Militante del Partito Radicale dal 1975, ha lavorato a Radio Radicale, di cui è stata vicedirettrice, e ha coordinato diverse campagne referendarie dei radicali fra gli anni Ottanta e Novanta. È stata due volte segretaria dei Radicali Italiani, dal 2006 al 2008 e dal 2013 al 2015, e deputata nella XVI legislatura, eletta nel 2008 nelle liste del Partito Democratico, dove si è occupata soprattutto di giustizia e di carceri. È conosciuta per le azioni di disobbedienza civile a favore della legalizzazione della cannabis e per i ripetuti scioperi della fame contro il sovraffollamento carcerario, il più lungo dei quali, nel 2020, è durato 35 giorni. Nel 2025 l'Unione delle Camere penali italiane le ha assegnato il premio "Riccardo Polidoro" per la difesa della dignità dei detenuti.
Biografia Gli inizi nel Partito Radicale Di famiglia non radicale (il padre votava MSI, la madre Democrazia Cristiana), si avvicina ai Radicali di Marco Pannella nel 1975, poco dopo la vittoria del "no" al referendum sul divorzio del 1974, che aveva confermato la legge approvata nel 1970. In quel periodo il Partito Radicale aveva avviato anche la campagna "contro l'aborto clandestino e di massa" per la depenalizzazione del reato di aborto. In un'intervista del 2019 ha raccontato di essere andata ad abortire a Londra da giovane, quando in Italia l'aborto era ancora illegale. Lavora alle campagne referendarie del 1978 e del 1981.
Nel 1976 costituisce con Bruno Tescari il Fronte Radicale Invalidi (FRI) per i diritti delle persone con disabilità e conduce una campagna per il superamento delle barriere architettoniche. Nel 1977, a fronte del divieto di manifestare imposto dall'allora Ministro dell'interno Francesco Cossiga, organizza disobbedienze civili assieme agli invalidi in carrozzella, costruendo scivoli in cemento davanti agli uffici pubblici o aperti al pubblico.
Radio Radicale e campagne referendarie Nel 1981 inizia a collaborare con l'agenzia di stampa Notizie Radicali e nel contesto della campagna del Partito Radicale contro lo sterminio per fame nel mondo, fonda l'agenzia settimanale "Azione Sopravvivenza". Fa il suo ingresso a Radio Radicale nel gennaio del 1983 e vi collabora, anche come vicedirettrice, fino al 1992, quando assume il coordinamento della raccolta delle firme per nove referendum. Dopo essere stata presidente del consiglio generale del Coordinamento Radicale Antiproibizionista (Cora), dà vita al Movimento dei Club Pannella-Riformatori, di cui è coordinatrice nazionale, e coordina la campagna dei 20 referendum del 1995.
Negli anni successivi si dedica soprattutto ai diritti civili e politici, con azioni di disobbedienza civile, scioperi della fame, sit-in, presidi nonviolenti e walk-around. Nel 1995 porta avanti con altri sette militanti uno sciopero della fame di oltre un mese contro l'ostruzionismo dei mezzi d'informazione lamentato dai Radicali, per chiedere a giornali e televisioni spazio sui 20 referendum promossi dal movimento; il digiuno si conclude nel novembre 1995 con la manifestazione dei 'nudi' al Teatro Flaiano. Anima inoltre alcune distribuzioni pubbliche di hashish come atto di disobbedienza civile: il 27 agosto 1995 al mercato di Porta Portese, per la quale è processata insieme a Paolo Vigevano, Benedetto Della Vedova, Vittorio Pezzuto e Mimmo Pinto, e il 12 ottobre 1997 in piazza Navona.
Nel 1998 è tra i promotori, con la Lista Pannella, dello sciopero della fame collettivo per la sopravvivenza di Radio Radicale e per la libertà d'informazione, al quale secondo i promotori avevano aderito alla fine di maggio oltre 4.600 cittadini. Nel 1999 coordina la raccolta delle firme per i 20 referendum promossi dalla Lista Emma Bonino e l'anno seguente si candida per la Lista Pannella alla presidenza della regione Lazio, ottenendo alle elezioni il 2,2% dei voti.
Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani Nel settembre del 2002 è tra i fondatori dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica, di cui sarà segretaria. Dopo aver lasciato a Marco Cappato la guida dell'Associazione Luca Coscioni, dal 2003 al 2006 è tesoriera dei Radicali Italiani, in anni di forte difficoltà finanziaria per l'area radicale. Alle elezioni politiche del 2006 è candidata per il Senato con la Rosa nel pugno senza essere eletta. Il V congresso, nel novembre 2006, la elegge a larghissima maggioranza segretaria del movimento, su proposta di Pannella, con 182 voti favorevoli; è la terza donna nella storia del Partito Radicale a ricoprire l'incarico.
Nell'agosto 2007, in una conferenza stampa alla Camera sulla relazione annuale sulle tossicodipendenze, afferma che la crescita delle compravendite di esercizi commerciali e di immobili nel centro di Roma, attorno ai palazzi della politica, possa nascondere il riciclaggio dei proventi del mercato degli stupefacenti da parte della criminalità organizzata, e osserva che nei locali della zona la lingua più parlata è il napoletano. Le frasi le attirano accuse di razzismo da esponenti di vari partiti; Bernardini le respinge, negando di aver mai equiparato i napoletani ai camorristi.
Lascia la segreteria al congresso del 29 giugno 2008, al quale non si ricandida; le succede Antonella Casu.
Deputata (2008-2013) Alle elezioni politiche dell'aprile 2008 è eletta alla Camera dei deputati nella circoscrizione Sicilia 2, nelle liste del Partito Democratico, all'interno della delegazione Radicale nel PD; nella XVI legislatura fa parte della commissione Giustizia.
Come deputata si occupa soprattutto di giustizia: abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, responsabilità civile dei magistrati, riforma in senso uninominale del sistema elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura. Su questi temi il 29 settembre 2008 ha inoltre organizzato con Emma Bonino e Giuseppe Rossodivita una conferenza nazionale.
Nel febbraio 2010 conduce uno sciopero della fame per nove obiettivi politici, che riguardano principalmente le carceri, la trasparenza delle istituzioni e le elezioni regionali del 2010: la pubblicazione dei dati finanziari sulle spese della Camera dei deputati: obiettivo raggiunto il 17 febbraio 2010, quando il presidente della Camera Gianfranco Fini le consegna un documento con il dettaglio delle spese; l'attuazione del regolamento penitenziario: obiettivo raggiunto il 21 febbraio 2010 con una bozza di disegno di legge del ministro della giustizia Angelino Alfano sulla riforma del sistema carcerario e sulle pene alternative; l'approvazione immediata del disegno di legge di adeguamento dell'ordinamento italiano allo statuto istitutivo della Corte penale internazionale; l'anagrafe pubblica degli eletti online dei deputati; l'attuazione della risoluzione n. 6-00012 per la riforma organica della giustizia; la garanzia del diritto di voto per i detenuti e per i malati intrasportabili alle elezioni regionali del 2010; la presenza di autenticatori per la raccolta delle firme per le elezioni regionali; il contrasto alle affissioni abusive di manifesti elettorali per le elezioni regionali.
Seconda segreteria e iniziative sulle carceri Nel novembre 2013 il XII congresso di Radicali Italiani, riunito a Chianciano Terme, la elegge per la seconda volta segretaria del movimento, incarico nel quale è confermata dal XIII congresso dell'anno successivo e che mantiene fino al novembre 2015, quando le succede Riccardo Magi. Nel 2015 è chiamata a coordinare il tavolo degli Stati generali dell'esecuzione penale dedicato al riconoscimento e all'esercizio del diritto all'affettività delle persone detenute. Il 30 gennaio 2019, in udienza pubblica, consegna a papa Francesco le lettere e le firme di quasi 20.000 detenuti.
