La chiesa di San Nicola di Bari è la parrocchiale di Colonna, in città metropolitana di Roma Capitale e sede suburbicaria di Frascati; fa parte della zona pastorale IV.
Storia La prima pietra della chiesa di San Nicola fu posta nel 1753; l'edificio, disegnato dall'architetto Clemente Orlandi, era fortemente voluto dal principe Nicola Pallavicini.
Alla morte di quest'ultimo, tuttavia, i lavori si interruppero a causa del fatto che il suo successore, Giovanni Battista Rospigliosi, era contrario all'opera e tagliò i fondi; solo l'intervento del cardinale Enrico Benedetto Stuart permise il completamento della parrocchiale, poi consacrata dallo stesso nel 1771.
Successivamente la nobile famiglia Pallavicini rivendicò il giuspatronato, ma al termine di un lungo contenzioso la parrocchia venne dichiarata di nomina vescovile.
Nel secondo dopoguerra la chiesa fu interessata da un intervento di restauro per adempiere al voto fatto dai colonnesi alla Beata Vergine Maria durante il conflitto, ovvero che se il paese fosse stato risparmiato dagli eventi bellici essi avrebbero provveduto a risistemare la parrocchiale.
Descrizione Esterno La concava facciata della chiesa, rivolta a sudovest, presenta al centro il portale d'ingresso timpanato, a cui s'accede tramite una scalinata, e il rosone di forma ellittica, mentre ai lati vi sono due imponenti lesene sorreggenti la trabeazione sopra cui vi è il frontone curvilineo spezzato.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coperto dal tetto a quattro falde.
Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da lesene sorreggenti la cornice modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini e chiuso dalla parete di fondo piatta.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali la raffigurazione dellAnnunciazione, eseguita da Duilio Cambellotti, autore pure dei due dipinti ritraenti rispettivamente San Nicola protettore di Colonna e la tempesta sedata da San Nicola di Bari, e la pala avente come soggetto la Vergine con il Bambino, sorretta da angeli e accompagnata dai Santi Nicola di Bari e Filippo Benizi, realizzata nel 1759 da Carlo Ciappini.
Dal punto di vista architettonico la facciata esterna della chiesa è tipicamente barocca, di forma concava, delimitata da due grandi pilastri. Vi sono due ingressi, uno laterale e uno principale, sormontato da un timpano curvilineo e da una finestra ovale. La parte superiore della facciata termina con un frontone spezzato, sormontato da una croce. La chiesa presenta una pianta ovale su cui si innestano quattro bracci disposti a croce.
All’interno si trovano le seguenti cappelle:
Cappella del Santissimo Rosario: a sinistra, vi si trova un dipinto di Pietro Odazzi, che raffigura la Madonna col Bambino che porge il Santo Rosario a San Domenico e a Santa Caterina da Siena, proveniente dalla Chiesa Vecchia. Cappella del Santissimo Crocifisso: a destra, è così chiamata in quanto sull’altare vi è un crocifisso ligneo e qui, si trova inoltre, una statua lignea di San Nicola di Bari. Cappella del Santissimo Salvatore: a sinistra verso l’ingresso, contiene un dipinto raffigurante il Salvator Mundi, attribuito a Carlo Maratta e proveniente dalla Chiesa Vecchia, in cui viene menzionato per la prima volta nella visita pastorale del 1º aprile 1680. Esso veniva portato in processione nella festa dell’Assunzione della Vergine Maria. Cappella dell’Immacolata Concezione: a destra verso l’ingresso, dedicata a partire dal 1924 alla Madonna di Lourdes.
La Cappella del Santissimo Salvatore e la Cappella dell’Immacolata furono aggiunte successivamente, non rientravano infatti nel progetto originario settecentesco dell’Orlandi.
L’altare maggiore policromo, consacrato il 19 ottobre 1771, è dedicato ai Santi Nicola di Bari e Filippo Benizzi, santo fiorentino dell’Ordine dei Servi di Maria. La pala d’altare, che vi si trova subito dietro, è stata appositamente realizzata, ad olio, nel 1759 dal pittore Carlo Ciappini, su commissione del principe Nicola Pallavicini.
La decorazione pittorica che interessa invece l’area dell’abside risale al XX secolo, al periodo della Seconda guerra mondiale, quando i colonnesi fecero voto di far restaurare e decorare la chiesa se il paese non fosse stato distrutto e si fosse salvato dalle razzie tedesche. Sul paese, a differenza di altri paesi limitrofi, in particolare Frascati, cadde una sola bomba che provocò una sola vittima e i tedeschi durante la loro occupazione non provocarono alcun danno ai cittadini. Una volta finita la guerra i colonnesi mantennero così la loro promessa. Il parroco dell'epoca, don Pietro Botti, fece richiesta al sacerdote di Colonna, don Leonello Razza, di trovare un pittore qualificato che decorasse la chiesa cittadina. Come testimoniano le iniziali che appaiono nelle pitture dell’abside, la scelta del pittore ricadde sul noto artista romano Duilio Cambellotti, che tra il 1944 e il 1945 realizzò le seguenti decorazioni pittoriche:
nella lunetta centrale: croce policroma e corona di spine; nel catino o arcone fondale, nella calotta absidale: Annunciazione della Vergine, in cui l’Angelo, a destra, reca il giglio nella mano sinistra, mentre indica con l’altra mano alzata la colomba rappresentata al centro. La Vergine, a sinistra, seduta su un trono di pietra e raccolta in preghiera, si rivolge anche lei, con lo sguardo, verso la colomba, simbolo dello Spirito Santo, che funge così da anello di congiunzione di tutta la scena; nella volta, nell'arco trionfale: sono rappresentate sei fiaccole, libri sacri aperti ed ancore con armature alate. A destra vi è un libro aperto, che riporta «Ecce Virgo concipiet et pariet Filium» (Profezia di Isaia) e tre fiaccole, a sinistra un altro libro aperto riporta «Exsulta satis filia Sion, Ecce Rex tuus veniet» (Profezia di Zaccaria) e altre tre fiaccole, il tutto raccordato dalla scritta in maiuscolo «AVE MARIA» posta al centro dell’arco; nei due cantoni ricurvi a destra e a sinistra dell’altare maggiore: croci di spighe di grano e tralci d'uva; nella parete sinistra sopra la porta della Sagrestia: tavola con La città di Colonna sotto la protezione del Santissimo Salvatore, della Santissima Vergine e di San Nicola; nella parete destra sopra la porta della Sagrestia: tavola con Il miracolo di San Nicola che seda la tempesta.
Tutte le decorazioni pittoriche del Cambellotti sono state realizzate a tempera dura su intonachino, ad eccezione dei due quadri collocati sulle porte della sagrestia, ai lati dell’altare maggiore, che sono stati realizzati sempre a tempera dura, ma su tavola di legno sintetico.
Tra il 2003 e il 2004 un intervento di restauro ha interessato le decorazioni pittoriche dell'abside, sia le tempere cambellottiane sia la pala settecentesca dell'altare maggiore.
Note
Voci correlate Parrocchie della sede suburbicaria di Frascati Sede suburbicaria di Frascati Colonna (Italia) Regione ecclesiastica Lazio
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