Biografia Álvaro Siza Vieira è nato a Matosinhos, tradizionale porto peschereccio del settentrione del Portogallo, nei pressi della città di Porto. È figlio di Júlio Siza Vieira (1902–1985), ingegnere di formazione, e di Cacilda Ermelinda Camacho Carneiro de Melo (1905–2006). Si sposò con Maria Antónia Marinho Leite (1940–1973), con la quale ebbe due figli, uno dei quali è anch'egli architetto: Álvaro Leite Siza Vieira. È, inoltre, zio paterno di Pedro Siza Vieira.

Tra il 1949 e il 1955 studiò presso la Scuola Superiore di Belle Arti di Porto, dove poi sarebbe ritornato nel 1976 come professore assistente. Fu fortemente influenzato dalle opere degli architetti Adolf Loos, Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto, nonché dall'insegnamento di Fernando Távora, suo professore e una delle principali figure della Scuola di Porto: con Távora collaborò dal 1955 al 1958, sviluppando successivamente una forte amicizia e una complicità creativa.

Siza, in questo modo, riuscì presto a sviluppare un proprio linguaggio, impregnato non solo di riferimenti modernisti internazionali, ma anche di un forte radicamento nella forte tradizione costruttiva portoghese: ne risultarono opere di grande raffinatezza e dettaglio nel contesto del Modernismo in Portogallo, tra cui spicca la Casa da Chá da Boa Nova e la Piscina delle Maree a Leça da Palmeira, il Museo di Arte Contemporanea di Serralves, la chiesa di San Marco di Canaveses, o il museo della Fondazione Iberê Camargo, a Porto Alegre, in Brasile.

Le sue opere si trovano in tutto il mondo, dall’America all’Asia, passando per paesi come Portogallo, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Brasile, Corea del Sud, Stati Uniti, tra gli altri. Nei Paesi Bassi, ha diretto, tra il 1985 e il 1989, il Piano di Recupero della Zona 5 di Schilderswijk, a L'Aia; nel 1995, ha concluso il progetto per i blocchi 6–7–8 del Ceramique Terrein, a Maastricht. È autore del piano di ricostruzione della zona del Chiado, a Lisbona, distrutta da un incendio nel 1988. In Spagna, invece, ha realizzato il progetto per il Centro Meteorologico della Villa Olimpica a Barcellona; quello del Centro Galego de Arte Contemporánea, della Facoltà di Scienze dell’Informazione a Santiago di Compostela, e anche in Galizia un padiglione polivalente sull’Isola di Arousa e il Café Moderno a Pontevedra; il rettorato dell’Università di Alicante; l’Edificio Zaida, a Granada; e il Complesso Sportivo Ribero Serralo, a Cornellà de Llobregat.

Nel 2013 il Politecnico di Milano gli ha conferito una laurea honoris causa in Architettura.

Poetica e stile Prodromi: la ricerca di Távora La poetica e la produzione architettonica di Siza vanno inquadrate nell'ambito della «Scuola di Porto», e in particolare a partire dalla lezione di Fernando Távora, con il quale infatti sviluppò una forte affinità progettuale e umana. Il Portogallo, emancipatosi dallo stile monumentale e declamatorio prediletto da António de Oliveira Salazar e come reazione allo stato di marginalizzazione subito durante il suo regime,. stava infatti conducendo nella seconda metà del XX secolo una riflessione dialettica tesa tra la fascinazione della cultura architettonica europea di matrice modernista e la ricerca di un radicamento nelle tradizioni costruttive locali: la produzione architettonica di Távora, appunto, si innestò sulla ricerca di una terceira via, «un’architettura che sia al tempo stesso portoghese e moderna» (Marco Biraghi).

La dialettica tra innovazione e tradizione

Da queste coordinate Siza avviò la propria indagine progettuale, attiva secondo i parametri di quello che Kenneth Frampton definì «regionalismo critico»: ispirandosi alla riflessione di Paul Ricoeur, in tal senso, Frampton affermò infatti che fosse «necessario considerare la cultura regionale non come un dato immutabile, ma piuttosto come qualcosa che deve essere coltivato coscientemente», ovvero in maniera critica.

La ricerca di Siza - malgrado il ripetersi di numerose soluzioni - è iscrivibile con fatica negli stretti orizzonti di uno stile. In ogni caso, è possibile affermare che il suo approccio, sia dal punto di vista culturale che metodologico, è sempre stato connotato da un confronto fecondo tra innovazione e tradizione. Da una parte, infatti, nella sua opera vi è una sensibile apertura alle influenze internazionali: Alvar Aalto viene ad esempio citato nelle curve della Biblioteca dell'Università di Porto e nel suo doppio sistema di lucernari; Adolf Loos emerge nell'impianto asimmetrico dell’Edificio della medesima facoltà; il delicato e monumentale velario del Padiglione del Portogallo, invece, evoca la tradizione ingegneristica del calcestruzzo armato del XX secolo. Vi è, in parallelo, tuttavia anche un'inclusione del moderno nella tradizione: con la mediazione del Modernismo, in questo modo, il vernacolo portoghese viene sfrondato delle sue implicazioni ornamentali e si esprime attraverso geometrie depurate, nette, lisce, tettoniche, veri e propri volumi scolpiti nella luce, come nella chiesa di Santa Maria di Marco de Canaveses o nella Piscina delle Maree di Leça da Palmeira, la quale - non cedendo a tentazioni organiciste - pure presenta delle volumetrie molto marcate e definite. A proposito di quest'ultima opera Siza avrebbe poi affermato:

Il rapporto col contesto

Altra direttrice progettuale fondamentale nell'opera di Siza è l'importanza della relazione tra l'architettura e il suo contesto (le circostanze di Fernando Távora). Siza, in tal senso, intende realizzare delle costruzioni in grado di svelare e far capire il senso più genuino del luogo nel quale sorgono, che risulta così evidente proprio grazie al lavoro dell'architetto. Ciò, ad esempio, risulta paradigmatico nella Piscina delle Maree di Leça da Palmeira, dove l'invaso della piscina si integra nelle rocce frastagliate della costa, realizzando «un'architettura di linee tese, lunghe murature» alla ricerca di «un incontro tra le rocce», come evocato dallo stesso Siza..

Questa valorizzazione del sito costruito emerge in controluce anche nella chiesa di Santa Maria di Marco de Canaveses, ubicata in un contesto particolarmente degradato dal punto di vista urbano: Siza, per questo motivo, scelse di sopraelevarla su un basamento che, in questo modo, non crea un isolamento, bensì genera dei «cannocchiali» che consentono di vedere ciò che in quel sito è di maggiore qualità, cioè il paesaggio in lontananza, rispetto all'edilizia dell'immediato intorno.

Ne risulta, in sintesi, un’architettura che non si impone sul luogo, prevaricandolo, ma che al contrario ne accoglie e interpreta alcune specificità, restituendole in forma chiarificata attraverso l’opera stessa.

Opere

1958–63 – Ristorante e Casa de Chá da Boa Nova a Leça da Palmeira, Portogallo 1958–65 – Piscina a Quinta da Conceição, Portogallo 1966 – Piscina delle Maree a Leça da Palmeira, Portogallo 1977–97 – Quartiere residenziale di Malagueira, Évora, Portogallo 1980–84 – Complesso residenziale "Bonjour Tristesse" a Berlino, Germania 1981–85 – Casa Avelino Duarte a Ovar, Portogallo 1983–88 – Abitazioni sociali "Punt en Komma" a L'Aia, Paesi Bassi 1983–93 – Centro Galego di Arte Contemporanea a Santiago di Compostela, Spagna 1985–2009 – Concorso di architettura per il recupero di Campo Marte nell'isola della Giudecca, Venezia 1986–87 – Studio urbanistico del quartiere Pendino a Napoli 1986–94 – Istituto Superiore dell'Educazione a Setúbal, Portogallo 1987–96 – Facoltà di Architettura dell'Università di Porto 1988 – Interventi di ricostruzione della zona del Chiado, Lisbona, Portogallo 1990–92 – Centro Meteorologico del Villaggio Olimpico di Barcellona a Barcellona, Spagna 1991–95 – Stabilimento Vitra a Weil am Rhein, Germania 1991–2000 – Abitazioni "A Fachada", "Arco Íris" e "Torre di Siza" a Maastricht, Paesi Bassi 1993 – Sede "Dimensione Fuoco" a San Donà di Piave (VE) 1995–98 – Padiglione del Portogallo all'Expo '98 di Lisbona, Portogallo 1998 – Restauro della chiesa madre di Salemi e della piazza Alicia (con Roberto Collovà) 1998–2005 – Sette case nel parco di Villa Colonnese ad Arcugnano (Vicenza) 1998–2006 – Centro culturale e auditorium della Fondazione Ibere Camargo a Porto Alegre, Brasile 1999 – Progetto per la sistemazione della Pietà Rondanini di Michelangelo al Castello Sforzesco, Milano (non realizzato) 2000–2015 – Stazione Municipio della Linea 1 della Metropolitana di Napoli, Napoli (con Eduardo Souto de Moura) 2001–06 – Complesso sportivo Ribera-Serrallo a Cornellà de Llobregat, Barcellona, Spagna 2002 – Centro del distretto municipale sud a Rosario, Argentina 2004 – Ristrutturazione e conversione in museo del Palazzo Donnaregina a Napoli 2005 – Padiglione temporaneo della Serpentine Gallery a Londra, Regno Unito (con Eduardo Souto de Moura) 2007–10 – Mimesis Museum a Paju Book City, vicino a Seul, Corea del Sud 2008 – Museo Iberê Camargo, Porto Alegre, Brasile 2011–12 – Alvaro Siza. Viagem sem Programa, collezione di disegni e schizzi presentata alla Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2012 – Padiglione celebrativo per la 13ª Mostra internazionale di architettura di Venezia, presso il "Giardino delle Vergini", Giardini della Biennale, Venezia 2016 – Museu Nadir Afonso, Chaves, Portogallo

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Sezione specifica nel sito Pritzker Architecture Prize Sezione specifica nel sito Alvaro Siza. Viagem sem Programa, Collateral Events of 13th Biennale di Architettura di Venezia

Categoria:Vincitori del Premio Pritzker Categoria:Laureati honoris causa del Politecnico di Milano