Autostrade per l'Italia S.p.A. (in sigla ASPI) è una società per azioni italiana, che si occupa della gestione in concessione di tratte autostradali, nonché lo svolgimento della relativa manutenzione. È gestita dallo Stato e dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Le sue concessioni hanno origine nella Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.A. (in seguito Atlantia S.p.A.) società di proprietà pubblica facente capo all'IRI, poi privatizzata nel 1999 e facente capo al gruppo Edizione, interamente controllato dalla famiglia Benetton... Autostrade per l'Italia viene costituita nel 2002 per inglobare le concessioni italiane del gruppo Atlantia.

Nel maggio 2021 passa sotto il controllo pubblico: Holding Reti Autostradali S.p.A. (cordata guidata da Cassa Depositi e Prestiti) ha acquistato l'88,06% del capitale sociale allora posseduto da Atlantia.

Storia

Le origini

Buona parte delle concessioni ora in mano ad Autostrade per l'Italia hanno origine nella Società Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.A., società del gruppo IRI che gestiva e costruiva alcune tratte autostradali in concessione dall'ANAS. Nel 1987, come Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.A. viene ammessa alla quotazione presso la Borsa Valori di Milano, con IRI che rimane socio di maggioranza.

Nel 1999, la società viene privatizzata dall'IRI. La quota di controllo (30%) viene acquistata da Schemaventotto S.p.A. (cordata guidata da Edizione della famiglia Benetton). Gli stessi azionisti, attraverso un ulteriore OPA e fusione, nel 2002 acquisiscono la maggioranza della società. La società viene rinominata Autostrade S.p.A., e prenderà in seguito il nome di Atlantia S.p.A..

La nascita di Autostrade per l'Italia Per dar via all'internazionalizzazione del gruppo Autostrade, e con l'intento di separare le attività inerenti alle concessioni autostradali dal resto delle attività, il 1 luglio 2002 viene creata Autostrade per l'Italia S.p.A. (ASPI), controllata al 100% da Autostrade S.p.A, che conferisce alla nuova società tutte le concessioni, dipendenti e partecipazioni inerenti alla gestione della sua rete autostradale in Italia. Dal 2007 è parte del gruppo Atlantia (ex Autostrade).

Il 26 luglio 2017, Atlantia vende una quota di minoranza in Autostrade per l'Italia. Appia Investments S.r.l. (un consorzio formato da Allianz Capital Partners, EDF Invest e DIF Capital Partners) compra il 6,94%, mentre il Silk Road Fund compra il 5%. Atlantia, che mantiene una quota dell'88,06%, incassa 1.767 milioni di euro.

L'incidente del viadotto Acqualonga

Il 20 luglio 2013, nei pressi di Monteforte Irpino, si verificò un grave incidente sul viadotto Acqualonga, parte dell'autostrada A16, in seguito alla caduta di un autobus dal viadotto, causando 40 vittime e 8 feriti. L'automezzo, dopo aver perso il controllo, sfondò il guardrail e precipitò da un'altezza di circa 30 metri. È attualmente il più grave incidente stradale mai avvenuto sul territorio italiano.

L'incidente ha messo in luce criticità rilevanti legate alla manutenzione dell'infrastruttura e alla qualità delle barriere di protezione, le quali, nel corso delle indagini emerse, per quanto concerne Autostrade per l’Italia, responsabile della gestione del tratto autostradale, era già a conoscenza dello stato di degrado del viadotto e delle barriere di sicurezza, ma tali problematiche erano state sottovalutate o trascurate. L'episodio quindi suscitò ampio dibattito pubblico sul sistema di concessioni autostradali, sulle responsabilità delle aziende coinvolte nella gestione delle infrastrutture e sul monitoraggio delle condizioni di sicurezza.

Nel 2019, la Corte di Avellino ha condannato i vertici dell'azienda per omicidio colposo plurimo e per negligenza nella manutenzione dell’infrastruttura, evidenziando come il mancato intervento abbia contribuito al tragico bilancio dell'incidente.

Il crollo del ponte Morandi

A seguito del crollo del viadotto Polcevera a Genova (anche noto come "Ponte Morandi") avvenuto il 14 agosto 2018 con 43 morti e 566 sfollati notevole attenzione è stata sollevata sulla concessione ad Autostrade per l'Italia, la società controllata dai Benetton attraverso Atlantia.

