Biografia Primi anni Nacque nell'Oceano Atlantico sulla nave che trasportava la sua famiglia dalle isole Canarie all'Uruguay nel 1813. I suoi genitori, Gerardo Vera e Josefa Durán, erano di Tinajo, sull'isola di Lanzarote. Fu battezzato durante uno scalo a Nossa Senhora do Desterro, oggi Florianópolis, sull'isola di Santa Catarina, in Brasile. Dopo alcuni anni, lui, i suoi genitori e i suoi fratelli (Dionísio Antonio de los Dolores, María Teodora e Mariana; il maggiore, Francisco, era probabilmente morto in Brasile) continuarono il loro viaggio verso l'Uruguay.

Vissero per circa sei anni in una fattoria in affitto ad Abra del Mallorquín, tra San Carlos e Pan de Azúcar. In seguito acquistarono una fattoria nella zona di Toledo (Canelones). Fece la sua prima pomunione nella cappella di Nostra Signora del Monte Carmelo, chiamata Cappella di Doña Ana, dove oggi si trova l'Asilo Nazionale Alejandro Gallinal.

Nel 1832 sentì la vocazione al sacerdozio. Studiò come meglio poté con dei sacerdoti e dal 1836 al 1841 fu allievo dei padri gesuiti a Buenos Aires. Si distinse per la sua intelligenza, la sua virtù, la sua pietà e anche per l'attrattiva esercitata dalla sua personalità vivace, acuta e allegra.

Sacerdozio Fu ordinato sacerdote il 28 maggio 1841 dal vescovo di Buenos Aires Mariano Medrano e celebrò la sua prima messa il 6 giugno nella chiesa di Las Catalinas a Buenos Aires. Il neo-ordinato sacerdote tornò in Uruguay, assegnato come viceparroco di Nostra Signora di Guadalupe a Canelones.

Il 4 ottobre 1859 fu nominato vicario apostolico dell'Uruguay, senza carattere episcopale, ed entrò in carica il 14 dicembre.

Ben presto dovette intervenire in un convento francescano. Secondo quanto riferito dall'ordine religioso, i sacerdoti si comportavano in modo disordinato e si accusavano a vicenda di vari crimini. Il conflitto non era dovuto a ragioni ideologiche o politiche, ma piuttosto interne. Tuttavia, alcuni frati si rivolsero alle autorità giudiziarie contro il vicario e la stampa anticattolica approfittò della situazione per cercare di screditare Jacinto Vera.

Vera cercò di rinnovare il clero e, a tal fine, nel gennaio 1860 convocò i primi esercizi spirituali per i sacerdoti. Subito dopo, iniziò un viaggio missionario nella campagna, che durò dal 25 aprile 1860 al gennaio 1861.

Uno scontro con i massoni – e con le autorità pubbliche – scoppiò nell'aprile del 1861. Quando al signor Jacobsen, che era morto dichiarandosi massone, non fu concessa una sepoltura cattolica, un gruppo di massoni cercò di forzarne la sepoltura nel cimitero cattolico. Ci furono molte accuse e si raggiunse un accordo in base al quale furono stabilite norme per i cimiteri, fu scelto un cappellano cattolico e Vera ordinò che – poiché alcuni non cattolici venivano sepolti nel cimitero cattolico – ogni tomba sarebbe stata d'ora in poi benedetta.

A metà del 1861 scoppiò un lungo scontro. Padre Juan José Gregorio Brid Marín, parroco della chiesa matrice di Montevideo e senatore della Repubblica, godeva di notevole prestigio sociale, ma trascurava il suo ministero e spesso suscitava scandalo. I cattolici più vicini alla Chiesa volevano che fosse sostituito con un sacerdote più devoto e santo. Tuttavia Brid godeva del sostegno di molte persone, tra cui politici e alcuni massoni.

Vera cercò di proporre un assistente per la parrocchia della chiesa matrice per evitare divisioni. Tuttavia, il governo tentò di interpretare la situazione secondo un presunto diritto di patronato, che la Costituzione dichiarava ma che la Chiesa non riconobbe mai, e che veniva interpretato in modo arbitrario e abusivo. In queste circostanze, Jacinto Vera difese la libertà della Chiesa in quello che divenne noto come il conflitto ecclesiastico, quando, secondo l'interpretazione del governo, la nomina e la rimozione dei parroci dovevano essere soggette all'approvazione dell'autorità civile. Lo scontro aperto portò al suo esilio a Buenos Aires dall'8 ottobre 1862 al 23 agosto 1863. Papa Pio IX approvò le sue azioni e lo nominò Prelato Domestico. Questa situazione conflittuale non fece che aumentare il suo prestigio e la stima presso i fedeli. Ottenne libertà negli incarichi ecclesiastici, che gli permise di migliorare la cura e il governo del clero, cercando parroci di buona condotta, senza pressioni sociali e politiche. Nel dicembre 1864, aiutò le famiglie che si erano rifugiate sull'Isla de la Caridad durante l'assedio di Paysandú.

