L'80ª edizione della 500 Miglia di Indianapolis si svolse domenica 26 maggio 1996 sull'ovale dell'Indianapolis Motor Speedway. Questa fu la prima edizione della 500 Miglia organizzata dalla Indy Racing League, con il sostegno dell'USAC. Vinse Buddy Lazier, veterano delle corse americane, appena due mesi dopo un grave incidente in cui aveva riportato la rottura della schiena.
La gara fu preceduta da mesi di polemiche e controversie. La maggior parte dei migliori team e piloti delle corse americane boicottarono la gara, protestando contro un presunto blocco dei team CART da parte dell'IRL, organizzando lo stesso giorno un'altra gara, denominata U.S. 500, corsa sull'ovale del Michigan. Questa divisione fu conosciuta come "The Split". Le squadre partecipanti alla 500 Miglia di Indianapolis furono A.J. Foyt, Dick Simon, Hemelgarn Racing e Menard; di contro i team più importanti della CART come Penske, Ganassi, Newman/Haas, Rahal e altri gareggiarono nel Michigan. Ci furono molti team nuovi, derivanti da categorie inferiori e/o di supporto, così come molti piloti con poca esperienza (furono 17 i rookie che si qualificarono a quest'edizione).
Scott Brayton conquistò la pole position, ma durante le prove del 17 maggio, in uscita da curva 2, andò a sbattere contro il muro esterno a 370 km/h. Subito soccorso, il pilota venne dichiarato deceduto sul colpo a causa della rottura delle ossa alla base cranica. Il compagno di squadra Tony Stewart, qualificatosi secondo, partì dalla pole position, mentre Danny Ongais prese il posto dello sfortunato Brayton (sulla macchina venne cambiato il numero di gara). Durante le prove, in una sessione che non determinava le posizioni di partenza, Arie Luyendyk stabilì il record per il giro più veloce della storia di Indianapolis, a quasi 240 miglia orarie (239,260 mph, 385,052 km/h).
Contesto "The Split" Le radici per la separazione fra CART e IRL furono piantate nei primi anni '90, quando il nuovo presidente dell'Indianapolis Motor Speedway, Tony George, iniziò a pensare a delle nuove idee da adottare per le gare. L'aumento dei costi, la diminuzione dei piloti statunitensi e i pochi ovali erano tra le preoccupazioni di George. A maggio del 1991 George pensò di adottare motori simili a quelli di Formula 1, aspirati da 3,5L, idea sfumata sul nascere. Dal 1992 al 1994 George fece parte del consiglio d'amministrazione della CART. Una volta uscito, nell'estate 1994, George annunciò la creazione della Indy Racing League, con la 500 Miglia di Indianapolis come gara principale, come serie alternativa a basso costo alla CART. Così facendo, la Indy 500 non sarebbe più stata riconosciuta come gara del campionato CART e le vetture di quest'ultimo non sarebbero state accettate come vetture per gareggiare. Nell'estate del 1995 la crisi non fu risanata e nacquero così i due campionati. I primi 25 piloti nella classifica IRL furono ammessi di diritto alla 500 Miglia di Indianapolis del 1996.
Il boicottaggio dei team CART Durante l'estate e l'autunno 1995 i team CART non erano d'accordo con la creazione del campionato IRL. Però, nell'attesa di una riconciliazione, gli stessi team provarono a organizzarsi per la 500 Miglia di Indianapolis. A novembre 1995 i team CART organizzarono un test sulle gomme a Indianapolis, ma i media iniziarono a far girar notizie su un possibile boicottaggio. Tali rumors furono confermati il 18 novembre, con l'annuncio dello svolgimento di una nuova gara di 500 miglia, la U.S. 500 presso l'ovale del Michigan, lo stesso giorno della 500 Miglia di Indianapolis. La reazione dell'IRL fu un enorme disappunto, con l'idea che l'atteggiamento della CART avrebbe danneggiato le corse americane. Ovviamente la CART la pensava al contrario. Gli unici team CART che si iscrissero alla gara furono Galles e Walker, ma non con i piloti impegnati nella CART.
Il campione in carica della Indy 500, Jacques Villeneuve, era passato in Formula 1 nell'inverno del 1996.
