Le proteste in Francia contro la riforma delle pensioni del 2023 furono una vasta ondata di manifestazioni e scioperi che interessò tutto il Paese. Le mobilitazioni nacquero in risposta al progetto di riforma del sistema pensionistico proposto dal governo guidato da Élisabeth Borne e sostenuto dal presidente Emmanuel Macron, che prevedeva l’innalzamento dell’età pensionabile da 62 a 64 anni e altre modifiche al sistema pensionistico. Le principali modifiche previste dal disegno di legge erano: l'aumento dell'età pensionabile da 62 a 64 anni, l'aumento del periodo minimo di contribuzione a 43 anni, la graduale soppressione di alcuni regimi pensionistici speciali per i nuovi assunti in determinati enti e aziende pubbliche, e l’aumento della pensione minima fino a circa 1.200 euro lordi mensili per chi aveva maturato una carriera contributiva completa. Iniziate il 19 gennaio 2023, in seguito a un appello dell'Intersindacale, unione dei principali sindacati, le proteste raggiunsero rapidamente un'ampia partecipazione da parte di lavoratori, studenti e altri gruppi sociali, coinvolgendo milioni di cittadini.

Il 16 marzo il governo ha invocato l'articolo 49.3 della Costituzione per far passare il disegno di legge, scavalcando così il voto dell’Assemblea nazionale. Questo atto ha scatenato nuove contestazioni e due voti di sfiducia (poi falliti), contribuendo all'aumento della violenza nelle proteste, di pari passo con lo sciopero organizzato dai maggiori sindacati francesi. Gli scioperi hanno portato a disagi diffusi, compreso l'accumularsi di immondizia nelle strade, la sospensione del servizio di trasporto pubblico e il rinvio della visita di Stato di re Carlo III. Il 6 giugno si tennero le ultime proteste ufficiali.

Questo movimento di proteste ha rappresentato una delle più grandi manifestazioni di ribellione nella storia del Paese, di misura maggiore rispetto a quelle del 1995.

Diverse organizzazioni, tra cui gruppi per i diritti umani come Reporter senza frontiere e la Lega francese per i diritti umani, hanno condannato la repressione delle proteste da parte dello Stato e hanno anche denunciato aggressioni ai giornalisti. Inoltre, il Consiglio d'Europa ha criticato "l'uso eccessivo della forza da parte di agenti dello Stato".

Contesto

Il sistema pensionistico francese è stato oggetto di diverse riforme da parte dei governi francesi negli ultimi decenni per affrontare le carenze di bilancio. La Francia aveva una delle età pensionabili più basse tra i Paesi industrializzati e una spesa per le pensioni che rappresentava quasi il 14% del PIL. Il sistema pensionistico si basa principalmente su un modello a ripartizione in cui lavoratori e datori di lavoro contribuiscono con imposte obbligatorie per finanziare le pensioni dei pensionati. La Francia ha un basso tasso di pensionati a rischio di povertà e un tasso di sostituzione netto della pensione superiore alle medie 'OCSE e dell'UE.

Secondo il governo, l'aumento dell'aspettativa di vita ha reso il sistema pensionistico sempre più precario. Il rapporto tra lavoratori e pensionati è diminuito nel corso degli anni, portando a una situazione finanziaria insostenibile,

Il presidente Macron ha cercato di affrontare la questione aumentando gradualmente l'età pensionabile e modificando i requisiti per ottenere una pensione completa. Ha anche eliminato le norme pensionistiche speciali che favorivano alcuni settori. Le riforme mirano a rendere il sistema pensionistico finanziariamente sostenibile e a garantire un surplus nel 2030.

Uso dell'articolo 49.3

Mozioni di sfiducia

Reazioni

Proteste pre-articolo 49.3

Proteste post articolo 49.3

Composizione sindacale

Il movimento sociale è strutturato attorno a un'iniziativa congiunta lanciata dalle organizzazioni sindacali, che riunisce otto sindacati dei lavoratori: CGT, CFDT, FO, CFE-CGC, CFTC, UNSA, Solidaires e FSU.

A loro si unirono i tre sindacati studenteschi con più membri: Fage, Alternativa e Unef, il cui presidente Imane Ouelhadj ritiene che i giovani saranno «le prime vittime di questa riforma. Tutte e tre le organizzazioni hanno firmato la lettera intersindacale inviata a marzo 2023 ad Emmanuel Macron, per chiedere di incontrarlo."Retraites: Lettre intersyndicale à destination du Président de la République" 10 mars 2023

Imane Ouelhadj e Unef hanno organizzato manifestazioni davanti agli inceneritori per sostenere lo sciopero dei netturbini.

