Labbazia dell'Acquafredda è un ex-complesso abbaziale situato nel comune di Tremezzina, in provincia di Como. L'appellativo Acquafredda si riferisce a una fonte d'acqua situata all'interno della proprietà che ospita il complesso..
Storia e descrizione
Le origini dell'ex-abbazia affondano al 1142., con il trasporto delle spoglie di Agrippino di Como e di Santa Domenica dall'Isola Comacina a una cappella dedicata a San Pietro, situata in un terreno della località Roncate (o Roncale). Quando poi un certo Azzo (o Atto) Peregrino , noto anche come Ottone detto Pellegrino da Isola, donò la cappella e il terreno ad essa circostante ai frati cistercensi. di Morimondo, questi, tra il 1143 e il 1153, vi fondarono un'abbazia dedicata alla Madonna, a San Pietro e a Sant'Agrippino.
La chiesa originaria dell'abbazia dell'Acquafredda, anticamente detta del Monte Oliveto o di Santa Maria d'Uliveto, fu costruita a partire dal 1153, come un edificio romanico, sulla base di una precedente cappella paleocristiana (IV-V secolo.) collocata al di sotto dell'attuale campanile e di una navata laterale. L'edificio romanico fu completato nel 1193, anno in cui avvenne la consacrazione della stessa chiesa. Allo stesso anno risale una meridiana rinvenuta in loco e attualmente conservata presso la Pinacoteca Civica di Como. Accanto alla chiesa, una Cappella affrescata ospitò a lungo la sepoltura di Agrippino di Como,. titolare della cappella unitamente a San Pietro.
Nel corso dei secoli, l'abbazia divenne proprietaria di numerosi terreni, non solo sulle rive del lago (tra cui alcuni edifici a Como, nel quartiere Coloniola) ma anche in Valtellina (incluse alcune valli laterali quali la Val Lesina e la Valle del Bitto) e nella Pieve di Appiano (in particolare: a Bulgarograsso.).
Dopo essere passata in commendam (1460) a uno dei nipoti di papa Pio II, l'abbazia subì il saccheggio e l'occupazione. sia da parte delle truppe di Gian Giacomo Medici sia da quelle di Francesco II Sforza. Nel 1527 fu distrutta da un incendio appiccato per ordine del governatore di Como, intenzionato a stanare alcuni fuorilegge cavargnoni che vi avevano trovato riparo dopo che i benedettini avevano abbandonato il monastero.
La fama dell'Abbazia divenne tale da meritare una menzione nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, carta dove compare il toponimo Fredda.
Restituita ai frati nel 1547, l'abbazia fu ricostruita dalla Congregazione di San Bernardo di Lombardia: dell'originaria struttura romanica sopravvisse solamente un'abside. I lavori di ricostruzione terminarono all'inizio del XVII secolo; tuttavia per vedere il completamento dell'attuale facciata, bisognò attendere il 1724.
Dopo esser stata ristrutturata nel 1774, nel 1785 l'Acquafredda fu soppressa.
Nel 1787, il complesso di rilevato da un esponente della famiglia Mainoni, inaugurando così una serie di passaggi di mano che, nel 1904, portarono all'insediamento di una comunità di benedettini provenienti da Marsiglia. Questa comunità ebbe però vita breve: i benedettini rimasero all'Acquafredda fino al 1910.
Negli anni 1924-1928, l'Acquafredda diventò la sede estiva del seminario della diocesi di Crema. Poi, dopo essere stato comperato dai frati minori cappuccini (1934), il complesso venne dapprima affidato al Terzo Ordine regolare di San Francesco (1966) e, in seguito, a una comunità femminile di spiritualità francescana detta "Ancelle del Signore".
Internamente, la chiesa si presenta come un ambiente ad aula, con due cappelle laterali che si affacciano su un'unica navata terminante con un'abside poligonale.
Le decorazioni della volta e gli stucchi sono del 1680: autore degli stucchi è Agostino Silva.
Le cappelle e il coro della chiesa sono decorati da affreschi realizzati da Giovan Mauro Della Rovere. Tra le opere pittoriche realizzate da questo artista per l'Acquafredda spicca lAnnunciazione (1621), dipinto che funge da pala dell'altare maggiore in marmo (1714). Al Fiammenghino si devono anche una Pesca miracolosa, un Martirio di san Paolo, e una serie di dipinti raffiguranti i santi Carlo Borromeo, Pietro e Paolo, e Bernardo di Chiaravalle. A quest'ultimo santo è dedicata la cappella di destra, ornata da una serie di affreschi e da una seicentesca pala d'altare raffiguranti, appunto, San Bernardo; l'altare di questa stessa cappella è preceduto da un paliotto. che riporta una raffigurazione della Madonna del Latte. Alla Madonna è invece dedicata la cappella di sinistra, che conserva una serie di affreschi raffiguranti non solo alcuni episodi della vita di Maria, ma anche Giuditta e Oloferne, Ester e Assuero, Santa Domenica e Sant'Agrippino.
Ulteriori affreschi si trovano nell'antica cappella di San Pietro (situata alla base del campanile) e nei sotterranei dell'abbazia (che ospitano un affresco raffigurante il Trionfo di Bacco).
Note
Bibliografia
Categoria:Abbazie della provincia di Como