-Viktoria), che nel 1920 si unisce a sua volta al club di ginnastica Frankfurter Turngemeinde von 1861 per formare il TuS Eintracht Frankfurt von 1861. Le due squadre si separarono nuovamente nel 1927, dando vita al Turngemeinde Eintracht Frankfurt von 1861 e allo Sportgemeinde Eintracht Frankfurt (FFV) von 1899.

Prima della nascita della Bundesliga il campionato tedesco è composto da vari tornei locali e regionali, che selezionano le squadre partecipanti alla fase nazionale ad eliminazione. Dalla fine degli anni venti l'Eintracht accede varie volte alla fase nazionale, dove, però, non fa mai molta strada. Solo nell'edizione 1931-1932, trascinato anche dai gol del capocannoniere Karl Ehmer, giunge alla finale, dove viene battuto per 2-0 dal .

Nel 1933 la Germania nazista riorganizza il calcio tedesco: vengono create sedici Gauligen e l'Eintracht viene inserito nella Gauliga Südwest. Qui i rossoneri finiscono quasi sempre nella prima metà della classifica e arrivano a vincere il campionato nel 1938. Si qualificano in questa occasione al campionato nazionale, ma si fermano alle fasi eliminatorie.

Dal dopoguerra alla Bundesliga

Dopo la seconda guerra mondiale il formato del campionato non cambia di molto, con l'Eintracht inserito nell'Oberliga Süd. I rossoneri vincono questo torneo una prima volta nel 1953 e si piazzano secondi l'anno successivo; in questi due anni la squadra partecipa al campionato nazionale, ma senza troppa fortuna. Nell'estate del 1954 si disputa il campionato mondiale di calcio, vinto dalla nazionale tedesca occidentale a cui appartiene anche Alfred Pfaff, che dal 1949 al 1961 veste la maglia dell'Eintracht. I rossoneri vincono nuovamente l'Oberliga nel 1959 e a questa vittoria segue il titolo tedesco, ottenuto sconfiggendo in finale il per 5-3.

Dopo la vittoria del campionato, i tedeschi partecipano alla Coppa dei Campioni 1959-1960; arrivati in semifinale, sconfiggono per 12-4 i Rangers nel doppio confronto e accedono così alla finale del 18 maggio 1960 a Glasgow, davanti a 127 621 spettatori. La partita vede opposti ai rossoneri i vincitori di tutte le quattro edizioni precedenti del torneo, gli spagnoli del . La compagine di Francoforte, che può contare sul trio d'attacco formato da Richard Kreß, Dieter Lindner e Erwin Stein, si porta in vantaggio con Kreß, ma successivamente subisce due gol di Alfredo Di Stéfano e quattro di Ferenc Puskás. Alla fine l'incontro finisce 7-3 per i madrileni: segna, infatti, un altro gol Di Stéfano, mentre per i tedeschi va due volte a segno Stein. È la finale con più reti della manifestazione.

L'esperienza in Bundesliga

La stagione 1963-1964 segna la nascita della Bundesliga. L'Eintracht è una delle sedici formazioni che prende parte al nuovo campionato e nella prima edizione si classifica terzo, ottenendo il suo miglior risultato di sempre; nella stessa stagione arriva a disputare la finale della coppa nazionale, dove è sconfitto dal .

Nelle stagioni successive i francofortesi alla Coppa delle Fiere, ottenendo in questa competizione un risultato di tutto rispetto: il raggiungimento delle semifinali nell'edizione 1966-1967, dove sono sconfitti dai futuri vincitori della Dinamo Zagabria. Solo quattro anni più tardi, però, al termine del campionato 1970-1971, la squadra si classifica quindicesima, a un solo punto dalla zona retrocessione. Tuttavia già l'anno seguente l'Eintracht si piazza al quinto posto, garantendosi in questo modo la partecipazione alla Coppa UEFA 1972-1973, dove affronta subito la squadra che sarà poi campione, il Liverpool, da cui viene eliminato.

