Le cernie (Epinephelinae) sono una sottofamiglia di pesci ossei della famiglia Serranidae, che comprende numerose specie di pesci marini predatori di grosse dimensioni.

Etimologia Il nome deriva dal tardo latino acernia, acerna. In inglese questi pesci sono noti come groupers, derivato dal portoghese garoupa, mentre nel Medio Oriente sono conosciuti come hammour. Il nome cernia è usato di solito per indicare gli appartenenti a due generi di pesci: Epinephelus e Mycteroperca. Oltre a questi però, vi sono anche specie più piccole (appartenenti ai generi Anyperidon, Cromileptes, Dermatolepis, Plectropomus, Gracila, Saloptia e Triso). Questi generi vengono tutti classificati nella sottofamiglia Epinephelinae (da epi-nephelus, cioè "coperto di nubi"Alan Davidson, Il mare in pentola, p. 83).

Denominazioni in varie aree italiane La cernia è conosciuta, nelle varie regioni italiane, con nomi locali diversi: Regione Denominazione Lazio Zerola Liguria Anfouson, Lüxerna de scheuggio, Meo, Meu Puglia Scotto Sicilia Perchia di mari, Scirenga, Cirenga Veneto Tenca de mar Venezia Giulia Tenca de mar

Descrizione

Le cernie sono pesci teleostei, e possiedono un tipico corpo compatto e una grande bocca. Non sono costituiti per il nuoto veloce sulle lunghe distanze, e le loro dimensioni possono facilmente superare il metro di lunghezza e i cento chilogrammi di peso, anche se all'interno di un così gran numero di specie queste misure possono variare considerevolmente. Le cernie preferiscono inghiottire la preda piuttosto che morderla e farla a pezzi; non possiedono molti denti al limitare delle mascelle, ma hanno invece, all'interno della faringe, pesanti placche dentarie adatte a rompere e triturare. Di solito le cernie si nutrono di pesci, polpi, granchi e gamberi. Si appostano in attesa di colpire, piuttosto che cacciare in acque aperte.

Questi animali, se di dimensioni notevoli, possono essere molto pericolosi: secondo il documentarista Graham Ferreira vi è almeno un caso documentato, in Mozambico, di un uomo ucciso da una cernia. Non si contano, poi, i racconti dei pescatori di perle aggrediti da voraci cernie giganti del Pacifico. La bocca e le branchie di questo animale formano un potentissimo sistema di aspirazione che "risucchia" una preda anche dalla distanza. Le cernie, inoltre, usano le loro fauci per scavare nella sabbia al fine di ripararsi sotto grandi rocce, espellendo la sabbia attraverso le loro branchie. I muscoli di queste ultime sono così potenti che è praticamente impossibile spingere una cernia fuori dal suo nascondiglio se questa si ancora e amplia i muscoli per bloccarsi.

Alcune specie possono crescere enormemente: la specie Epinephelus lanceolatus, ad esempio, può raggiungere dimensioni enormi, fino a 270 centimetri. Vi sono notizie riguardanti cernie grandi abbastanza da inghiottire un bagnante o un sommozzatore, anche se questo dovrebbe presupporre un'apertura della gola del diametro di circa 60 centimetri, troppo grande per una cernia anche di dimensioni eccezionali. Cernie di dimensioni straordinarie vennero comunque descritte, ad esempio, dallo scrittore Arthur C. Clarke, che ne avvistò una lunga venti piedi (6 metri circa) e larga quattro piedi (1 metro e trenta centimetri circa), che viveva in una piattaforma abbandonata lungo la costa dello Sri Lanka.

Riproduzione

La maggior parte delle cernie genera uova tra maggio e agosto. Le cernie nascono come femmine ma, in una fase della loro crescita, sviluppano organi maschili: questi pesci sono ermafroditi proteroginici, ossia i giovani sono in predominanza femmine, e si trasformano in maschi quando crescono. La crescita è di circa un chilogrammo all'anno, e generalmente le cernie rimangono adolescenti fino a quando raggiungono tre chilogrammi; a questo punto diventano femmine sviluppate. Verso i 10-12 chili avviene il cambiamento verso i maschi. Di solito, i maschi hanno un harem composto da un numero di femmine variabile da tre a quindici. Nel caso, molto raro, che nelle vicinanze non esista nessun maschio, la femmina di dimensioni maggiori si trasforma in tempi molto brevi. La maggior parte dei maschi appare molto più grande e aggressiva delle femmine.

L'ermafroditismo proteroginico nelle cernie rappresenta una complicazione importante ai fini della conservazione. Sono pesci molto sfruttati dalla pesca commerciale e amatoriale. Il prelievo collettivo degli individui più grandi (maschi) comporta un aumento delle femmine in percentuale. Se le popolazioni di maschi e femmine vivono assieme, scatta un meccanismo di compensazione sociale per cui le femmine più grandi anticipano l'inversione sessuale. Avremo così maschi più piccoli, femmine più piccole e in grado di produrre molte meno uova, ma almeno la riproduzione si verifica. Se, come nel caso della cernia rossa (Mycteroperca rubra) del Golfo del Messico, maschi e femmine abitano territori diversi e si incontrano una volta all'anno nel corso di una migrazione riproduttiva, la pesca eccessiva dei maschi non è immediatamente compensata, pochissimi maschi arriveranno all'accoppiamento, e si rischia di distruggere l'intero sistema riproduttivo di una specie.

Sistematica La sottofamiglia comprende i seguenti generi:

Aethaloperca Alphestes Anyperodon Bathyanthias Batrachus Cephalopholis Chromileptes Dermatolepis Epinephelus Gonioplectrus Gracila Hyporthodus Jeboehlkia Liopropoma Mycteroperca Niphon Paranthias Plectropomus Rainfordia Saloptia Triso Variola

Le cernie e l'uomo Molte cernie sono importanti sotto il profilo gastronomico e alcune sono diventate pesci d'allevamento. La maggior parte delle specie è molto popolare nella pesca, e alcune delle specie più piccole vengono tenute negli acquari, anche se il loro rapido aumento di dimensioni le rende pesci difficili da gestire. Molto apprezzate per la qualità delle loro carni, unitamente alla scarsa presenza di lische, possono essere cucinate con cottura al forno o alla griglia. Sono particolarmente considerate da questo punto di vista le specie cernia bianca e cernia nera.Alan Davidson, Il mare in pentola, pp. 85 e 86

Note

Bibliografia Alan Davidson, Il mare in pentola, Milano, Mondadori, 1972 Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Serranidae Categoria:Taxa classificati da Pieter Bleeker