L'intersindacale nazionale ha lanciato il suo primo appello per uno sciopero il 19 gennaio.

Eventi +giornategiornonella Francia a ParigiCGTMinistero dell'internoFontiCGTMinistero dell'internoSocietà OccurrenceFonti1Giovedì 19 gennaio 2023/2Martedì 31 gennaio 20233Martedì 7 febbraio 20234Sabato 11 febbraio 20235Giovedì 15 febbraio 20236 Martedì 7 marzo 20237Sabato 11 marzo 20238Mercoledì 15 marzo 2023/9Giovedì 23 marzo 202310Martedì 28 marzo 2023/11Giovedì6 aprile 20232 000 000570 00057 000/12Giovedì 13 aprile 20231 500 000380 000400 00042 000/13Lunedi 1 maggio 20232 300 000550 000112 00094 00014 Martedì 6 giugno 2023900 000281 000300 00031 000 +Numero dei manifestanti nelle 10 città più popoloseCityStime della poliziaStime dei sindacatiParigiMarsigliaLyonTolosaNizzaNantesMontpellierStrasburgoN/A da ( a secondo fonti giornalistiche)BordeauxLille

Conseguenze e impatto

Reazioni internazionali L'Iran ha condannato quella che ha definito la repressione delle proteste da parte della Francia. Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian ha dichiarato: "Chiediamo al governo francese di rispettare i diritti umani" e ha aggiunto: "Invece di creare caos in altri Paesi, ascoltate la voce del vostro popolo ed evitate la violenza contro di loro".

La Lega francese per i diritti umani ha accusato le autorità di aver fatto un uso sproporzionato e pericoloso della forza pubblica, minando il diritto dei cittadini a protestare. Il presidente della Lega ha dichiarato: "La svolta autoritaria dello Stato francese, la brutalizzazione delle relazioni sociali attraverso la polizia, la violenza di ogni tipo e l'impunità sono uno scandalo grave".

Gruppi per i diritti e organismi indipendenti, tra cui la Commissione consultiva nazionale per i diritti umani, hanno criticato la polizia francese per il ricorso alla forza eccessiva e per gli arresti preventivi che potrebbero equivalere a privazioni arbitrarie della libertà. Il Difensore dei diritti francese ha osservato il 21 marzo che "questa pratica può indurre il rischio di ricorrere in modo sproporzionato a misure detentive e favorire le tensioni". Human Rights Watch ha dichiarato all'AFP di essere molto preoccupato per "quelle che sembrano essere pratiche di polizia abusive".

Secondo Reporter senza frontiere, "diversi giornalisti chiaramente identificabili sono stati aggrediti dalle forze di sicurezza" durante le manifestazioni.

Il 20 marzo, il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di associazione ha avvertito le autorità francesi che "le manifestazioni pacifiche sono un diritto fondamentale che le autorità devono garantire e proteggere. Le forze dell'ordine devono agevolarle ed evitare un uso eccessivo della forza".

Il Consiglio d'Europa ha condannato la repressione delle proteste da parte della Francia e ha avvertito che sporadici atti di violenza non possono giustificare "l'uso eccessivo della forza da parte di agenti dello Stato".

Quando gli è stato chiesto della situazione in Francia, il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha dichiarato: "Sosteniamo il diritto delle persone a protestare e a esprimere le proprie opinioni".

Dimitris Koutsoumpas, segretario generale del Partito Comunista di Grecia, ha partecipato a una manifestazione a Parigi il 23 marzo; in una dichiarazione da Piazza della Bastiglia, ha espresso la sua solidarietà con la "lotta del popolo francese [...] contro le politiche antioperaie, contro le scelte antipopolari" utilizzate sia dal governo francese che da quello greco per far sì che il popolo lavoratore "vinca finalmente" e "apra la strada ai propri interessi e non agli interessi e ai profitti di pochi". L'inno internazionale è stato suonato dagli altoparlanti, mentre i ferrovieri e i sindacalisti intervenuti gli hanno offerto un fazzoletto "Amici della Comune di Parigi".

Note

Voci correlate Movimento dei gilet gialli Progetto di riforma delle pensioni in Francia nel 2023

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