Il Comando navale di Cipro () è la marina militare dello Stato di Cipro, componente marittima della Guardia nazionale cipriota (Ethnikí Frourá).
Il Comando navale fu attivato nel 1964, principalmente con lo scopo di contrastare le operazioni di contrabbando di armi per via marittima portate avanti dalla Turchia a favore dei gruppi armati turco-ciprioti attivi nell'isola. Equipaggiato con un piccolo numero di pattugliatori e motosiluranti, il Comando navale fu impegnato in combattimento con le forze turche durante la battaglia di Tillyria dell'agosto 1964 e poi, più pesantemente, nel corso dell'invasione turca di Cipro del luglio-agosto 1974, al termine della quale il corpo uscì praticamente annientato.
Il Comando navale fu ricostruito nel corso degli anni 1980, espandendosi poi nell'organico grazie a una serie di programmi di acquisizione portati a termine negli anni 2000 e 2010; il Comando rimane comunque la componente più piccola e meno sviluppata delle forze armate cipriote, con in servizio solo un pugno di pattugliatori e motovedette per la sorveglianza costiera e della zona economica esclusiva.
Storia La nascita La colonia britannica di Cipro ottenne l'indipendenza dal Regno Unito il 16 agosto 1960 in un clima di forte divisione interna tra l'etnia maggioritaria dei greci ciprioti, che ambiva a un'unificazione dell'intera isola con la Grecia (Enōsis), e la minoranza dei turchi ciprioti, che all'opposto propugnava una divisione dell'isola in due entità autonome e distinte per le due comunità (Taksim). Il compromesso, sancito dal trattato di Zurigo e Londra tra Regno Unito, Grecia e Turchia, fu di costituire Cipro come repubblica autonoma e indipendente, garantita dalla protezione internazionale delle tre potenze firmatarie dei trattati; il tentativo di comporre il dissidio interno tra le due comunità andò però incontro a un fallimento: la violenza intercomunitaria cipriota, alimentata dai contrapposti gruppi armati, raggiunse ben presto alti livelli di conflittualità sfociati nel "Natale di sangue" del 1963. In questo clima di peggioramento della situazione interna, a cui le forze di sicurezza cipriote (frazionate internamente tra le due comunità) non riuscivano a porre rimedio, il governo del presidente Makarios III propose, all'inizio del 1964, una riforma delle piccole forze armate cipriote: in base alla costituzione del 1960 Cipro disponeva di un esercito di non più di uomini ripartiti tra un 60% di greco-ciprioti e un 40% di turco-ciprioti; la riforma costituzionale promossa da Makarios puntava a creare una forza più sbilanciata a favore dei greco-ciprioti, sia per riflettere maggiormente il peso reale di questa componente etnica (l'82% della popolazione dell'isola all'epoca) sia per disporre di una forza militare più affidabile nel caso la Turchia avesse deciso di forzare la situazione attaccando l'isola. La proposta provocò le dimissioni in massa per protesta del personale militare turco-cipriota, e di conseguenza la nuova Guardia nazionale cipriota (Ethnikí Frourá), istituita formalmente nel giugno 1964, si ritrovò a essere composta esclusivamente da greco-ciprioti..
Le vecchie forze armate cipriote post-indipendenza non disponevano di alcuna forza navale militare dedicata, e tutti gli assetti navali erano concentrati nella Polizia marittima e portuale cipriota: creata dalle autorità britanniche nel 1957 e confluita poi nelle forze di polizia cipriote dopo l'indipendenza, essa non era nulla di più di una guardia costiera con in organico appena sette motovedette armate di mitragliatrici; una forza troppo esigua per pattugliare le estese coste di Cipro ed impedire, in particolare, le consegne illegali di armi e munizioni dalla Turchia a favore delle milizie del Movimento di Resistenza Turco (Türk Mukavemet Teşkilatı o TMT). Il continuo rafforzamento del TMT, alimentato dal personale turco-cipriota dimessosi dalle forze armate, portò a una progressiva militarizzazione delle zone abitate dai turco-ciprioti, favorendo la loro costituzione come enclavi separate dal resto dell'isola. Nel luglio 1964 la situazione divenne particolarmente grave nella zona della penisola di Tillyria, nel nord-ovest dell'isola, dove i turco-ciprioti iniziarono a estendere l'area sotto il loro controllo isolando alcuni villaggi abitati da greco-ciprioti; percependo l'azione come un tentativo di creare una testa di ponte per una futura invasione turca dell'isola, il comando della Guardia nazionale prese accordi con le autorità greche per rafforzare i suoi ranghi e ottenere armamenti pesanti, in vista di una progettata offensiva per riprendere il porto di Kokkina da cui proveniva il grosso del contrabbando di armi a favore dei turco-ciprioti di Tillyria. In questo contesto, nel luglio 1964 fu quindi attivata una sezione marittima della Guardia nazionale cipriota, designata come "Comando navale"..
Un ufficiale della Marina militare greca, il comandante Petros Arapakis, assunse la guida della piccola forza navale cipriota, mentre una filantropa locale finanziò l'acquisto delle prime imbarcazioni. Da un armatore privato del Pireo furono quindi ottenuti, alla fine del luglio 1964, tre vecchi dragamine dismessi dalla Marina greca, unità tipo R-Boot di costruzione tedesca e residuato bellico della seconda guerra mondiale; benché piuttosto usurati e malconci, i dragamine furono frettolosamente messi in condizione di navigare e, imbarcato un equipaggio greco, trasferiti segretamente a Cipro tra il 4 e il 5 agosto 1964. Qui due di essi (Orion e Phaeton) furono riequipaggiati come pattugliatori e armati con un cannone Bofors 40 mm e due mitragliere da 20 mm Oerlikon; la terza unità (Dedalos), giudicata come troppo malridotta, non fu fondamentalmente mai messa in servizio e venne impiegata unicamente come fonte di pezzi di ricambio..
