La sindrome da distress respiratorio, o ARDS, è una sindrome caratterizzata da ipossiemia (PaO2/FiO2 ≤200), scarsa compliance respiratoria, necessità di pressione positiva di fine espirazione (PEEP) alla ventilazione meccanica e riscontro radiografico di infiltrati polmonari.

Nel caso di neonato, prende il nome di Sindrome da distress respiratorio neonatale (NRDS): si ha un'assenza o riduzione del surfattante, che è responsabile dell'aumentata consistenza dei polmoni, propria dell'ARDS.

Condizioni predisponenti

inalazione gas tossici annegamento infezioni (virus, batteri, funghi) overdose di farmaci shock trauma (ustioni, embolia gassosa, contusione polmonare, trauma cranico) radiazioni altitudini elevate alterazioni ematologiche complicanze ostetriche (tossiemia, embolia amniotica, endometrite post-partum) ostruzione linfatica circolazione extracorporea senza ventilazione meccanica alterazioni metaboliche (pancreatite, uremia)

Clinica Il paziente mostra lievi segni di distress caratterizzati da tachipnea, dispnea e aumentato fabbisogno di ossigeno. Entro poche ore si sviluppa ipossiemia severa senza ipercapnia.

L'auscultazione polmonare può rilevare rantoli sparsi.

L'inizio dell'ARDS può essere molto variabile nella sepsi, fulmineo nell'aspirazione polmonare o insidioso nei danni neurologici acuti o nello shock.

L'insufficienza respiratoria determina addensamenti diffusi bilaterali evidenti all'RX e frequenti infezioni sovrapposte che portano a morte in più del 50% dei casi.

Nella fase acuta i polmoni si presentano diffusamente aumentati di consistenza, rossastri, congesti e pesanti, con un danno alveolare diffuso (istologicamente si osserva edema, membrane ialine, infiammazione acuta).

Nella fase di proliferazione e organizzazione compaiono aree confluenti di fibrosi interstiziale con proliferazione di pneumociti di II tipo.

Frequenti le sovrainfezioni batteriche nei casi fetali.

Trattamento Poiché nel 70% dei casi il paziente muore non per insufficienza respiratoria ma per altri problemi legati alla causa scatenante (principalmente problemi multisistemici che provocano insufficienza renale, epatica, gastroenterica, danni al SNC o sepsi) la terapia deve mirare a eliminare la causa che ha provocato l'ARDS.

Distress nel neonato

La sindrome si può osservare nel 2,5-3% dei bambini ricoverati in Unità di Terapia Intensiva Pediatriche. L'incidenza è inversamente proporzionale all'età gestazionale ed al peso alla nascita.

Il distress neonatale è caratterizzata da ipossia, infiltrati polmonari diffusi alla radiografia del torace, pressione di occlusione in arteria polmonare, funzione cardiaca normale. Si verifica cianosi. Se i movimenti respiratori sono fatti a bocca chiusa si deve sospettare ostruzioni alte: la bocca dev'essere aperta e le cavità orofaringee ripulite dalle secrezioni con un'aspirazione delicata.

Molto importante è la prevenzione della prematurità (compresa la non esecuzione di un taglio cesareo non necessario o intempestivo), la gestione appropriata della gravidanza e del travaglio ad alto rischio e la previsione e il possibile trattamento in utero dell'immaturità polmonare.

Voci correlate Corioamniosite Microbiota polmonare Stress

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