Magic fu un progetto di crittoanalisi degli Alleati durante la seconda guerra mondiale. Esso riguardava il Signal Intelligence Service (SIS) e l'Unità Speciale di Comunicazione della Marina degli Stati Uniti d'America.
Decrittazione Magic fu impostato per riunire le capacità crittografiche del governo degli Stati Uniti in un'organizzazione denominata Ufficio Ricerche. Gli ufficiali dell'Esercito e della Marina lavoravano insieme. Sebbene essi lavorassero su una serie di codici e cifre, i loro successi più importanti riguardarono RED, BLUE e PURPLE. RED Nel 1923, un ufficiale della Marina statunitense acquisì una copia rubata del libro dei Codici Operativi Segreti usati dalla Marina giapponese durante la Prima Guerra Mondiale. Fotografie del libro dei codici giapponesi furono date ai crittoanalisti dell'Ufficio Ricerche e questi codici, elaborati, furono conservati in cartelle di colore rosso (per indicare una classificazione Top Secret). Questo codice fu così denominato "RED".
BLUE Nel 1930, il governo giapponese creò un codice più complesso che fu chiamato BLUE, sebbene RED fosse ancora in uso per le comunicazioni di minor importanza. Esso fu presto (non oltre il 1932) decifrato dall'Ufficio Ricerche. Le stazioni d'ascolto dellintelligence militare statunitense (COMINT), cominciarono a monitorare gli ordini alla flotta giapponese, le comunicazioni fra nave e nave e quelle provenienti da terra e dirette a navi giapponesi.
PURPLE Dopo che l'alleata del Giappone, la Germania, aveva dichiarato guerra nell'autunno del 1939, il governo tedesco cominciò a fornire al Giappone assistenza tecnica per migliorare le sue comunicazioni e le capacità crittografiche. Una parte di questa assistenza consistette nell'inviare al Giappone macchine del tipo Enigma, per assicurare al Giappone un elevato livello di comunicazioni cifrate con la Germania.
Il nuovo codice, denominato PURPLE (dal colore ottenuto miscelando rosso e blu) era sconcertante.
PURPLE, come Enigma, iniziò le sue comunicazioni con la stessa linea di codici, diventando un impenetrabile guazzabuglio. I decrittatori cominciarono a provare a violare le comunicazioni attraverso PURPLE manualmente, ma non ci riuscivano. Quindi si resero conto che non si trattava di un codice aggiuntivo manuale o un codice di sostituzione come RED e BLUE, ma di un codice generato da una macchina simile alla tedesca Enigma.
La decodifica era lenta e gran parte del traffico era ancora difficile da violare: nel tempo che il traffico dei messaggi cifrati veniva decifrato e tradotto, il contenuto era spesso superato. Nel 1939 fu realizzata da una squadra di tecnici guidata da William Friedman e Frank Rowlett una macchina per codificazione invertita che decifrò alcuni dei codici PURPLE, replicando varie impostazioni delle macchine Enigma giapponesi. Questa decrittazione accelerata e l'inserimento di un maggior numero di traduttori nel 1942 rese più semplice e più rapido decifrare il traffico intercettato.
Traffico PURPLE Il Ministero degli Affari Esteri giapponese usava una macchina codificatrice per crittografare i suoi telegrammi diplomatici. La macchina era chiamata dai codificatori statunitensi "PURPLE". Un messaggio veniva dattiloscritto in una macchina codificatrice, che lo crittografava e lo inviava al destinatario, dove veniva ricevuto da una macchina identica. La macchina ricevente poteva decifrare il messaggio solo se impostata correttamente, cioè con la chiave giusta. I crittografi americani costruirono una macchina che poteva decifrare questi messaggi.
La macchina PURPLE stessa fu usata per la prima volta dai giapponesi nel 1940. I crittografi statunitensi e inglesi avevano decifrato alcune trasmissioni in PURPLE molto prima dell'attacco di Pearl Harbor. Comunque, le macchine PURPLE venivano utilizzate solo dal Ministero degli Affari Esteri per comunicare con le sue ambasciate. La Marina giapponese usava un sistema crittografico completamente diverso, noto come JN-25.
