Barriera di Milano (La Bariera 'd Milan o anche, molto frequentemente, Bariera dl'Emme in piemontese), spesso chiamata semplicemente Barriera, è un antico quartiere di Torino, fortemente multietnico, appartenente alla Circoscrizione 6, situato a circa 1,5 km a nord dal centro storico cittadino. È sorto storicamente come borgo proletario e operaio.
I suoi confini sono: a sud col quartiere Aurora, attraverso corso Vigevano-corso Novara a ovest con corso Venezia, compreso il Passante ferroviario di Torino linea Lanzo-Ceres (quartiere Borgata Vittoria) a nord e ad est con via Sempione-via Gottardo (quartiere Rebaudengo), compresa l'ex-ferrovia verso l'ex-stazione merci Vanchiglia fino a corso Regio Parco, al confine con l'omonimo quartiere
Storia
Antico agglomerato di cascine, case sparse e botteghe di Torino Nord, Barriera nasce ufficialmente soltanto nel 1853, con la prima cinta daziaria. Eretta con lo scopo di garantire il controllo doganale sulle merci in entrata, separava le campagne dall'accesso nord, che proseguiva fino al ponte sul fiume Dora (quartiere Aurora).Il quartiere prende il nome da uno dei varchi che consentivano l'ingresso in città: questi varchi sorvegliati, detti barriere, assicuravano il pagamento del dazio, e fra tutti la barriera più nota a nord era quella di piazza Crispi, lungo l'allora strada Reale d'Italia (oggi corso Vercelli), e chiamata - appunto - di Milano, giacché era rivolta verso il capoluogo lombardo.
Industria e sviluppo La zona di Torino Nord, ed in particolare Barriera di Milano, è una delle prime zone che conosce un grosso sviluppo industriale nella seconda metà dell'Ottocento, sia per la vicinanza all'area protoindustriale di Borgo Dora, sia per la presenza dei fiumi, delle bialere e dei canali, fondamentali per fornire l'energia idraulica. I primi importanti stabilimenti industriali si insediarono qui anche in virtuà che essendo la zona fuori dalla cinta daziaria, vi era maggior disponibilità di terreni a costo inferiore e non si pagava il dazio per la costruzione degli stabilimenti. Sebbene ancora in Aurora, importantissima era la Fiat Grandi Motori (già stabilimento Michele Ansaldi, 1898, acquisito poi dalla Fiat nel 1905), poi vi erano diverse industrie tessili, tra cui la Fratelli Piacenza in via Bologna, la INCET produttrice di cavi elettrici fondata nel 1888 dai fratelli Tedeschi nonché l'industria di pneumatici CEAT, in via Leoncavallo, aperta nel 1939 e la cui produzione è cessata nel 1979, con definitiva chiusura nel 1982.
La riconversione dell'area ad abitazioni e servizi civici è durata molti anni e ha permesso anche il recupero, dopo un'opera di complessa bonifica, di un'ampia area verde nel cortile centrale, con relativo parco giochi, che è stata inaugurata dal sindaco Piero Fassino il 10 settembre 2012 ed intitolata all'ex-Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat il 5 settembre 2014..
In corso Vigevano era presente dagli anni trenta il biscottificio Wamar (dalle iniziali del fondatore Walter Marchisio), nato nel 1922 in un laboratorio di pasticceria artigianale in via Susa, e specializzato nella produzione industriale di wafer, frollini e biscotti. Chiude, dopo alterne vicende, nel 1991 e gli spazi ora sono occupati da attività commerciali e di servizi nonché da una piccola area verde pubblica.
In via Valprato ha sede l'importante polo culturale e sociale dei Docks Dora, struttura nata come magazzino commerciale e stoccaggio merci nel 1912 e ancora oggi al centro di costante interesse architettonico e sociale, vista la quantità di locali notturni e circoli sorti o rinnovati nel corso della riqualificazione del quartiere nonché di studi professionali ed attività di commercio.
