La Grande Sfinge di Giza (in arabo: أبو الهول) è una scultura di pietra calcarea situata nella Necropoli di Giza, raffigurante una sfinge sdraiata, ovvero una figura mitologica con la testa di un uomo e il corpo di un leone (nello specifico è detta anche androsfinge o sfinge andricefala).

Il monumento è stato scolpito dal substrato calcareo della Formazione Mokattam dell'Eocene e si colloca all'interno dell'altopiano di Giza (comprensiva dell'omonima Necropoli), sulla riva occidentale del fiume Nilo, che separa Giza dalla capitale d'Egitto, Il Cairo. Oltre a essere la più antica scultura monumentale conosciuta in Egitto, è la più grande statua monolitica tra le sfingi egizie: è lunga 73 metri (dalla coda alle zampe anteriori), alta 20 metri (dalla base alla punta della testa) e larga 19 metri; la sola testa ha un'altezza di 4 metri.

La Sfinge fa parte della Necropoli di Memphite ed è considerata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Nome Nella sua lunghissima storia, la Sfinge è stata chiamata in diversi modi: per gli Arabi musulmani e per i Copti è ancor oggi Abū l-Hōl ( ), ossia "padre del terrore" (Abu= "padre", Haul= "terrore").

Il nome Sfinge che le attribuiamo deriva dal greco Σφίγξ Sphínx (gen. Σφιγγός, termine in relazione col verbo σφίγγω che significa "strangolare"), derivante a sua volta dall'egizio traslitterato in šsp ˁnḫ. (shespankh) che significa "statua vivente" ed era il nome attribuito alle statue di leoni con testa di uomo..

La Stele del sogno la identifica con un altro nome, quello con cui era conosciuta nell'antichità: Hor em akhet, reso Harmakis in greco.

Le consonanti che compongono Hor em akhet sono hr w kt oppure hr m kt; hr vuol dire Horus, w significa dimora (mentre m esprime lo stato in luogo), kt è l'orizzonte: Horus dimora (oppure è, si trova) all'orizzonte (qualcuno traduce anche Horus sorge all'orizzonte).

Nonostante il significato esplicito di questo nome, gli studiosi non riscontrano una relazione tra Sfinge e Horus; qualcuno, invece, identificando Horus con il Sole, ritiene che il rapporto esista, dal momento che la Sfinge assiste alla sua nascita ogni giorno.

Storia Origini

Il monumento probabilmente fu ricavato da un affioramento di roccia durante la costruzione delle Piramidi di Giza. Stranamente la Grande Sfinge è un monumento isolato, mentre le Sfingi successive erano poste in coppia per proteggere l'ingresso di un edificio. In teoria poteva essere scolpita un'altra grande Sfinge; infatti, poco distante a sud, sull'altopiano si erge un'altra collinetta di roccia. In pratica però non è stato così, forse a causa della troppa distanza.

La Grande Sfinge pare sia stata creata dagli Egiziani dell'Antico Regno attorno al 2500 a.C., durante il regno di Cheope (2590-2566 a.C. circa) o Chefren (2558-2532 a.C. circa). Studiosi ed egittologi ritengono che il volto della Sfinge sia stato scolpito per rappresentare il faraone Chefren e sia posta davanti alla sua piramide (la seconda del complesso di Giza per dimensioni dopo quella di Cheope) per proteggerla. Gli studiosi non sono comunque tutti dello stesso parere: alcuni ritengono che il volto della Sfinge rappresenti uno dei figli del faraone Chefren.

Materiale e struttura geologica La Grande Sfinge fu realizzata scolpendo la pietra viva, mentre alcune parti sono state costruite o riparate con l'aggiunta di blocchi di roccia tagliati. Tuttavia lo strato roccioso varia all'interno del monumento. La struttura geologica fu analizzata a metà degli anni ottanta del ventesimo secolo, durante i lavori di Lehner e Hawass, dal geologo K. Lal Gauri dell'Università di Louisville, Kentucky. Il risultato fu che il monumento è composto da tre diversi strati rocciosi: lo strato inferiore del corpo è di pietra calcarea dura ma fragile, di origine più antica; lo strato mediano, che comprende il nucleo della Sfinge, migliora salendo verso l'alto, ma è in media di pessima qualità; per questo sono presenti numerose crepe; lo strato superiore, che comprende la testa della Sfinge e il collo, è formato da pietra calcarea dura, che diventa sempre più pura nella testa, permettendo una migliore conservazione nel tempo.

La Sfinge ha subito diversi restauri, il più recente dei quali ha comportato la sostituzione di strati di blocchi di calcare attorno alla base.

Testa

Nonostante il tipo di pietra utilizzato per la testa della Sfinge sia di qualità migliore rispetto a quello usato per il corpo, il volto è la parte più danneggiata del monumento. La causa, tuttavia, non è solamente da attribuire al deterioramento naturale, ma anche all'azione dell'uomo. Infatti il naso è stato completamente rimosso, mentre la bocca e gli occhi sono stati gravemente danneggiati. Contrariamente a quello che alcuni pensano, il naso della Sfinge non fu distrutto in epoca napoleonica, ma nel 1378, ovvero in epoca mamelucca, per opera dello sceicco sufi Muḥammad Ṣāʾim al-Dahr, appartenente alla khānqāh di Saʿīd al-Suʿadāʾ, irritato per i doni che i contadini del posto offrivano alla Sfinge, anziché alla sua confraternita, come scrisse lo storico arabo al-Maqrizi..