Gli analisti statunitensi non scoprirono alcun elemento in PURPLE che trattasse dell'imminente attacco giapponese su Pearl Harbor, né lo avrebbero potuto, dato che i Giapponesi erano molto attenti a non parlare dei loro piani nelle comunicazioni del Ministero degli Affari Esteri. Nessuna informazione dettagliata a proposito dell'attacco previsto fu mai disponibile presso il Ministero degli Affari Esteri giapponese, poiché quell'agenzia era vista dai militari, in particolare dai suoi membri più nazionalisti, come non abbastanza "affidabile".
L'accesso degli Stati Uniti alle comunicazioni private diplomatiche giapponesi (anche le più segrete) fu meno utile di quanto potesse altrimenti essere stato poiché la politica nel Giappone prebellico era ampiamente controllata da gruppi militari come la Kōdōha e non dal Ministero degli Affari Esteri. Quest'ultimo stesso non comunicò deliberatamente alle sue ambasciate e consolati gran parte delle informazioni che aveva, cosicché la capacità di leggere i messaggi di PURPLE fu meno convincente riguardo alle intenzioni militari tattiche o strategiche giapponesi.
I crittografi statunitensi (vedi Station HYPO) avevano decifrato e tradotto in 14 parti, provocando l'interruzione dei negoziati tra Stati Uniti e Giappone alle 13, ora di Washington, il 7 dicembre 1941, anche prima che l'Ambasciata Giapponese a Washington avesse potuto farlo. Quale risultato della decrittazione e delle difficoltà di battitura presso l'ambasciata giapponese, la nota fu consegnata in ritardo al Segretario di Stato statunitense Cordell Hull. Quando i due diplomatici giapponesi infine la consegnarono, Hull l'aveva già letta per la prima volta, anche se egli sapeva già dell'attaco giapponese a Pearl Harbor.Lowman, 2000, p. 39
Durante tutta la guerra gli Alleati lessero regolarmente sia i messaggi crittografati tedeschi che quelli giapponesi. L'ambasciatore giapponese in Germania, generale Hiroshi Ōshima, inviava spesso informazioni militari preziosissime a Tokyo. Queste informazioni erano regolarmente intercettate e lette da Roosevelt, Churchill ed Eisenhower.David Lowman, Magic: The Untold Story, Athena Press, 2000, pp. 52–53|isbn= 0-9602736-1-1
Distribuzione prima di Pearl Harbor Anche così le informazioni diplomatiche avevano un valore limitato per gli Stati Uniti per i suoi modi di distribuzione e le sue descrizioni. "Magic" era distribuito in modo tale che molti responsabili politici che necessitavano delle informazioni non ne sapevano nulla e quelli cui esso era stato effettivamente distribuito (almeno prima dell'attacco di Pearl Harbor) avevano potuto vedere ogni messaggio solo brevemente, poiché il corriere stava in attesa per riprenderselo, e separatamente dagli altri messaggi (né copie né note erano permesse). Prima di Pearl Harbor, essi vedevano solo quelli decifrati come "abbastanza importante" dagli ufficiali distributori dell'Esercito o della Marina.
Ciò non di meno, l'aver potuto leggere i messaggi PURPLE diede agli Alleati un grande vantaggio nella guerra. Per esempio l'ambasciatore giapponese in Germania, barone Hiroshi Ōshima, inviava lunghi rapporti a Tokio, che erano cifrati con la macchina PURPLE. Essi comprendevano rapporti su discussioni personali con Adolf Hitler e una relazione sulle difese da invasione nel nord della Francia (comprese le spiagge dell'invasione del D-Day). Il Generale Marshall disse che Ōshima era "la nostra base principale di…informazioni riguardanti le intenzioni di Hitler in Europa".
Dewey e Marshall Durante le elezioni del 1944, Thomas Dewey minacciò di fare di Pearl Harbor un motivo di campagna elettorale, finché il Generale Marshall gli spedì una lettera personale che, tra l'altro, diceva,:
Dewey promise di non sollevare questo argomento e tacque.