Episcopato Il presidente ad interim Atanasio Cruz Aguirre chiese al Papa di nominare vescovo Jacinto Vera. Il 16 luglio 1865 fu ordinato vescovo da monsignor Mariano José de Escalada, con il titolo di vescovo titolare di Megara.

Nel 1867 si recò a Roma per il XIX centenario del martirio di San Pietro e visitò Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Nel 1870 partecipò al Concilio Vaticano I. Si recò anche in Terra Santa.

Dal 10 al 17 luglio 1871, guidò una missione di pace tra il generale Timoteo Aparicio e l'esercito governativo del presidente Lorenzo Batlle. Quando la mediazione fallì, ebbe luogo la battaglia di Manantiales.

Appoggiò con forza il ritorno dei gesuiti in Uruguay, che si stabilirono definitivamente a Montevideo il 3 settembre 1872. Promosse la presenza dei salesiani in Uruguay, il cui primo gruppo giunse il 26 dicembre 1876. Mantenne una corrispondenza epistolare con san Giovanni Bosco, che lo stimava molto.

Il 13 luglio 1878 il vicariato apostolico di Montevideo fu elevato al rango di diocesi in forza della bolla Ex quo di papa Leone XIII. e due giorni dopo Jacinto Vera prese possesso della cattedrale come primo vescovo del paese. Il 16 dicembre 1878 benedisse la prima pietra del seminario conciliare di Montevideo, affidato alla Compagnia di Gesù, che accolse i suoi primi alunni nel 1880. L'istituzione continuò poi come Scuola Sacro Cuore e, separatamente, come Seminario Interdiocesano Cristo Re.

Morte

Durante una missione, morì a Pan de Azúcar il 6 maggio 1881. Il suo funerale fu la più grande manifestazione pubblica dell'epoca. Poco dopo, grazie a una sottoscrizione pubblica, fu eretto un monumento funebre nella cattedrale di Montevideo. Morì in fama di santità e fu elogiato da persone di ogni ceto sociale, persino dai suoi avversari, come uomo di integrità, grande virtù e generosità, un padre per i poveri, ai quali donò tutto ciò che aveva.

È considerato il padre della Chiesa in Uruguay, in quanto primo vescovo, fondatore del clero nazionale e organizzatore del laicato e della stampa cattolica. Facilitò l'arrivo di congregazioni religiose maschili e femminili e promosse l'educazione cattolica. Fu un grande missionario che percorse l'intero Paese tre volte, un viaggio stimato in 150.000 km, in un'epoca in cui strade e ponti erano quasi assenti.

Causa di canonizzazione La causa di Mons. Vera iniziò nel 1935 con il Processo Ordinario Informativo che si protrasse fino al 1941, con un supplemento infomativo nel 1950. La Positio è stata accolta dalla Congregazione per le cause dei santi e ne è stato riconosciuto il valore storico con decreto del 28 febbraio 1992.

Dopo un lungo studio delle sue virtù eroiche, Jacinto Vera è stato proclamato venerabile da Papa Francesco il 5 maggio 2015.

Sabato 17 dicembre 2022, Papa Francesco ha riconosciuto un miracolo attribuito a Jacinto Vera, confermandone osì la beatificazione. Il 6 maggio 2023, la beatificazione del primo vescovo delle terre uruguaiane è stata celebrata allo Stadio del Centenario di Montevideo con una celebrazione eucaristica presieduta dal legato del Papa, il cardinale Paulo Cezar Costa.

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Papa Benedetto XIII Papa Benedetto XIV Papa Clemente XIII Cardinale Bernardino Giraud Cardinale Alessandro Mattei Cardinale Giacomo Giustiniani Cardinale Pietro Ostini Vescovo Mariano Medrano y Cabrera Arcivescovo Mariano José de Escalada Bustillo y Zeballos Vescovo Jacinto Vera y Durán

Note

Bibliografia Julio Sánchez Rodríguez, Jacinto Vera Durán, primer obispo de Montevideo, Iglesia al Día, nn. 186-188, 2005

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