Il primo trofeo nazionale, la coppa, la squadra di Francoforte lo vince nella stagione 1973-1974 battendo l'Amburgo per 3-1 ai tempi supplementari; in estate anche Jürgen Grabowski e Bernd Hölzenbein si laureano campioni del mondo con la nazionale tedesca occidentale, mentre i rossoneri si aggiudicano la coppa nazionale anche nell'edizione successiva. Grazie a questo successo la squadra partecipa alla Coppa delle Coppe 1975-1976 e raggiunge un'altra volta le semifinali in una manifestazione europea: viene qui eliminata dal West Ham.

L'Eintracht vince un trofeo continentale nella stagione 1979-1980, quando, allenato da Friedel Rausch, mette in bacheca la Coppa UEFA; tra i giocatori c'è anche Karl-Heinz Körbel, il giocatore con più presenze in Bundesliga. I tedeschi eliminano durante il loro cammino anche il Feyenoord e arrivano poi in semifinale, dove trovano altre tre squadre della Germania Ovest; estromettono dal torneo prima il Bayern, poi sconfiggono nella doppia finale la compagine detentrice del trofeo, il Borussia Mönchengladbach, imponendosi grazie alla regola dei gol fuori casa (sconfitta per 3-2 in trasferta e vittoria per 1-0 in casa).

Nella stagione 1980-1981 l'Eintracht vince per la terza volta la coppa nazionale e l'anno successivo viene eliminato ai quarti della Coppa delle Coppe 1981-1982 dal Tottenham. In Bundesliga, però, negli anni a seguire la squadra si trova spesso nella parte inferiore della graduatoria, tanto che nella stagione 1983-1984 si vede costretta a disputare lo spareggio promozione-retrocessione contro il per evitare la caduta in seconda serie. L'Eintracht sconfigge i rivali per 6-1 nel doppio confronto, ma un'analoga situazione si verifica nella stagione 1988-1989: questa volta ad essere sconfitto è il Saarbrücken. Nel 1989 i rossoneri, con la vittoria della quarta coppa nazionale dell'anno precedente, si qualificano alla Coppa delle Coppe, dove raggiungono i quarti di finale e vengono eliminati dai campioni in carica del Mechelen.

Anni novanta Gli anni novanta si aprono con il terzo posto ottenuto nel campionato 1989-1990, con Jørn Andersen capocannoniere; nell'estate seguente Uwe Bein diventa campione del mondo con la nazionale tedesca occidentale. In seguito la squadra francofortese centrerà altri due terzi posti, nel 1991-1992, a soli due puntiLa Bundesliga assegnava allora due punti a vittoria: l'introduzione dei tre punti risale solo alla stagione 1995-1996. dai campioni dello , e nel 1992-1993. Sempre in questo periodo i tedeschi raggiungono per due volte i quarti di finale in Coppa UEFA, nella stagione 1993-1994 e in quella successiva; curiosamente vengono eliminati in entrambi i casi dalla squadra che sarà vicecampione, rispettivamente il Casino Salisburgo e la Juventus, ma riescono ad eliminare il Napoli.

