Gli Improta sono una famiglia imprenditoriale italiana, proprietaria della maggiore industria molitoria del Mezzogiorno nella prima metà del XX secolo, all’epoca tra le più grandi produttrici di pasta in Italia.Redditi imponibili di ricchezza mobile (in lire) dichiarati dalle imprese alimentari artigianali, industriali e commerciali dal 1901 al 1950, disponibili su dati del Ministero delle Finanze.Annuari industriali delle province d’Italia dal 1901 al 1950.
Storia
Originaria di Portici, la famiglia fu attiva, soprattutto, nel commercio di crusca e carrube con notevole successo economico. Dal 1883, per volere di Ciro, si cimentò altresì nella produzione di vetture-omnibus, che comparvero per la prima volta sulla piazza porticese nel medesimo anno.
Figlio di Ciro, il principale artefice della fortuna degli Improta in ambito industriale fu il comm. Vincenzo, il quale fu banchiere ed imprenditore. Vincenzo fondò nel 1890 a Secondigliano, allora florido comune, la ditta Vincenzo Improta e Figli, industria deputata alla produzione di paste alimentari e farina, alla cui direzione successero due dei suoi sei figli: Pasquale e Gaetano.
Il comm. Ciro, fratello primogenito, cui fu imposto il nome del nonno, morì prematuramente di influenza spagnola nel 1918, dopo aver rivestito la carica di consigliere provinciale di Napoli. A lui fu intitolata una via della città.
Laureatosi in Giurisprudenza, Pasquale potenziò il molino e pastificio di Capodichino, inaugurando il sodalizio con il fratello Gaetano. Presidente dell’Associazione Nazionale Industriali Mugnai e Pastai per dieci anni, il primo fu rappresentante di questi ultimi presso l'Unione industriale di Napoli e membro del Consorzio nazionale molini e pastifici importatori ed esportatori. Fu, inoltre, consigliere provinciale delle corporazioni per la sezione industriale di Napoli.
Contestualmente all'attività imprenditoriale, intraprese la carriera politica, venendo eletto nella XXV e XXVI legislatura del Regno d'Italia e nella I legislatura della Repubblica Italiana alla Camera.
Negli anni'20 del Novecento l'impresa crebbe in modo esponenziale, divenendo la maggiore produttrice di pasta dell'Italia meridionale. Nel 1931, gli altri tre fratelli, Francesco, cav. Gennaro e cav. Damiano, implementarono un'ulteriore stabilimento in Sant’Antimo, specializzato anche nella produzione di semole, nuovo mercato per gli Improta. I fratelli, sotto la guida dell’on. Pasquale, avviarono un nuovo pastificio e molino in Giugliano nel 1948. Quest’ultimo era stato precedentemente distrutto dai bombardamenti e ricostruito con i più moderni criteri tecnici.
Damiano e Gennaro furono altresì membri del comitato esecutivo della Federazione Italiana Tiro a Volo.
Già commendatore dell’Ord. Cor. d'It., l’onorevole fu insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro il 2 giugno del 1957, anno in cui risultava essere comproprietario ed amministratore di un molino (macinazione di 700 quintali giornalieri) e di un pastificio (produzione di 200 quintali giornalieri) in Capodichino (Napoli), società Vincenzo Improta e Figli, e comproprietario ed amministratore di un altro stabilimento sotto la ragione sociale Fratelli Improta in Giugliano (Napoli) con molino e pastificio.
Il 2 giugno 1959 fu, invece, conferita l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’OMRI a Gaetano.
Il gr. uff.Antonio, erede della famiglia, nacque dall’unione di Gaetano e Filomena d’Angelo, cognata di Gennaro Improta anche per via della sorella, prozia dell’on. Guido d’Angelo e figlia di Antonio, proprietario di oltre trenta palazzi in Napoli risalenti alla Belle Époque, in gran parte edificati contestualmente all’opera di Risanamento della città. Il fratello di Filomena, comm. Eugenio d’Angelo, eresse nel 1915 un monumentale palazzo al civico 406 di via Posillipo, emblema dell’eclettismo partenopeo, con visibili richiami floreali allo stile liberty. Antonio Improta subentrò, dunque, al padre nella gestione dell'azienda e proseguì altresì l'attività bancaria intrapresa dal nonno Vincenzo e dallo zio Gennaro, divenendo presidente della BPS, una delle più antiche banche popolari in Italia, fondata nel 1883. Sotto la sua presidenza avvenne la fusione con la Banca di Credito Popolare nel 1971.
Nel corso del XX secolo furono, inoltre, contratti dagli Improta significativi vincoli di parentela con esponenti dell’aristocrazia e dell‘alta borghesia italiana, tra i quali figurano i matrimoni dei discendenti di Vincenzo con membri delle famiglie Mazzoleni, di Nocera, Pisani Massamormile, de Miranda, Lauro, Barbato e Di Nola, queste ultime due operanti anche nell’industria della pasta.
Discendente diretto della famiglia è altresì il regista Ildebrando Improta, detto Brando, nato dal ramo unitosi con la famiglia Mazzoleni.
Toponomastica Sono intitolate alla famiglia in Napoli la via Ciro Improta e la via Improta, un tempo suo possedimento. Architetture Villa Improta, oggi denominata “Savonarola”, ubicata in Portici, sul corso Garibaldi n.200, nel Miglio d’Oro. Palazzo Improta, al civico di Via Posillipo 379 nel 1935, ove in quell’anno risiedevano Vincenzo e Pasquale Improta. Palazzo Improta, sito in via Francesco de Pinedo n.65, a Napoli. Palazzina Improta in via Manzoni n.152, a Napoli. Villa Improta, sita in Marechiaro. Con ampio terrazzo sul mare, è stata a lungo fulcro della mondanità partenopea, ospitando tra gli altri Roberto Murolo e Sergio Bruni. In un secondo momento divenne proprietà dei Signorini, industriali del Gruppo Cirio. Cappella gentilizia Improta, sita nel cimitero partenopeo di Secondigliano.
Note
Bibliografia Redditi imponibili di ricchezza mobile (in lire) dichiarati dalle imprese alimentari artigianali, industriali e commerciali, disponibili su dati del Ministero delle Finanze Annuario delle banche e banchieri d'Italia del 1924, 1927 e 1933 Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana Parlamento Camera dei deputati, Discussioni ..., Tip. della Camera dei deputati Annuari industriali delle province d’Italia della prima metà del XX secolo
Voci correlate Pasquale Improta
Categoria:Famiglie di imprenditori italiani Categoria:Famiglie campane