Dibattiti dopo la guerra L'entrata nel sistema PURPLE, e in generale nei messaggi giapponesi, fu il soggetto di acrimoniose audizioni al Congresso post-seconda guerra mondiale in collegamento con un tentativo di decidere chi, se c'era stato, aveva permesso che accadesse il disastro di Pearl Harbor e chi quindi avrebbe dovuto essere biasimato. Grazie a queste audizioni i Giapponesi appresero, per la prima volta, che il sistema di cifratura PURPLE era stato violato. Essi lo stavano usando anche dopo la guerra, con l'incoraggiamento del Governo Americano di Occupazione.
Molta confusione su chi a Washington o nelle Hawaii sapeva che cosa e quando, specialmente come "noi decrittavamo i loro messaggi," ha condotto qualcuno a concludere che "qualcuno a Washington" sapeva dell'attacco a Pearl Harbor prima che questo si verificasse e, poiché Pearl Harbor non si aspettava di essere attaccata, la "mancanza di avvertire le Hawaii deve essere stata deliberata, poiché essa poteva a mala pena essere stata meramente una svista". Comunque, PURPLE era un codice diplomatico, non militare. Allora, solo illazioni possono essere tratte da PURPLE come azioni militari specifiche giapponesi. Storia Quando PURPLE fu violato dal Signals Intelligence Service (SIS) dell'Esercito degli Stati Uniti, sorsero molti problemi per gli Americani: chi avrebbe avuto le decifrazioni, chi decifrava, quanto sovente, in quali circostanze e crucialmente (considerate le rivalità tra i vari servizi) e chi avrebbe provveduto alla loro diffusione. Sia la Marina che l'Esercito insistevano che solo loro avrebbero dovuto gestire la diffusione delle decifrazioni, specialmente verso le posizioni più alte dei politici U.S.A. Infine, dopo numerosi pro e contro, fu raggiunto un compromesso: l'Esercito sarebbe stato responsabile per le decifrazioni un giorno e quello dopo lo sarebbe stata la Marina.
La lista di distribuzione infine includeva alcuni — ma non tutti — i capi dellintelligence militare a Washington e altrove, e alcuni — ma, ancora, non tutti — i capi politici civili a Washington. L'eventuale routine definitiva per la distribuzione includeva i seguenti passi: l'ufficiale di servizio (Esercito o Marina, a seconda del giorno) avrebbe deciso quali decifrazioni fossero significative o abbastanza interessanti da distribuire esse sarebbero state raccolte, chiuse in una valigetta e consegnate a un relativamente giovane ufficiale (non sempre autorizzato a leggere le decifrazioni) che avrebbe "fatto il giro" degli uffici competenti. nessuna copia di qualsiasi decifrazione sarebbe stata lasciata a qualsiasi ufficiale dell'elenco. Chi le riceveva sarebbe stato autorizzato a leggere le decifrature tradotte alla presenza dell'ufficiale che le distribuiva, ma avrebbe dovuto restituirle immediatamente dopo la lettura. Prima dell'inizio della seconda settimana di dicembre 1941, questo fu l'ultimo momento in cui ognuno di coloro che erano sulla lista vide quella particolare decifrazione.
Descrizione del procedimento Vi erano vari passi necessari prima che qualsiasi decifrazione fosse pronta per la sua distribuzione: Intercettazione. Il Ministero degli Affari Esteri giapponese usava sia trasmissioni via radio che attraverso cavi per comunicare con le sue unità fuori dal territorio nazionale. Le trasmissioni via radio erano intercettate (se possibile) presso ognuna delle parecchie stazioni di ascolto (Hawaii, Guam, isola di Bainbridge nello stato di Washington, Dutch Harbor, sull'isola Amaknak dell'Alaska, etc.) e gruppi di cifrature grossolane venivano inviate a Washington, D.C. Infine, vi erano stazioni di decifrazione (che comprendevano un esemplare della macchina PURPLE dell'Esercito) anche nelle Filippine. Il traffico via cavo era (per molti anni prima di fine 1941) raccolto presso gli uffici della società del cavo da un ufficiale che ne faceva copia e la inviava a Washington. Il traffico via cavo alle Hawai non venne intercettato a causa di problemi legali fino a che David Sarnoff della RCA non fu d’accordo nel permetterlo, durante una visita alle Hawaii la prima settimana di dicembre 1941. A un certo punto, le intercettazioni venivano spedite all'Intelligence (Esercito o Marina) dal campo.