Il lungo, il corto, il gatto è un film del 1967 diretto da Lucio Fulci.
Trama Franco e Ciccio prestano servizio come camerieri presso una ricca vedova, una donna eccentrica e profondamente convinta che il suo gatto, Arcibaldo, non sia un semplice felino, ma la reincarnazione del suo defunto marito. Per i due domestici, la convivenza con l'animale è un vero calvario: il gatto combina danni in ogni angolo della casa e i commercianti della zona, approfittando della situazione, scaricano puntualmente ogni malefatta e ogni guasto sulle spalle di Franco e Ciccio.
L'equilibrio si rompe quando la padrona muore improvvisamente. Credendo finalmente libera la strada, i due si sbarazzano senza troppi rimpianti dell'ingombrante gatto. Ma la sorpresa arriva durante la lettura del testamento: la defunta ha lasciato loro un vitalizio d'oro — un milione di lire al mese a testa — a patto, però, che continuino a prendersi cura di Arcibaldo.
Il problema, ovviamente, è che il gatto non c'è più. Quando i due provano a ingannare il notaio presentandogli un felino qualsiasi, scoprono amaramente che la vedova, lungimirante e folle fino alla fine, aveva blindato ogni clausola: il vero Arcibaldo era stato catalogato con tanto di misure, impronte e persino diapositive ufficiali. Messo alle strette dal notaio, il duo si ritrova così costretto a un'impresa disperata: ritrovare il vero Arcibaldo prima che la frode venga smascherata, trasformando quella che doveva essere una facile eredità in una frenetica caccia all'uomo (o meglio, al gatto).
Produzione La quasi totalità delle scene in esterno sono state girate nel quartiere romano dell'EUR.
Accoglienza Incassi Il film si è classificato al 98º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1966-1967. Note
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