Regole per il 1996 - L'età minima per gareggiare fu abbassata da 21 a 18 anni, permettendo così la partecipazione di Michel Jourdain Jr. a 19 anni e 267 giorni. - Per la prima volta due marchi forniscono le gomme alle vetture: Firestone e Goodyear.
Regola 25/8 e le entrate bloccate Per la 500 Miglia di Indianapolis del 1996 fu introdotta la regola "25/8", secondo la quale 25 posti in griglia erano riservati ai primi 25 nella classifica generale della Indy Racing League, mentre i restanti 8 erano aperti a tutti. L'introduzione di questa regola fu controversa e fu la decisione da cui scaturì il boicotaggio della CART.
Calendario di gara Calendario di gara — Maggio 1996DomLunMarMerGioVenSab 1 2 3 4ROP 5ROP 6ROP 7Prove 8Prove 9Prove10Prove11Pole Day12Prove cronometrate13Prove14Prove15Prove16Prove17Prove18Prove cronometrate19Bump Day20 21 22 23Carb Day24 25Parata26Indy 50027Memorial Day28 29 30 31 Colore Note Verde Prove Blu Prove cronometrate Argento Giorno di gara Rosso Pioggia* Vuoto Nessuna attività in pista * Include giorni dove l'attivitàin pista venne limitata dalla pioggia
ROP — denota RookieOrientation Program
Griglia di partenza FilaInternoCentroEsterno1 20 Tony Stewart 70 Davy Jones 7 Eliseo Salazar2 3 Eddie Cheever 91 Buddy Lazier 21 Roberto Guerrero3 8 Alessandro Zampedri 22 Michel Jourdain Jr. 12 Buzz Calkins 4 14 Davey Hamilton 60 Mike Groff 33 Michele Alboreto 5 9 Stéphan Grégoire 30 Mark Dismore 4 Richie Hearn 6 64 Johnny Unser 18 John Paul Jr. 45 Lyn St. James7 27 Jim Guthrie 5 Arie Luyendyk 11 Scott Sharp8 41 Marco Greco 54 Robbie Buhl 96 Paul Durant 9 90 Racin Gardner 10 Brad Murphey 16 Johnny Parsons10 34 Fermín Vélez 75 Johnny O'Connell 52 Hideshi Matsuda11 43 Joe Gosek 44 Scott Harrington 32 Danny Ongais*
Scott Brayton ufficialmente si qualificò in pole position, ma rimase ucciso in un incidente nelle prove del 17 maggio. Danny Ongais lo sostituì in macchina nel giorno di gara; in accordo con le regole USAC, Ongais partì dal fondo della griglia.
Riassunto della gara La pioggia del mattino rischiava di ritardare la partenza, ma la pista era effettivamente asciutta. Il segnale a Mary Fendrich Hulman (presidente del circuito e nonna di Tony George) di dare il comando di avviare i motori fu dato in anticipo, poiché l'USAC non aveva terminato l'ispezione finale. Pertanto, i motori furono brevemente spenti per un minuto. Fu l'ultima volta che la Hulman diede il comando per l'accensione dei motori per la 500 Miglia. Dopo alcune esitazioni, le vetture partirono per i giri di riscaldamento. Hideshi Matsuda spense la macchina sul rettilineo principale, fu spinto nella pit lane dai commissari ma riuscì a ripartire per i giri di ricognizione.
Durante il primo giro di parata, Danny Ongais rimase un po' più arretrato rispetto al gruppo e fece il giro da solo per rendere omaggio alla memoria di Scott Brayton. Nel secondo giro di parata Johnny Unser fu costretto al ritiro da un problema alla trasmissione, ancora prima della partenza.
Partenza La partenza fu abbastanza lenta per gran parte della griglia, ma non per Tony Stewart che mantenne la prima posizione, mentre Eliseo Salazar superò Davy Jones per il secondo posto, e Roberto Guerrero sorpassò in un colpo solo Eddie Cheever e Buddy Lazier. Durante il primo giro, Mark Dismore compì un mezzo testacoda, finendo sul prato. Lo sporco causò una caution, durante la quale Scott Harrington, nel tentativo di recuperare la coda del gruppo, rischiò di tamponare chi lo precedeva, andando poi in un testacoda innocuo.
Al giro 11 si ruppe il motore sull'auto di Paul Durant, che si buttò nella corsia d'uscita della pit lane, salvo poi scivolare sul suo stesso olio. Alla ripartenza, al 18º giro, Ongais andò in testacoda in curva 4 senza riportare danni.
