Le Terme della Rotonda sono uno dei numerosi complessi termali della Catania romana. Costruite tra il I ed il II secolo, esse sorgono a poca distanza dal teatro greco romano e dall'odeon. In epoca bizantina, sui ruderi delle terme, sorse la chiesa di Santa Maria della Rotonda, che preserva ancora al proprio interno affreschi medievali e barocchi di pregevole fattura.

Etimologia

Il nome Rotonda deriva dalla singolare struttura architettonica della chiesa, formata da una grande cupola a tutto sesto, circondata da contrafforti e posta su un edificio a perimetro quadrato, all'interno del quale è ricavata un'aula circolare.

L'edificio è spesso indicato col toponimo de La Rotonda (o La Ritonda) nelle vedute cittadine del XVI e XVII secolo. Diversi antiquari secenteschi (Giovanni Battista de Grossis e Ottavio D'Arcangelo, tra gli altri) si riferiscono all'edificio anche con il nome di Pantheon. Fino al XVIII secolo, in effetti, era diffusa l'opinione, in realtà infondata, che la cupola della Rotonda fosse servita da modello per il celebre edificio romano.

Storia

Secondo recenti studi, frutto di campagne di scavo condotte nel 2004-2008 e nel 2015, la struttura termale, sorta in un'area già frequentata nell'Età del rame iniziale, risalirebbe, nel suo primitivo impianto, al I-II secolo. Ingrandita nel corso del III secolo, epoca di notevole arricchimento per la città, la struttura venne poi abbandonata e trasformata in chiesa in epoca bizantina, verso la fine del VI secolo. Insieme alla Cappella Bonajuto, la Rotonda rappresenta dunque una delle pochissime tracce della Catania bizantina.

Probabilmente dedicato al culto della Madonna sin dal suo sorgere, l'edificio di culto venne orientato originariamente in senso nord-sud.Analogamente a quanto avvenne per le strutture forse coeve come la chiesa del Salvatore o la cappella ricavata nelle cosiddette Grotte bianche. Dal IX secolo, a ridosso della chiesa e tra le rovine delle terme, sorse un'ampia area cimiteriale destinata ad essere intensamente utilizzata fino al XVI secolo. Successivamente al terremoto del 1169, che danneggiò il presbiterio bizantino, vi fu il cambio di orientamento (da nord-sud a est-ovest), l'apertura dell'ingresso con portale ad ogiva e la realizzazione di un'abside ad esso contrapposta. La chiesa venne successivamente adeguata a cappella funebre per figure di rango elevato ed è stato ipotizzato che possa provenire proprio dalla Rotonda il monumento funebre, risalente al XIV secolo, di Federico Maletta, oggi conservato al Museo Civico di Castello Ursino. Nel XVI secolo, con la realizzazione di un nuovo ingresso con portale rinascimentale, l'orientamento tornò ad essere nel senso nord-sud.

