Biografia

Pittore del Rococò e del Neoclassico, le sue opere erano principalmente ad affresco e frequentemente per palazzi della nobiltà. Fu attivo a Roma e lavorò per l'amministrazione di papa Pio VI di cui, insieme alla sua famiglia, fu pittore predilettoItalo Faldi, Opere romane di Felice Giani, p.239; V. Casale, Liborio Coccetti e la grottesca ai tempi di papa Braschi, «Labyrintos», 7-8 (1985), pp. 73-118.. Prima di giungere a Roma, dipinse una pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino con i santi Pietro e Paolo (1775) per la chiesa di San Pietro Apostolo a Corvia, fuori Foligno. Ha anche affrescato un San Marco in gloria (ca. 1775) per la volta di San Marco, una chiesa di Sant'Eraclio fuori Foligno. Ha affrescato un'Assunzione della Vergine nella cappella, così come un'altra Allegoria della Musica (1780 circa)Illustrato nel sito web della Fondazione Federico Zeri nel Palazzo Benedetti di Montevecchio a Spoleto. Affrescò anche nella chiesa di San Domenico e Palazzo Morelli (1773-1775) a Spoleto. A Terni dipinse un affresco raffigurante la Gloria della Trinità per l'abside del Duomo di quella città. Dipinse anche affreschi mitologici in due sale di Palazzo Gazzoli.

A Roma dal 1779, Coccetti dipinse un'Assunzione sulla volta a botte nella chiesa di Santa Maria della Concezione dei CappucciniChiesa di Santa Maria della Concezione", Turismo Roma, Dipartimento Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda e insieme a Felice Giani decorò gli interni di Palazzo di SpagnaJorge García Sánchez, La intervención del arquitecto Antonio Celles en las reformas del Palacio de España en Roma (1814-1815), 2007-2008, a questi si aggiunsero, tra i molti, gli interventi nei palazzi della Consulta, Chigi, Spada, Braschi, Monte Giordano; nei dintorni di Roma nel castello Braschi di Nemi, nella Rocca abbaziale di Subiaco, nel palazzo Chigi di Ariccia. Traendo ispirazione dalle recenti scoperte archeologiche in area napoletana, si distinse, insieme al Giani, Nicola Lapiccola e Giovanni Battista Marchetti, nella decorazione parietale "neopompeiana" come specialista di pitture neoclassiche d'appartamentoAA. VV., Dipinti tra rococò e neoclassicismo da palazzo Chigi in Ariccia e da altre raccolte, 2013, p.39. A causa di presunte simpatie verso il governo napoleonico, trovò protezione dal 1810 circa presso Pietro Gabrielli, della cui dimora in Monte Giordano decorò gli ambienti, con cicli di affreschi tratti dall’Antico Testamento, dalla Genesi e dalla storia romana, fino al 1816 anno della sua morteFaldi, Opere romane... cit..

Note

Bibliografia Italo Faldi, Opere romane di Felice Giani in Bollettino d'Arte, IV serie, 1952 fasc. III.

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