Prima metà Tony Stewart continuò a mantenere il comando per i primi 31 giri prima della sua sosta, che avvenne in anticipo rispetto al resto del gruppo, sollevando preoccupazioni sul consumo di carburante del Team Menard.
Sette secondi dietro, l'inseguimento era guidato da Roberto Guerrero, che aveva approfittato delle ripartenze per superare Davy Jones ed Eliseo Salazar. Durante la prima finestra di pit stop, Eddie Cheever dal quinto posto si trovò fuori dai giochi a causa di un problema con una pistola ad aria compressa. Jones, nel frattempo, ebbe una sosta lenta che lo fece scendere all'ottavo posto, spingendo il team Galles Racing ad adottare una diversa strategia di rifornimento.
A 11 secondi da Stewart, Eliseo Salazar tornò al secondo posto al 47º giro, e Arie Luyendyk, già in quinta posizione, toccò il muro due volte, senza subire danni. Un'altra caution arrivò al 50º giro dopo la rottura del motore di Johnny Parsons, e Tony Stewart decise di rientrare di nuovo ai box per riorganizzare la sua situazione del carburante, tornando in pista quarto; così fece anche Salazar. Roberto Guerrero condusse la ripartenza mentre Luyendyk tentò senza successo di sorpassare Buddy Lazier, che beneficiò del traffico. Dieci giri dopo, Stéphan Grégoire si ritirò per problemi al motore, dopo che una prima sosta tempestiva lo aveva portato tra i primi cinque.
Detriti sulla pista suscitarono un nuovo periodo di caution al 70º giro e un folto gruppo di piloti decise di rientrare ai box. Roberto Guerrero perse mezzo minuto nella sosta dopo un problema al bocchettone del carburante e un breve stallo. Anche Arie Luyendyk perse posizioni contro Tony Stewart, Eliseo Salazar e Alessandro Zampedri, ma l'olandese superò Salazar e Zampedri alla ripartenza. Davy Jones condusse la corsa fino al pit stop con bandiera verde al giro 87.
Poco prima della caution, il motore di Tony Stewart aveva sviluppato problemi di pressione di sovralimentazione, con un sospetto problema alla valvola pop-off temuto dai suoi ingegneri. Stewart, tuttavia, inseguì da vicino Buddy Lazier quando la gara riprese. Al giro 81, il suo motore si lasciò andare, e rientrò ai box un giro dopo per ritirarsi dalla gara. Stewart attribuì il guasto alle impopolari valvole pop-off fornite dall'USAC, che descrisse come "spazzatura". Nonostante la sua uscita anticipata dalla gara, fu riconosciuto come Rookie of the Year. Proprio dietro di lui, Eddie Cheever effettuò un pit stop, rischiando di andare un testacoda davanti alla macchina di Stewart nel momento di lasciare il box.
Arie Luyendyk raggiunse Buddy Lazier ed entrambi i piloti si impegnarono in un inseguimento ravvicinato fino a quando non emerse la caution al 94º giro, quando Brad Murphey ebbe un incidente alla curva 2. I leader si diressero ai box, dove Luyendyk stava per battere Lazier, ma la sua macchina si spense. Dopo che fu riavviata, Luyendyk riuscì a rientrare nella corsia dei box pochi centimetri davanti a Eliseo Salazar, che era alla sua destra. All'improvviso, Salazar sterzò verso Luyendyk, e la collisione mandò Salazar in testacoda attraverso l'erba e sulla pista stessa. La macchina di Luyendyk riportò danni al muso, una sospensione rotta e la carrozzeria danneggiata. Perse cinque giri per le riparazioni e si ritirò più tardi a 50 giri dalla fine. Anche la vettura di Salazar subì gravi danni alla fiancata, ma anch'essa fu riparata e perse solo un paio di giri.
Seconda metà A metà gara si erano ritirate undici vetture, e altre nove le avrebbero seguite nei successivi 50 giri. La gara ricominciò al 105º giro con Davy Jones in testa. Roberto Guerrero superò Buddy Lazier alla ripartenza, ma Jones guadagnò subito 10 secondi sul colombiano. Richie Hearn si sdoppiò superando Jones, trovandosi al sesto posto in quel momento.