Il 17 luglio 2019 è convocata in caserma dai carabinieri, e vi resta alcune ore, dopo il sequestro di 32 piante di cannabis che coltivava sul terrazzo di casa come atto di disobbedienza civile per la legalizzazione e per rendere effettivo il diritto dei malati ad accedere alla cannabis terapeutica. Denunciata a piede libero, fa allegare al verbale di sequestro la seguente dichiarazione: "Esprimo tutto il mio disappunto per la decisione della Procura di Roma di non procedere al mio arresto, come accade a tutti i cittadini che vengono sorpresi a coltivare marijuana. Così si usano due pesi e due misure e la legge finisce per non essere uguale per tutti. La vera disobbedienza civile esige che non ci siano esimenti di tipo politico quando si decide di violare la legge in vigore. Che migliaia di malati non riescano ad accedere ai farmaci cannabinoidi per l'inefficienza dello Stato è semplicemente intollerabile, tanto più che la legge che ne prevede la somministrazione risale al 2007".
Il 10 novembre 2020 inizia uno sciopero della fame, durato 35 giorni, per chiedere a Governo e Parlamento interventi immediati per ridurre il sovraffollamento carcerario e impedire il dilagare del COVID-19 negli istituti di pena. Fra le misure richieste, oltre a un provvedimento di amnistia e indulto, l'ampliamento della detenzione domiciliare e il ripristino della liberazione anticipata speciale. All'iniziativa aderiscono migliaia di cittadini, liberi e detenuti, e diverse personalità della politica, della cultura e del diritto. Luigi Manconi, Sandro Veronesi e Roberto Saviano annunciano la loro adesione con tre articoli usciti il 27 novembre rispettivamente su La Stampa, sul Corriere della Sera e su la Repubblica; oltre 130 docenti di discipline penalistiche sottoscrivono l'appello di adesione promosso da Giovanni Fiandaca e Massimo Donini; l'8 dicembre Adriano Sofri annuncia dalle colonne del Il Foglio la propria partecipazione.
L'11 dicembre, al 31º giorno di digiuno, Bernardini scrive al presidente della Repubblica Sergio Mattarella una lettera controfirmata dal segretario del Partito Radicale Maurizio Turco e dalla tesoriera Irene Testa. Il 15 dicembre, al 35º giorno, sospende lo sciopero dopo l'annuncio di un incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si tiene il 22 dicembre a Palazzo Chigi. Il 7 gennaio 2021, lamentando l'inerzia del Governo sulle carceri, riprende lo sciopero della fame, poi interrotto per l'assenza di interlocutori istituzionali dovuta alla crisi di governo.
Il 3 marzo 2023 il segretario del Partito Radicale Maurizio Turco annuncia che, non avendo rinnovato l'iscrizione, Bernardini decade dal Consiglio generale del partito. Nell'agosto 2023 Radicali Italiani e diverse personalità del mondo politico e giuridico ne propongono la nomina nel collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale; il nuovo collegio, nominato nel gennaio 2024, risulterà tuttavia composto da altri membri.
Elezioni europee del 2024 Nell'aprile del 2024, in occasione delle elezioni europee, Matteo Renzi annuncia la candidatura di Bernardini per la lista di scopo Stati Uniti d'Europa come capolista nella circoscrizione isole. Conduce la campagna elettorale in sciopero della fame, iniziato il 9 maggio, per chiedere al Parlamento interventi contro il sovraffollamento delle carceri; dopo 28 giorni sospende il digiuno annunciando la calendarizzazione alla Camera della proposta di legge di Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale, che arriva in aula il 24 giugno con il voto fissato al 17 luglio. Raccoglie 3.883 preferenze, piazzandosi quarta, ma la lista non supera la soglia di sbarramento.
Presidenza di Nessuno tocchi Caino