Un uomo da marciapiede (Midnight Cowboy) è un film del 1969 diretto da John Schlesinger e interpretato da Dustin Hoffman e Jon Voight, basato sull'omonimo romanzo del 1965 di James Leo Herlihy.
Considerato un classico della storia del cinema e un archetipo della "Nuova Hollywood", alla sua uscita fu identificato dal New York Times come esempio di un'imminente ondata di film con tematiche per adulti che «avrebbe potuto rimuovere tutti i vecchi tabù riguardanti l'argomento e il suo trattamento».
La cruda e realistica rappresentazione della prostituzione e dell'omosessualità in effetti fecero scalpore all'epoca e il film fu inizialmente distribuito con la classificazione "X" (vietato ai minori di 17 anni). Ciò nonostante ricevette recensioni positive e ottimi incassi, oltre a lanciare la carriera di Dustin Hoffman come uno dei principali "antieroi" del cinema americano,. e si aggiudicò tre premi Oscar e cinque BAFTA Awards. Ad oggi è l'unico film "X"-rated ad aver ricevuto l'Oscar al miglior film..
Nel 1994 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, in quanto giudicato "di rilevante significato estetico, culturale e storico", e nel 2001 è stato introdotto nella Hall of Fame della Online Film & Television Association.
Nel 1998 è risultato 36º nella lista dei 100 migliori film statunitensi di sempre dell'American Film Institute, mentre nell'edizione aggiornata del 2007 è sceso al 43º posto. Inoltre, nel 2004 l'AFI ha inserito il tema principale del film Everybody's Talkin' (cantato da Harry Nilsson) al 22º posto tra le 100 migliori canzoni del cinema americano e nel 2005 la battuta pronunciata da Dustin Hoffman «I'm walking here! I'm walking here!» è risultata 27ª tra le 100 migliori citazioni cinematografiche.Nell'originale la battuta di Dustin Hoffman è «I'm walking here! I'm walking here!» Nella versione italiana è diventata «Sto passando! Sto passando!»
Trama Stanco della sua vita monotona e del lavoro di lavapiatti (e per sfuggire dal triste passato che lo tormenta), il giovane texano Joe Buck decide di partire per New York dove spera di guadagnarsi da vivere facendo il gigolò (egli è convinto che la grande mela sia brulicante di donne belle e ricche insoddisfatte a causa dell'impotenza o dell'omosessualità dei maschi newyorkesi). I primi tempi sono privi di risultati, fare lo spaccone vestito da cowboy lo rende ridicolo e non gli procura ingaggi. L'unica occasione in cui riesce ad avvicinare una cliente si rivela un disastro: quando le chiede il compenso, la donna scoppia in lacrime e, paradossalmente, è un imbarazzato Joe a darle dei soldi per il taxi.
Un giorno Joe incontra in un bar Enrico "Rico" Rizzo, un italo-americano zoppo che tira avanti con piccole truffe e furtarelli e che tutti chiamano spregiativamente "Sozzo"."Ratso" nella versione originale. L'uomo si presenta a Joe in modo amichevole e per venti dollari gli organizza un incontro con un uomo che a suo dire è in grado di aiutarlo nella sua attività, ma che si rivela solo un fanatico religioso. Da quel momento le cose per Joe vanno sempre peggio: senza soldi, è costretto a lasciare la sua camera (insieme alle valigie come pegno) e cerca di prostituirsi anche con gli uomini, ma l'unico cliente che riesce a rimediare è un giovane studente squattrinato e disperato.
Quasi per caso Joe ritrova Rizzo all'interno di una tavola calda e tenta di riavere i suoi soldi. Rizzo è al verde, ma si offre di aiutarlo ospitandolo nello scalcinato appartamento in un palazzo pericolante. I due cercano di tirare avanti aiutandosi a vicenda: Joe accompagna Rico nei suoi piccoli raggiri, mentre quest'ultimo cerca di fare da manager al texano (senza successo) nel suo lavoro di prostituto. La situazione per entrambi continua a peggiorare: Joe non riesce a trovare clienti, l'appartamento non offre riparo al freddo invernale e Rizzo vede aggravarsi le sue già precarie condizioni di salute. Nonostante tutto tra i due si instaura una forte amicizia, che aiuta Joe a dimenticare i brutti ricordi del passato e rafforza in Rizzo l'illusione di potersi trasferire in Florida e superare i suoi problemi di salute.