In data 27 agosto 2018 la società ha pubblicato sul proprio sito internet i documenti integrali relativi a tale concessione, comprensivi degli allegati economici e finanziari, pubblicati in seguito anche dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In quei giorni il dibattito politico si è concentrato, sul tasso di remunerazione del capitale investito, sui pedaggi, sull'affidamento delle attività di monitoraggio della rete a società del Gruppo, a cui sono subentrate nel 2018 società esterne, le penali in caso di revoca ingiustificata. Alcune di tali problematiche, in particolare riguardo alla proroga automatica della concessione avvenuta nel 2014 estendendola fino al 2038, erano già state evidenziate in precedenza dall'Autorità Anticorruzione.

La polemica si protrae nel tempo e porta nel settembre 2019 alle dimissioni di Giovanni Castellucci dai ruoli di amministratore delegato e direttore generale di Atlantia con una buonuscita di 13 milioni. Nel novembre 2019 Luciano Benetton invia una lettera ai maggiori quotidiani italiani in cui parla di "campagna d'odio" che si è scatenata sulla sua famiglia, definisce i Benetton "parte lesa" rispetto alle vicende di Genova perché "nessun componente della famiglia Benetton ha mai gestito Autostrade". E ancora: "Non cerco giustificazioni, da quanto sembra l'organizzazione di Autostrade si è dimostrata non all'altezza, non è stato mantenuto il controllo necessario a tenere i settori di un sistema così complesso. Una struttura è fatta di uomini e qualche mela marcia può celarsi dappertutto". Una lettera che ha suscitato anche polemiche.Maurizio Belpietro, Benetton, padroni a loro insaputa, La Verità, 2 dicembre 2019, pp.1-5

Nel gennaio 2019 Fabio Cerchiai, presidente di Autostrade per l'Italia dall'aprile 2010, lascia l'incarico per diventare presidente di Atlantia. Al suo posto è nominato Giuliano Mari. Al posto di Castellucci subentra, nell'incarico di amministratore delegato, il direttore generale Roberto Tomasi.

Il 22 aprile 2021 la Procura di Genova ha chiuso l'inchiesta sul crollo con un documento di 2.000 pagine e il rinvio a giudizio di 69 persone tra manager, dirigenti e tecnici. Le accuse: falsi report e allarmi ignorati. Dal 1982 al crollo, quindi in 36 anni e 8 mesi, "gli interventi di natura strutturale eseguiti sull'intero viadotto Polcevera avevano avuto un costo complessivo di 24,5 milioni di euro: di questi il 98,01% spesi quando il concessionario era pubblico e solo l'1,99% (equivalente a 488 mila euro) dal concessionario privato. Inoltre Autostrade aveva chiuso una situazione di incuria, scrivono gli inquirenti, "non giustificabile con l'insufficienza delle risorse finanziarie necessarie, dal momento che Autostrade aveva chiuso tutti i bilanci dal 1999 al 2005 in forte attivo (con utili compresi tra 220 e 528 milioni di euro) e che, tra il 2006 e il 2017, l'ammontare degli utili conseguiti da Aspi è variato da un minimo di 586 a un massimo di 969 milioni, distribuiti agli azionisti in una percentuale media attorno all'80%".Andrea Pasqualetto, Ponte Morandi, 51 anni di omissioni: "Su quella pila mai un intervento", Corriere della Sera, 23 aprile 2021, pp. 22-23Giuseppe China e Francois de Tonquèdec, Gli ex vertici Autostrade verso il processo, La Verità, 23 aprile 2021, p. 17

Ritorno in mano pubblica Il 31 maggio 2021 l'assemblea societaria di Atlantia ha deliberato la vendita della sua quota in Autostrade per l'Italia a una cordata guidata dal gruppo Cassa depositi e prestiti. L'operazione valuta la società 9,1 miliardi di euro.

Il 5 maggio 2022 viene completato il passaggio a Holding Reti Autostradali S.p.A. (HRA) della quota dell’88,06% di ASPI detenuta da Atlantia, per un corrispettivo di 8 miliardi di euro. Veicolo d’investimento costituito in Italia, HRA è partecipato da CDP Equity (51%), Blackstone Infrastructure Partners (24,5%) e dai fondi gestiti da Macquarie Asset Management (24,5%).

