Biografia Angela Maria Pittetti nacque a Palancato nei pressi di Vercelli nel 1690 e crebbe in un ambiente favorevole alle arti. La madre, Maria Lancia, era boccioletese come il padre, Giovanni Lorenzo Pittetti (1645 ca.–1725), un costruttore di strumenti a fiato e flautista. La sorella Anna Maria Domenica sarà a sua volta pittrice, mentre il fratello Carlo Felice seguirà le orme del padre, diventando fagottista e costruttore di strumenti musicali. I membri della famiglia assunsero il cognome toponimico Palanca una volta trasferitisi a Torino.Forse per l'appellativo di Palanca condiviso, forse per la scarsità delle fonti giunte fino a noi e il lungo oblio, forse per la scarsa fama di cui godette Anna Maria Palanca rispetto ad Angela Palanca, le due pittrici sono state talvolta confuse o mal distinte nella seconda metà del Novecento. Cfr. Tuttavia le fonti non avvalorato l'ipotesi che si trattasse di un'unica persona, anzi sembrano confermare che si trattasse di sorelle con un percorso di vita differente, a partire dall'elemento più appariscente, tradizionale e documentabile: un diverso matrimonio con un diverso marito. Cfr. e
Angela Maria Palanca si formò sotto la guida di Pietro Domenico Olivero, che fu anche suo amico: nel 1711 è «infatti il grande pittore a firmare l'elenco dei dipinti presenti nella sua dote, già realizzati a 21 anni appena: ben 165 fra schizzi, modelli, disegni e quadri.» Il matrimonio sarà infelice a causa del «marito violento e fannullone», che Palanca lascerà per andare a vivere in casa del fratello Carlo a Torino, nel 1716. Una scelta decisamente anticonformista per la sua epoca.
La pittrice si dedicò a tematiche riconducibili alle feste galanti di influenza francese: dipinse prevalentemente scene di genere e bambocciate, come balli, banchetti, temi di corte e di caccia, mostrando uno stile con rimandi alla produzione del suo maestro..
Tra le sue opere si ricordano le pitture conservate nella Camera d'Udienza dell'Appartamento del Principe di Piemonte, nel Castello di Rivoli.Originariamente si trattava di cartoni per arazzi destinati alla Regia Manifattura di arazzi di Torino, versione sabauda della manifattura parigina dei Gobelins. Cfr. Tra i suoi committenti, anche il diplomatico e collezionista Pietro Mellarède che acquistò due sue tele con Concertini, di ottima fattura, realizzate tra il 1715 e il 1725 e oggi nelle collezioni della Conservation Départementale du Patrimoine de la Savoie di Chambéry, le quali «riflettono il mondo gentile ed aggraziato della pittrice e […] possiedono particolare freschezza compositiva e vivacità coloristica: in seguito non sempre raggiunte dalla pittrice, forse anche oberata dalle numerosissime commissioni regie e private.». Sono infatti ben documentate le commissioni alla pittrice da parte della corte sabauda alla metà del secolo, in particolare per la Palazzina di caccia di Stupinigi.
Angela Palanca morì a Torino il 13 aprile 1763.
Una serie di dipinti alla maniera di Angela Palanca sono conservati nel Palazzo Dal Pozzo della Cisterna.
Opere (parziale) Festa campestre, olio su tela, 72×132 cm Riposo in una locanda dopo una battuta di caccia, 1750, olio su tela, 103×98 cm Scena fieristica con rovine, olio su tela, 68×84 cm Concertino con suonatrice di arpa, Chambéry, Conservation Départementale du Patrimoine de la Savoie Concertino con suonatrice di xilofono, Chambéry, Conservation Départementale du Patrimoine de la Savoie
Note
Bibliografia
Arabella Cifani, P. E. Fiora di Centocroci, Franco Monetti, La quadreria e gli ambienti aulici di Palazzo Cisterna, Torino, 1996, p. VIII
A. Baudi di Vesme, L'arte in Piemonte dal XVI al XVIII secolo, Torino, vol. III, 1968, pp. 758-759
Voci correlate Maria Giovanna Clementi
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Categoria:Pittori di genere Categoria:Pittori italiani del XVIII secolo Categoria:Nati a Boccioleto