Un giorno, dopo aver incontrato una bizzarra coppia in una tavola calda, i due partecipano ad un surreale e grottesco party dove Joe conosce Shirley, che accetta di pagarlo per passare la notte con lui. Dopo le prime difficoltà, i due passano una notte di sesso sfrenato, tanto che al mattino la donna combina un incontro tra Joe e una sua amica. Raggiante e ottimista sul futuro, Joe torna nell'appartamento dove trova Rizzo febbricitante e incapace di camminare, ma deciso comunque a realizzare il suo sogno di andare a Miami. In cerca dei soldi necessari per la corriera, Joe viene invitato in albergo da un certo Towny, che però all'ultimo minuto si pente di ciò che sta per fare. Joe però ha bisogno del denaro e lo sottrae all'uomo dopo averlo picchiato selvaggiamente.
Dopo aver comprato i biglietti per il viaggio Joe e Rizzo partono insieme. Nonostante le condizioni critiche di quest'ultimo, Joe cerca di fare di tutto per rendere migliore la loro situazione. Dopo che il compagno si è urinato addosso, durante una sosta scende a comprare dei vestiti nuovi per entrambi, abbandonando così la sua identità da cowboy. Risalito sulla corriera, riprende a parlare del futuro all'amico, che però giace ormai privo di vita.
Produzione Nell'agosto del 1965, subito dopo la sua pubblicazione, il romanzo di James Leo Herlihy fu proposto a diversi studi cinematografici per un possibile adattamento. Tutte le principali majors rifiutarono la proposta, inclusa la United Artists secondo cui l'azione andava "costantemente in discesa".. Solo nell'ottobre del 1966 il presidente dello studio David V. Picker decise di acquistare i diritti del romanzo e di finanziare il film con un budget di circa 1 milione di dollari, affidando la regia al britannico John Schlesinger. Schlesinger conosceva il libro e lui stesso aveva già proposto il progetto di un film al produttore Joe Janni, con il quale collaborava dal 1962. Quest'ultimo però era rimasto tutt'altro che impressionato e aveva risposto al regista: «Sei pazzo? Questa è roba da froci, distruggerà la tua carriera». Ma Schlesinger non si era dato per vinto e aveva passato il romanzo al produttore Jerome Hellman dicendogli: «Ho letto un libro che è davvero insolito... vorrei che tu lo leggessi e mi dicessi cosa ne pensi». Hellman lo fece e lo trovò affascinante, ma anche molto difficile da realizzare, accettando però la proposta.
Per scrivere l'adattamento fu inizialmente assunto il drammaturgo Jack Gelber ma le sue prime bozze vennero scartate. Il produttore e talent scout George Litto propose quindi di rivolgersi allo sceneggiatore Waldo Salt, che non lavorava a un film di rilievo da quando all'inizio degli anni cinquanta era stato inserito nella lista nera di Hollywood. Salt scrisse le prime cinquanta pagine prima di collaborare con Schlesinger sul resto. Secondo quanto riportato in seguito sul Los Angeles Times, la sceneggiatura finale incorporò «un metodo intensivo di racconto e di scrittura dei dialoghi» che prevedeva esercizi di improvvisazione tra i co-protagonisti.
Mentre il film era in fase di sviluppo John Schlesinger terminò la realizzazione di Via dalla pazza folla, film distribuito dalla MGM che uscì nell'ottobre 1967 rivelandosi un insuccesso al botteghino. «Il flop mi rese un po' nervoso», ha ricordato in seguito il regista, «ci si aspetta che uno ottenga sempre grandi successi in America. Francamente, temo che quel terribile vecchio adagio secondo il quale il tuo valore corrisponde a quello del tuo ultimo film fosse davvero l'atteggiamento corrente. Credevo poco alle cose che la gente diceva e inoltre sapevo anche che Un uomo da marciapiede era un progetto dannatamente buono». Ma la United Artists cominciò a diventare diffidente nei confronti del progetto anche perché, sebbene Picker fosse entusiasta della sceneggiatura, era chiaro che non poteva essere girata solo con 1 milione di dollari. Si tennero diversi incontri tra i dirigenti dello studio, preoccupati di non riuscire a recuperare l'investimento, per determinare se eliminarlo o meno dalla loro lista.. Tuttavia il progetto venne portato avanti, l'offerta finale della United Artists fu di 2,3 milioni di dollari e a Schlesinger fu concesso il controllo artistico completo e un periodo di post-produzione di sei mesi..