Il cambio del volto dell'azienda Il 4 ottobre 2024, presso il Foro Italico di Roma, in occasione del sessantesimo anniversario dalla costruzione dell'Autostrada del Sole e del centesimo anniversario dell'Autostrada dei Laghi, Autostrade per l'Italia presenta un rebranding societario, tra cui spicca principalmente il nuovo logo, caratterizzato da una "A" intrecciata, simboleggiante l'unione delle strade connesse, oltre al richiamo della "A" di Autostrade. Sono stati introdotti anche nuovi caratteri tipografici (Inter) per il logo, il sito web e la documentazione ufficiale dell'azienda. Inoltre, è stato svelato il nuovo slogan: Autostrade è quello che facciamo, per l’Italia è perché lo facciamo, slogan che sottolinea il ruolo principale dell'azienda nello sviluppo e nella gestione delle autostrade italiane.

Tratte autostradali gestite

Autostrade per l’Italia, insieme alle altre concessionarie, gestisce circa 3000 km di rete in concessione attraverso 15 regioni e 60 province, con 218 aree di servizio, circa 4200 tra ponti e viadotti e oltre 420 km di gallerie. La società gestisce direttamente le seguenti tratte autostradali: Simbolo Nome autostrada Altra denominazione Tratto in gestione Lunghezza (km) Autostrada A1 Autostrada del Sole Milano → Napoli 760,3 Autostrada A4 Serenissima Milano Fiorenza → Brescia ovest 93,5 Autostrada A7 Autostrada dei Giovi / La Serravalle Serravalle Scrivia → Genova ovest 50,0 Autostrada A8 Milano - Laghi Milano → Varese 43,6 Autostrada A8/A26 Diramazione Gallarate-Gattico Gallarate → Innesto Autostrada A26 24 Autostrada A9 Milano - Laghi Lainate → confine con la Svizzera 31,5 Autostrada A10 Autostrada dei Fiori Genova → Savona 45,5 Autostrada A11 Autostrada Firenze-Mare Firenze → Pisa nord 81,7 Autostrada A12 Autostrada Azzurra Genova → Sestri Levante 48,7 Civitavecchia → Roma 65,4 Autostrada A13 Autostrada Bologna-Padova Bologna → Padova 116,7 Autostrada A14 Autostrada Adriatica Bologna → Taranto 743,4 Autostrada A16 Autostrada dei Due Mari Napoli est → Canosa di Puglia 172,3 Autostrada A23 Autostrada Alpe-Adria Udine nord → confine con l'Austria 101,2 Autostrada A26 Autostrada dei Trafori Genova Voltri → Innesto SS 33 197,137Diramazione A26/A4 Diramazione Stroppiana-Santhià Stroppiana → Santhià 30,734 Diramazione A26/A7 Diramazione Predosa-Bettole Predosa → Bettole di Tortona 17,035 Autostrada A27 Autostrada d'Alemagna Innesto Autostrada A57 → Pian di Vedoia 82,2 Autostrada A30 Autostrada Caserta-Salerno Caserta → Salerno 55 Il totale gestito è di 2.854,7 km e la scadenza dell'intera concessione è al 31 dicembre 2038. Tuttavia, la Commissione europea ha autorizzato un eventuale proroga al 31 dicembre 2042, nell'ambito di ulteriori investimenti nell'infrastruttura.

Tratte in gestione alle concessionarie detenute da Autostrade per l'Italia SimboloNome autostradaAltra denominazioneTratto in gestioneGestore del gruppo Autostrade per l'ItaliaLunghezza (km)Note Autostrada A5 Autostrada della Valle d'Aosta Aosta → Monte BiancoRaccordo Autostradale Valle d'Aosta 32,3 - Autostrada A56 Tangenziale di Napoli Autostrada A1 → PozzuoliTangenziale di Napoli S.p.A. 20,2 - Autostrada A12 Autostrada Azzurra Livorno → Rosignano Marittimo Società Autostrada Tirrenica 40 -Civitavecchia → Tarquinia14 Traforo del Monte Bianco - Versante italiano → Versante franceseSocietà Italiana per il Traforo del Monte Bianco 5,8 -

Organizzazione La gestione delle tratte autostradali in concessione ad Autostrade per l’Italia si articola in 9 direzioni di esercizio chiamate Tronchi: Tronco Tratte in gestione1º Tronco - GenovaA7 dal km 133 presso Genova al km 85 presso Serravalle Scrivia, A10 dal km 0 presso Genova al km 45 presso Savona, A12 dal km 0 presso Genova al km 48 presso Sestri Levante, A26 per intero, A26/A7 per intero, A26/A4 per intero,