Le unità del Comando navale erano appena entrate in servizio che, il 6 agosto, pesanti scontri presero vita nella zona di Tillyria: la battaglia di Tillyria vide ben presto la Guardia nazionale greco-cipriota fare uso di artiglieria pesante e mezzi blindati contro le postazioni fortificate dei turco-ciprioti, mentre dal mare i pattugliatori Orion e Dedalos tentavano di imporre un blocco navale al porto di Kokkina e appoggiare i reparti a terra con il fuoco delle armi di bordo. L'attacco provocò tuttavia la risposta militare della Turchia, che a partire dall'8 agosto inviò formazioni di aerei da combattimento a bombardare le postazioni dei greco-ciprioti. Cacciabombardieri dell'Aviazione turca sorpresero e attaccarono, nel pomeriggio di quello stesso 8 agosto, i pattugliatori Orion e Phaeton mentre incrociavano davanti a Xeros: nonostante il fuoco delle armi di bordo portasse all'abbattimento di un caccia turco F-100 Super Sabre, le due unità furono ben presto danneggiate dal tiro nemico e il Phaeton dovette essere portato a incagliare sulla costa, dove finì divorato dagli incendi scoppiati a bordo; sette dei 23 uomini dell'equipaggio rimasero uccisi nella battaglia. Mentre sia la Grecia che la Turchia facevano affluire forze militari nella zona di Cipro, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si fece promotore di una forte pressione diplomatica che portò infine, l'11 agosto, alla stipula di una tregua e alla cessazione degli scontri nella zona di Tillyria.
L'espansione e l'attacco turco del 1974
Il periodo successivo alla battaglia di Tillyria non vide alcun miglioramento della situazione interna di Cipro, con il governo greco-cipriota intento più che mai a rinforzare la Guardia nazionale in vista di un nuovo scontro con i turco-ciprioti e i loro alleati turchi. Non potendo acquistare armamenti direttamente dalla Grecia vista l'opposizione diplomatica della Turchia, nel settembre 1964 il governo di Nicosia sottoscrisse un accordo di cooperazione militare con l'Unione Sovietica comprendente un massiccio trasferimento di equipaggiamenti militari pesanti; in campo navale, in particolare, furono acquistate sei motosiluranti della classe P4: un primo lotto di quattro unità fu consegnato nell'ottobre 1964 e un secondo lotto di due unità nel febbraio 1965, mentre specialisti sovietici curarono l'addestramento degli equipaggi greco-ciprioti. Tra il 1965 e il 1967 il Comando navale curò anche la costruzione di appropriate infrastrutture a terra per supportare le sue crescenti forze: una base navale con magazzini, officine e impianti di difesa antiaerea fu quindi aperta nei pressi del piccolo borgo marittimo di Bohazi, a nord-est di Famagosta, mentre due punti d'appoggio minori vennero attrezzati nei porti di Xylofagou e Kyrenia. Con l'assistenza della Grecia, il Comando navale impiantò nel 1966 una moderna stazione radar militare di allerta precoce al Capo dell'Apostolo Andrea, l'estrema punta orientale dell'isola; gli scali di Famagosta, Limassol, Pafo e Kyrenia furono invece dotati di strutture radar di tipo civile.
Pressioni da parte delle potenze del Blocco occidentale, timorose che Cipro potesse diventare una base navale sovietica nel mar Mediterraneo, portarono all'interruzione dei contatti militari tra Nicosia e Mosca alla fine del 1965, il che si rivelò deleterio per il Comando navale. La carenza di forniture sovietiche portò a limitare l'operatività delle motosiluranti classe P4 cipriote, del resto soggette a una rapida usura; nel 1973 una delle unità dovette essere ritirata dal servizio per essere impiegata come fonte di pezzi di ricambio a favore delle altre. Il rimpiazzo delle unità usurate era reso difficoltoso dai rivolgimenti politici interni agli stessi greco-ciprioti: nell'aprile 1967 un colpo di Stato in Grecia portò all'imposizione di una dittatura militare di stampo fascista (la "dittatura dei colonnelli"), ferocemente critica dell'equilibrismo del presidente cipriota Makarios sulla questione dellEnōsis; dubbioso circa la fedeltà della Guardia nazionale, i cui ranghi erano pieni di ufficiali provenienti dalle forze armate greche, Makarios decise di tagliare i finanziamenti a favore delle forze armate per dirottarli verso le più affidabili forze di polizia. Con i ridotti stanziamenti a disposizione, tra il 1970 e il 1971 il Comando navale acquistò tre motosiluranti dismesse dai ranghi della Marina militare jugoslava: basate su un vecchio progetto della seconda guerra mondiale, si trattava di unità obsolete e già parecchio usurate e malfunzionanti, tanto che solo una di esse risulterebbe effettivamente entrata in servizio con i ciprioti. Un programma molto più importante sotto il profilo militare venne invece approvato nel 1973: esso consisteva nell'ordine a un cantiere navale francese per l'acquisto di due motocannoniere missilistiche di nuova costruzione, equipaggiate con il sistema antinave SS.12M. Le due unità furono varate nel 1974, ma la loro consegna ai ciprioti venne bloccata e infine annullata a causa della nuova crisi militare che interessò l'isola.