Una prima menzione dell'edificio si trova in alcuni frammenti dell'opera di Lorenzo Bolano sulle antichità di Catania, riportati dal Carrera nelle sue Memorie historiche della città di Catania.Pietro Carrera, Delle memorie historiche della città di Catania, spiegate in tre volumi. In Catania, nel Palazzo dell'illustrissimo senato, per Giovanni Rossi, 1639-1641. Ottavio D'Arcangelo lo cita nei suoi manoscritti, nel 1633, e nota che «è a tutta volta fabbricata tanto la cupola maggiore quanto le otto in forma di cappellette che vi sono attorno in figura quadra».Guido Libertini, Scoperte recenti riguardanti l'età bizantina a Catania e provincia. La trasformazione di un edificio termale in chiesa bizantina (La Rotonda), in Aa.Vv., Atti dell'VIII Congresso Internazionale di Studi bizantini, Palermo, 3-10 aprile 1951, Roma, Associazione nazionale per gli studi bizantini, 1953, p. 167. L'edificio fu a lungo ritenuto il più antico tempio cristiano di Catania e comune era la credenza che l'edificio fosse stato consacrato alla Madonna già nel 44.Francesco Paternò Castello di Carcaci, Descrizione di Catania e delle cose notevoli ne' dintorni di essa, Catania, 1841, p. 188: "Questo bagno attesa la elevatezza del sito non potea essere animato che dalle acque di Licodia e Valcorrente. In tempi a noi più vicini la descritta stanza fu volta a chiesa mediante apertura d'ingresso prima ad ovest a sesto gotico, dopo a sud di forma moderna. Il volgo e gli scrittori di cose patrie alquanto remoti come il Bolano il Carrera il Grosso il Previtera l'Amico credeano l'edificio essere stato a bella posta alzato a tempi di paganesimo in onore delle false divinità, ad imitazione del pantheon di Roma, errore che la iscrizione sopra la porta d'ingresso, e a caratteri cubitali replicato nell'interno, conferma, aggiungendo questo cangiamento di culto essersi effettuato dallo stesso principe degli apostoli San Pietro l'anno 44 di nostra era". In epoca moderna, come già accennato, molti storici lo credettero un Pantheon pagano 'a tutti i Numi consacrato'.Vito Maria Amico scrive: "Dicono essere stata S. Maria della Rotonda un antico tempio a tutti i Numi consacrato, volgarmente Pantheon, e cambiato ai sacri riti dall'Apostolo S. Pietro". Idem, Dizionario topografico della Sicilia (già Lexicon topographicum Siculum..., Panormi, 1757-1760), tradotto dal latino ed annotato da Gioacchino Di Marzo, Palermo, 1855, vol.1, p.287. Tale tradizione, seppur errata, mantenne per quasi 3 secoli il suo fascino, almeno fino a D'OrvilleJacques Philippe D'Orville, Sicula, quibus Siciliae veteris rudera, additis antiquitatum tabulis, illustrantur, con aggiunte a cura di Pieter Burman il Giovane, Amstelaedami [Amsterdam], apud Gerardum Tielenburg, 1764, parte prima, pp.214-215. Afferma D'Orville: "Primo loco notandum venit Templum rotundae structurae, &, nisi quod longe minus fit, fatis adsimile illi aedi Romanae, quae hodie la Rotonda, olim Pantheon vocabatur. Carrera id describit fide P. Blondi, Bolani & Archangeli: qui partim falsa de eo aedificio tradunt, partim vera. Quale illud sit, ex adjecta figura colligitur, integrum enim plane est: muri ex coctis lapidibus firmissimis ducti sunt. Tholus hodie clausus est turricula: sed superiora fuisse adaperta, & hanc structuran esse aevi recentioris cum Carrera arbitror. forte etiam fenestrae illae posteriorum temporum sunt. hodie Sancatae Mariae dicatum est. idem adseverat fuisse omnium Deirum templum sife Pantheon. Sed hoc nullo testimonio adstruitur. nam aliis numinibus singularibus etiam fabricae rotundae sana exstrui solebant. inepte & indocte autem ex aedificii antiquitate judicat, Romanos ad hujus imitationem fabricasse Pantheon, quod secundum ipsum non valde antiquum est, ut pote M. Marcelli opera Augusti Caesaris aetate estructum. quum omnes omnes sciant a M. Agrippa fuisse factum, sive potius instauratum, & ornatum. Joann. Bapt. de Grossis nugas Carrerae supergressurus, negat dubitari posse, quin primitiae hujus templi a M. Marcello fuerint decori suo restitutae, qui floruit trecentis annis ante natum Christum, & a D. Petro anno quarto supra quadragesimum post natum mundi servatorem fuissa dedicatum D. Mariae.". e agli studi del Principe di Biscari, che per primo identificò l'edificio quale ambiente termale di epoca romana.Inoltre cfr. Francesco Ferrara, Storia di Catania sino alla fine del Secolo XVIII, Catania, 1829, p. 324: "È stato un errore, ed una credulità popolare che [la chiesa di Santa Maria la Rotonda] sia stata l'antico Pantheon di Catania, perché ha la forma rotonda. Fu evidentemente un atrio ai bagni; ve ne era un'altra uguale a poca distanza di cui sino a poco se ne vedevano le rovine". Vedi anche Vincenzo Cordaro Clarenza, Osservazioni sopra la storia di Catania, cavate dalla Storia Generale di Sicilia, Catania, per Salvatore Riggio, 1833, vol.I, p.124: "... la cupoletta della chiesa di S. Maria la Rotonda era forse l'antico laconico: sebbene l'abate Amico ed altri storici non avendo per apocrifi quei caratteri che avvi nel lato meridionale di detta chiesa, pretendono esser questo sito l'antico pantheon". Come si evince da un passo di Viaggio per tutte le antichità della Sicilia, il Principe di Biscari credette, per la precisione, che le terme della Rotonda facessero parte di un vastissimo complesso comprendente anche le terme di Piazza Dante:

I bombardamenti aerei del 1943 devastarono la vicina chiesa di Santa Maria della Cava, risalente al XVIII secolo,Vincenzo Pavone, Storia di Catania: dalle origini alla fine del secolo XIX, prefazione di Michele D'Agata, Catania, S.S.C., 1969, p. 257. e causarono numerosi danni anche alla Rotonda (andarono perdute, ad esempio, le merlature del prospetto meridionale ancora visibili in diverse fotografie degli anni 1930). Tra gli anni 1940 e 1950 vennero quindi effettuati alcuni lavori di consolidamento delle strutture. La direzione dei lavori fu affidata a Guido Libertini, che non risparmiò però, né le strutture ecclesiastiche né alcuni preziosi affreschi, pur di mettere in luce le strutture romane. Libertini suggerì la seguente cronologia:Guido Libertini, Scoperte recenti riguardanti l'età bizantina a Catania e provincia..., cit., pp. 166–172. un livello ellenistico-romano con i resti delle sue costruzioni termali, oggi meglio identificato con le strutture del I secolo; un rimaneggiamento di età imperiale che diede all'ambiente la forma circolare del calidarium - in realtà la struttura circolare risale all'epoca bizantina; un altro rimaneggiamento di età romana più tarda; il pavimento bizantino; alcune trasformazioni di età medievale; la sistemazione più recente che risale al XVII-XVIII secolo. Tra il 2004 e il 2008 l'edificio, e l'area ad esso adiacente, furono interessati da un nuovo ciclo di scavi volti a studiare e preservare la struttura e ad assicurarne la fruibilità. Durante questa campagna di scavo furono rinvenute numerose tombe e fu possibile identificare con certezza 9 ambienti termali, ed ipotizzarne molti altri al di sotto delle vicine Via Rotonda e Via della Mecca. Vennero inoltre messi in luce l'abside del XIII secolo e diversi affreschi precedentemente coperti da un intonaco monocromo. Oltre a rivelare le diverse fasi di vita dell'edificio, i lavori hanno anche permesso il riconoscimento del ciclo di pitture che decoravano gli interni della chiesa, riconducendo a datazioni più corrette quelle più antiche.

Nel 2015 è stato espropriato e sottoposto a scavi e restauri tutto l'isolato a nord della chiesa, anch'esso danneggiato dai bombardamenti del 1943. Durante questa campagna di lavori, che hanno liberato la visuale della cupola dal lato nord, permettendone la vista da via dei Gesuiti, sono stati messi in luce un imponente castellum aquae, collegato ad un ramo dell'acquedotto romano di Catania e trasformato in edificio al servizio dell’adiacente chiesa verso la fine del VI secolo, ed una corte quadrangolare, circondata da esedre, che costituiva l'originario ingresso di epoca romana.

Descrizione

Le terme romane