Dopo gli eventi turbolenti della stagione 1994-1995, tra cui la sospensione dei giocatori Jay-Jay Okocha, Anthony Yeboah e Maurizio Gaudino voluta dal tecnico Jupp Heynckes, la stagione 1995-1996 inizia con l'allenatore Charly Körbel, che aveva sostituito Heynckes già nell'aprile 1995. Le aspettative riposte sulla squadra sono grandi, vista la campagna di rafforzamento che ha previsto gli arrivi di Markus Schupp, Johnny Ekström e il rientrante Maurizio Gaudino. Prima dell'inizio del campionato la squadra perde i quarti di finale della Coppa Intertoto contro il di Bixente Lizarazu e Zinédine Zidane (3-0). Il primo turno della Coppa di Germania vede una vittoria di misura (2-1) contro il e dopo la quinta giornata di campionato l'Eintracht è secondo in Bundesliga, per poi scivolare al quinto posto. La discesa prosegue malgrado l'arrivo, nel settembre 1995, dell'attaccante Ivica Mornar dall'. L'eliminazione dalla coppa nazionale giunge già al secondo turno contro il in malo modo (1-5), mentre nelle successive cinque partite di campionato l'Eintracht ottiene un solo punto e scivola al sedicesimo e terzultimo posto della graduatoria, ma vincendo per 4-1 contro il quotato il Francoforte sembra porsi alle spalle la crisi. Rinforzata in parte la difesa con l'arrivo, a dicembre, di Ned Zelić dal , l'Eintracht risale al decimo posto, ma una nuova crisi è alle porte: dalla diciottesima alla ventinovesima giornata arriva una sola vittoria e dopo la sconfitta casalinga contro il il tecnico Charly Körbel è rimpiazzato da Dragoslav Stepanović, che non riesce, tuttavia, ad invertire la rotta. La stagione si conclude a quota 32 punti, con il diciassettesimo e penultimo posto e la prima retrocessione della storia del club. Ad accompagnare l'Eintracht in Zweite Bundesliga c'è anche il , un'altra delle squadre che fino a quel momento aveva sempre militato in Bundesliga. Il declino sportivo si accompagna a quello amministrativo: i soci ritirano la fiducia al presidente Matthias Ohm e poco dopo si dimette anche il tesoriere Erbs. In estate il portiere dell'Eintracht Andreas Köpke vincerà da titolare il con la nazionale tedesca.

La prima stagione in Zweite Bundesliga è deludente per l'Eintracht, che alla fine del girone d'andata si ritrova financo in zona retrocessione, al quindicesimo posto, mentre in Coppa di Germania è eliminato già al secondo turno dai rivali di campionato del . La panchina passa da Dragoslav Stepanović a Horst Ehrmantraut, che riesce a risollevare la squadra nel girone di ritorno, risalendo sino al settimo posto finale. Nel 1997-1998 l'Eintracht riguadagna la massima serie vincendo il campionato di seconda divisione con tre punti di vantaggio sul , subendo solo 4 sconfitte in 34 giornate.

Tornato in massima divisione per la stagione 1998-1999, l'Eintracht vive un'annata travagliata. Dopo il licenziamento Ehrmantraut, a dicembre prende le redini della squadra Bernhard Lippert, che è sostituito da Reinhold Fanz, avvicendato a sua volta da Jörg Berger. La compagine del Meno si ritrova all'ultima giornata a non essere ancora matematicamente salva, ma poi la vittoria per 5-1 sui campioni uscenti del Kaiserslautern e la contemporanea sconfitta interna del Norimberga fanno sì che a retrocedere sia proprio quest'ultima squadra a causa degli scontri diretti sfavorevoli. Decisivo è per l'Eintracht il gol all'89º minuto del norvegese Jan Åge Fjørtoft. Nel marzo 1999 il club celebra il proprio centenario dandosi un nuovo stemma: la tradizionale aquila rossa torna, in veste leggermente modificata, dopo diciannove anni (dal 1980 il sodalizio utilizzava come logo un'aquila stilizzata in bianco e nero).

Anni duemila

Nel 1999-2000 il club viene penalizzato di due punti dalla federcalcio tedesca per violazioni finanziarie, ma, dopo il cambio di allenatore da Jörg Berger a Felix Magath (nominato tecnico il 27 dicembre 1999), si salva grazie alla vittoria in extremis per 2-1 sulla diretta concorrente all'ultima giornata, riuscendo a chiudere con quattro punti di vantaggio sulla zona retrocessione e come terza squadra per rendimento nel girone di ritorno. La nuova retrocessione arriva, tuttavia, al termine della Bundesliga 2000-2001. Nonostante un inizio positivo nelle prime cinque giornate, la squadra subisce sei sconfitte consecutive che conducono al licenziamento dell'allenatore Felix Magath il 29 gennaio 2001. In panchina subentra il direttore sportivo Rolf Dohmen, che guida la compagine del Meno in dieci partite, fino alla nomina di Friedel Rausch, che non riesce a scongiurare la caduta in seconda serie.