In una delle tre vie principali, corso Vercelli, aveva sede la Fiat Fonderie (in passato grande fabbrica, ora in attesa di riconversione funzionale) mentre nella parallela via Cigna aveva invece sede l'importante ditta di trasporti e logistica Gondrand SpA, area anch'essa abbandonata ed in attesa di nuova destinazione d'uso.Nella via Bologna hanno sede le Fonderie Subalpine SpA e aveva sede la ditta di telecomunicazioni e citofonia URMET.In corso Novara aveva sede lo stabilimento e gli uffici della società produttrice di caffè a livello mondiale Lavazza SpA. È ancora presente sempre in corso Vigevano da sessant'anni la Quercetti, società leader dei giocattoli educativi nel mondoLa Quercetti si trova in realtà nel quartiere Aurora, essendo dentro la vecchia cinta daziaria del 1853 che passava in corso Novara/Vigevano.
In corso Giulio Cesare 89 è presente la storica esposizione di Biliardi Deagostini, il cui laboratorio di produzione è presente da cinquant'anni in via Baltea. In via Sesia si trova l'Ombrellificio Torinese, l'ultimo ombrellificio di Torino, attivo dal 1932, che realizza interamente a mano ombrelli di qualità. In via Valprato ha sede la Consell, storica selleria, ditta di rivestimenti di interni di auto d'epoca, che ha dato vita anche al marchio Rebelt, che produce borse e accessori con gli scarti delle lavorazioni, in un'ottica di economia circolare. In via Malone c'è un laboratorio di eccellenza gestito da una famiglia di falegnami originari del Marocco, Falegnameria Salone Andalusia, che esegue mobili artigianali con intagli tradizionali marocchini (stile andaluso)
Barriera di Milano è anche sede, ancor oggi in via di sviluppo e di evoluzione commerciale, del settore terziario e mercatale. Vi sono infatti quattro importanti mercati rionali aperti tutta la settimana, precisamente in via Porpora, piazza Crispi (a giorni alterni, molto ridimensionato rispetto al passato), piazza Foroni (informalmente anche nota come piazza Cerignola) e corso Taranto.
Di particolare interesse è il mercato di piazza Foroni, situato nel cuore del quartiere (delimitato dalle vie Monte Rosa, Santhià e Montanaro, ove ha sede il Poliambulatorio dell'ASL di zona), dove si possono trovare ogni sorta di indumenti e chincaglierie di vario genere, nonché variegati generi alimentari freschi.
Area INCET
La fondazione di una industria specializzata per la fabbricazione di cavi elettrici avviene nel 1888 per opera di Vittorio e Giuseppe Tedeschi, la quale viene successivamente installata in un'area compresa tra via Cigna e corso Vigevano. Già nel 1898 impiega ben 250 dipendenti e i suoi prodotti ottengono importanti commesse sia in ambito nazionale sia estero. Il primo decennio del Novecento coincide con un deciso incremento della produzione e della manodopera: con i suoi 480 addetti del 1904, cresciuti sino a 616 nel 1911 è una delle principali fabbriche della zona. Nello stesso periodo l'azienda costruisce lungo corso Vigevano, nei pressi dello stabilimento, un complesso di abitazioni destinate ai propri dipendenti. Nel 1938, dopo l’emanazione delle leggi razziali, la società cambia la propria denominazione in INCET, mantenendola invariata negli anni successivi.
Nel 1943 la fabbrica, che ha raggiunto una estensione di 65.200 metri quadrati e impiega ben 2.000 dipendenti, subisce un pesante bombardamento aereo nella notte del 13 luglio 1943, che paralizza quasi completamente la produzione, per cui parte delle lavorazioni vengono decentrate a Bussoleno.Negli anni del secondo dopoguerra l'attività riprende, fino a quando la INCET è assorbita dalla Pirelli che conserva il nome fino al 1968, quando avviene il trasferimento delle unità produttive a Livorno Ferraris e l’abbandono dell'intero complesso e della sua area circostante.L'area ex-INCET, dopo anni di forte degrado e di decadenza delle strutture, è stata interessata da vasti interventi di riqualificazione funzionale e riconversione a servizi e piccole imprese, incominciati nel 2009 e conclusi nell'ottobre 2015.
