Il processo Kastner, ufficialmente noto come Il procuratore generale del governo di Israele contro Malchiel Gruenwald, fu un procedimento penale per diffamazione contro l'autore di un pamphlet, celebrato a Gerusalemme. Le udienze si svolsero tra il 1º gennaio e l'ottobre 1954 presso il tribunale distrettuale di Gerusalemme davanti al giudice Benjamin Halevi, che pronunciò la sentenza il 22 giugno 1955.
Processo
L'imputato Malchiel Gruenwald, albergatore che aveva perso 52 parenti nel campo di concentramento di Auschwitz, aveva accusato Rudolf Kasztner, avvocato e giornalista ungherese, poi funzionario in Israele nel 1947, di collaborazionismo con i nazisti in Ungheria durante l'Olocausto. Le accuse furono rese note in uno scritto, Lettera agli amici nel Mizrachi, pubblicato nell'agosto 1952.
Il governo israeliano citò in giudizio l'autore e Kastner fu chiamato come uno dei 59 testimoni. Gruenwald fu rappresentato da Shmuel Tamir, un ex comandante dell'Irgun, che trasformò il caso in un esame delle azioni compiute dal partito sionista Mapai, al governo durante l'Olocausto, e di ciò che fu messo in atto per aiutare gli ebrei europei. Una delle questioni chiave fu se Kastner, che in Ungheria aveva contribuito a fondare il Comitato di aiuto e soccorso di Budapest, avesse effettivamente collaborato con Adolf Eichmann e Kurt Becher, all'epoca dei fatti ufficiali delle SS, per garantire un corridoio sicuro da Budapest alla Svizzera nel luglio 1944 per 1.684 ebrei, tramite quello che divenne noto come il treno Kastner.
Gruenwald e Tamir accusarono Kastner di non aver avvertito la comunità ebraica ungherese che gli ebrei sarebbero stati caricati sui treni e portati nelle camere a gas di Auschwitz. Sostennero che era a conoscenza delle camere a gas almeno dalla fine di aprile 1944, quando aveva ricevuto una copia del rapporto Vrba-Wetzler e che aveva omesso di informare la comunità che le deprtazioni di ebrei non erano un "reinsediamento" dall'Ungheria. Il motivo di questo comportamento, dissero gli accusatori, fu di far lasciare libere poche persone, tra cui la sua famiglia e suoi amici.. Secondo Gruenwald e Tamir, il mancato allarme non fece allertare la comunità ebraica, favorendo le azioni delle SS, che sarebbero state ostacolate nell'organizzazione dei trasporti.
Il giudice si pronunciò a favore di Gruenwald, accusando Kastner di aver "venduto l'anima al diavolo". In seguito a questa decisione Kastner fu ferito davanti casa a Tel Aviv nel marzo 1957 in un agguato di una formazione estremista, e morì alcuni giorni dopo a causa dele ferite riportate..
Appello La maggior parte della sentenza fu ribaltata dalla Corte Suprema di Israele nel gennaio 1958. I cinque giudici, il giudice capo Yitzhak Olshan, Shimon Agranat, Moshe Silberg, Shneur Zalman Cheshin e David Goitein, accolsero l'appello di Kastner giudicato colpevole indiretto dell'assassinio degli ebrei ungheresi.
Cheshin scrisse:«Sulla base del vasto e diversificato materiale raccolto nel corso dell'udienza, è facile descrivere Kastner come il peggior nemico e apporre il marchio di Caino sulla sua fronte, ma è anche possibile descriverlo come più candido della neve e considerarlo come "il giusto della nostra generazione". Un uomo che si è esposto a un pericolo mortale per salvare altre persone.»
Quattro dei giudici, con Silberg dissenziente, accolsero l'appello per l'accusa di collaborazionismo. Secondo Asher Maoz, Silberg concordò con il giudice del processo sul fatto che Kastner aveva "consapevolmente e in malafede, soddisfatto i desideri [...] dei nazisti, e quindi ha reso più facile per loro eseguire il lavoro di distruzione di massa". Tutti e cinque i giudici respinsero il ricorso relativo all'accusa secondo cui Kastner aveva aiutato Kurt Becher a sfuggire alla punizione dopo la guerra scrivendogli una lettera di raccomandazione.
Note
Bibliografia
Approfondimenti
Voci correlate Rudolf Vrba Rapporto Vrba-Wetzler
Collegamenti esterni
Categoria:Olocausto in Ungheria Categoria:Soccorso agli ebrei durante l'Olocausto