Storia Non sono giunte notizie sulle vicende del loro martirio: negli Acta di san Valentino si parla di un Blasto che fu tribuno dell'imperatore Claudio il Gotico e che fu da lui condannato a morte perche cristiano, ma non esistono elementi per identificarlo con il compagno di Diogene; il testo dell'epigrafe sepolcrale del presbitero Marea accenna a una profanazione della tomba di Diogene avvenuta durante l'assedio di Vitige.

Erano anticamente sepolti nella chiesa di San Giovanni ad septem palumbas, sulla via Salaria, ma papa Pasquale I fece traslare le loro reliquie nella chiesa di Santa Prassede. Un'iscrizione risalente all'XI-XII secolo documenta la presenza di loro reliquie anche nella chiesa di San Marcello in Via Lata.

Il loro elogio si legge nel Martirologio romano al 17 giugno.Martirologio romano (2004), p. 476.

Note

Bibliografia Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, LEV, Città del Vaticano 2004. Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.

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