In data 21 marzo 2019 la piazza interna al complesso è stata intitolata dal Comune di Torino con una cerimonia pubblica a Teresa Noce, partigiana, politica e madre costituente, ovvero partecipante all'Assemblea Costituente.
Strade e vie La Barriera di Milano ha quattro strade di una certa rilevanza toponomastica: corso Giulio Cesare, corso Vercelli, via Cigna e via Bologna.
parte settentrionale di corso Giulio Cesare: attraversa il quartiere da nord a sud, collegando il piazzale dell'autostrada fino ai limiti del quartiere Aurora. Asse portante del quartiere, corso Giulio Cesare collega il centro della città alla "barriera" e all'inizio dell'autostrada Torino-Trieste. Si tratta di un corso con una discreta quantità di negozi e di servizi, che vede nella chiesa cattolica Maria Regina della Pace un centro di certo interesse architettonico e storico parte settentrionale di Corso Vercelli: unisce la zona Nord e la zona Sud del quartiere; la via presenta uno stile architettonico molto semplice risalente agli anni cinquanta/sessanta. Molti negozi e molti bar, nonché luoghi di ritrovo, danno alla via un certo interesse parte settentrionale di via Cigna (assieme a corso Giulio Cesare) collega il quartiere con il centro cittadino (distante appena 4 km) e oggi sede di importanti cambiamenti strutturali con i lavori di rinnovamento da parte del Comune e di riconversione abitativa e di servizi di aree industriali dismesse
parte settentrionale di via Bologna, che ancora oggi rappresenta un importante insediamento industriale: vi risiedono infatti molte piccole e medie aziende del settore elettronico, telecomunicazioni e tessile, nonché l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte e della Valle d'Aosta
In via Gottardo, che incrocia via Bologna, nei pressi di piazza Donatori di Sangue, ha sede l'Ospedale San Giovanni Bosco, tra i più importanti della città di Torino, inaugurato nel 1961 dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, nonché centro di riferimento per la periferia e l'Hinterland nord. Nella medesima piazza staziona quotidianamente un'autoemoteca dell'AVIS.
Luoghi d'interesse Cascina Marchesa in corso Vercelli 141, luogo che anticamente era una cascina agricola, dove si trovano la "Sala colonne" e l'"Auditorium Borghi" (dal nome del primo presidente di circoscrizione) dove si svolgono periodicamente eventi culturali. La Cascina è un vero gioiello architettonico: la sua facciata infatti presenta un frontone di stile dorico, un "unicum" per una cascina a destinazione agricola. Nell'area è compresa la Biblioteca Civica Marchesa - Associazione Marchesa - Gruppi teatrali e il "Centrodonna" che dal 1991 offre consulenza legale e psicologica gratuita alle donne in difficoltà, incontri di socializzazione e iniziative culturali sul territorio. Nel cortile è presente un "murale" del pittore cileno Mono Carrasco realizzato con i ragazzi delle scuole circostanti. È inoltre presente un "murale" in piastrelle sui temi della legalità e della giustizia realizzati dalle associazioni ed artisti del territorio Chiesa di Maria Regina della Pace: tempio dall'architettura neobizantina su un impianto a croce greca, costruito dal sacerdote-muratore Don Mossotto. Inaugurata del giugno 1901, fu gravemente danneggiata dai bombardamenti ed in seguito ricostruita Chiesa e parrocchia "Gesù Operaio": l'edificio è stato costruito dal 1963 al 1967, a navata unica, su progetto dell'architetto Felice Bardelli, in una zona allora ricca di industrie, in via Ternengo, di fianco allo stabilimento "CEAT pneumatici" Oratorio Salesiano Michele Rua: sorto nell'anno 1922 in via Giovanni Paisiello, allora completamente in mezzo a prati, con la Chiesa che dal 1958 è stata elevata a Parrocchia, è sempre stato un importante punto di aggregazione giovanile e popolare, con l'ampio cortile per i giochi e la Scuola Media, i campi sportivi di calcio, pallacanestro e pallavolo, il teatro con spettacoli periodici, il cinema, funzionante dal 1952, prima parrocchiale e ancora oggi esistente, unico rimasto tra i cinema della "barriera"