Un uomo da marciapiede rappresentò la prima produzione hollywoodiana di Schlesinger e segnò il debutto di Adam Holender come direttore della fotografia. Quest'ultimo fu suggerito al regista da Roman Polański, amico d'infanzia di Holender che come lui aveva frequentato l'Accademia cinematografica di Łódź.
Cast Dustin Hoffman fu scelto per la parte di Rizzo su suggerimento di Jack Gelber, che un giorno consigliò a Jerome Hellman di andare a vedere uno spettacolo Off-Broadway: «Si intitola Eh? e penso che dovremmo andare a vederlo perché c'è un giovane attore che potrebbe essere un Ratso fantastico». Hellman pensò che Hoffman sarebbe stato perfetto per la parte, gli inviò la sceneggiatura e l'attore accettò subito. Schlesinger non era entusiasta di Hoffman, la cui performance ne Il laureato di Mike Nichols era stata così convincente e così lontana da Rizzo da fargli ritenere che non sarebbe stato in grado di interpretare un ruolo così diverso. Hoffman invitò perciò il regista a incontrarlo in un locale di Times Square: «Gli chiesi di incontrarci lì per potermi vestire come il personaggio, con un impermeabile sporco... Mi ero tirato indietro i capelli o qualcosa del genere... John mi guardò, si guardò intorno e disse: "Ti ho visto solo nel contesto de Il laureato ma te la caverai abbastanza bene"».
La presenza di Hoffman nel film venne annunciata da Variety il 21 febbraio 1968 e, proprio grazie alla candidatura all'Oscar ottenuta per Il laureato, l'attore ricevette uno stipendio di 150.000 dollari. Lo stesso Mike Nichols cercò di dissuaderlo dall'accettare un ruolo secondario che temeva avrebbe compromesso la sua carriera: «Mi chiamò e mi disse "Sei pazzo?"», ha raccontato in seguito Hoffman al critico e giornalista Peter Travers, «"Ti ho fatto diventare una star. Questo è un brutto personaggio"». Ma l'attore temeva che secondo il pubblico stesse interpretando sé stesso ne Il laureato e voleva fortemente la parte di Rizzo per mostrare le sue potenzialità, per cui non seguì il consiglio ed accettò il ruolo: «Stavo cercando di rimanere un attore caratterista e questo era il mio desiderio».
Per il ruolo di Joe Buck si proposero fra gli altri Robert Redford e Warren Beatty, ma alla fine furono presi in considerazione quattro attori: Jon Voight, Van Heflin, Michael Sarrazin e Harrison Ford.. Voight, che era apparso in alcune serie televisive e aveva di recente vinto un Theatre World Award per la sua interpretazione in That Summer, That Fall, conosceva i film di Schlesinger ed era determinato ad ottenere la parte, ma i produttori scelsero inizialmente Michael Sarrazin. Il 29 giugno 1969 il Los Angeles Times riportò che la parte era stata offerta a Sarrazin, ma la Universal Pictures, con la quale all'epoca l'attore era sotto contratto, chiese il triplo della cifra inizialmente concordata. La rinegoziazione spinse Schlesinger e Jerome Hellman a riconsiderare il provino di Jon Voight. «Guardarono di nuovo i nostri provini», ha dichiarato Voight in seguito, «a quanto pare Marion Dougherty, che era la direttrice del casting, era nella stanza e disse: "Beh, non c'è dubbio su chi sia il migliore"... Poi Dustin fu chiamato per dare un'occhiata e disse: "Quando guardo la mia scena con Michael Sarrazin guardo me stesso, quando guardo la mia scena con Jon Voight, guardo Jon". Penso che tra i commenti questo sia stato quello che ha ribaltato l'equilibrio e poi John si fece avanti, quindi sono stato molto fortunato».