La credenza che i responsabili del danneggiamento fossero i soldati di Napoleone scaturì dal fatto che nel 1804, proprio in seguito alla spedizione napoleonica, furono pubblicate delle vedute dell'Egitto, tra le quali ce n'era una riproducente la Sfinge con il naso intatto. Ma in altre immagini (di Frederick Lewis Norden), risalenti al 1737, viene invece mostrato il colosso già privato del naso. Per quanto riguarda la datazione, la testa della Sfinge è sicuramente stata realizzata durante la IV dinastia dell'Antico Regno (2620 a.C.-2500 a.C.). Appartengono a quell'epoca lo stile del copricapo, la presenza del cobra reale sulla fronte e la fisionomia del volto, caratteristiche che si ritrovano nelle sculture dei re Chefren e Micerino, della stessa dinastia. Inoltre, un elemento in comune con le statue dell'epoca è la barba cerimoniale, i frammenti della quale sono stati ritrovati ai piedi della sfinge e che sono ora conservati al British Museum di Londra e al Grand Egyptian Museum del Cairo.

Rispetto al corpo la testa è di dimensioni ridotte. La causa è forse da attribuire o alla scarsa quantità della pietra calcarea dura, o all'esigenza posteriore di allungare il corpo per via delle crepe.

L'identificazione del volto raffigurato, invece, desta molti dubbi. Inizialmente era stato attribuito a Chefren, sovrano della IV dinastia egizia (2560 a.C. – 2540 a.C.); Mark Lehner ha mostrato con modelli al computer, che sovrapponendo il volto della Sfinge alla statua del faraone Chefren la somiglianza fosse evidente. Tuttavia il risultato di Lehner è stato confutato dalla ricostruzione facciale eseguita dal detective Frank Domingo della polizia di New York. Secondo recenti studi la statua rappresenterebbe, invece, Cheope, secondo sovrano della IV dinastia (2595 a.C. – 2570 a.C.), e la sua costruzione sarebbe da attribuire al figlio Kheper, a lui succeduto prima di Chefren dal 2570 a.C. al 2560 a.C. In conclusione, dopo numerose ricerche non c'è ancora un risultato inconfutabile, anche se l'archeologia ufficiale continua ad attribuire il volto della Sfinge a Chefren..

Passaggi nascosti Uno dei misteri della Sfinge, alimentato dalle leggende popolari, è certamente la presenza di passaggi nascosti al suo interno. Attualmente è nota l'origine di uno di essi soltanto: un breve varco senza uscita dietro la testa, lungo approssimativamente 5 metri, scavato nel 1837 da John Shae Perring e Howard Vyse durante la ricerca di una camera segreta all'interno del corpo.Howard Vyse, John Shae Perring (1840). Operations carried on at the pyramids of Gizeh in 1837. L'ipotesi che all'interno del monumento ci siano camere nascoste non ha riscontri scientifici, anche se gli ultimi scavi hanno rilevato la presenza di altri tre cunicoli nel corpo della statua: il primo cunicolo si trova anteriormente, dietro la stele fatta porre dal faraone Tuthmosis IV tra le zampe della Sfinge il secondo cunicolo si trova sul lato nord (a destra per chi guarda il volto della statua): la sua esistenza era stata da tempo ipotizzata osservando le foto ingiallite di Émile Baraize, pioniere dell'egittologia, che mostrano operai nell'atto di rimuovere sabbia da un tunnel. il terzo cunicolo è di recente individuazione (l'archeologo ed egittologo egiziano Hawass vi è entrato per la prima volta durante i restauri della struttura, terminati da poco); è sito presso la coda e avrebbe una profondità di ben 15 metri. Non si esclude che tali cunicoli debbano essere fatti risalire a tentativi più o meno antichi di penetrare in una presunta camera segreta situata nel corpo della Sfinge o al di sotto di essa.

La stanza dei registri è una mitica biblioteca sepolta sotto la Sfinge di GizaIs There a Chamber Beneath the Sphinx? catchpenny.org. che secondo alcuni (a cominciare dall'occultista e sensitivo statunitense Edgar Cayce) conterrebbe tutta la conoscenza degli antichi Egizi fissata su rotoli di papiro, oltre alla storia del perduto continente di Atlantide.

La Sfinge all'interno della Necropoli di Giza

Posizione La Grande Sfinge è parte integrante dell'ampio complesso funerario di Chefren e si trova lateralmente alla rampa processionale che conduce dal tempio a valle alla Piramide di Chefren a Giza.

Il corpo della Sfinge è posto su una piattaforma di pietra ed è circondato da un recinto roccioso a forma di U, realizzato con la stessa pessima qualità di pietra durante gli scavi per la costruzione del monumento.

Essendo infossata, la Sfinge è soggetta a essere sepolta dalle sabbie del deserto ed erosa dalle infiltrazioni d'acqua piovana e in passato dall'innalzamento della falda freatica dovuta alle esondazioni del Nilo.

Templi

A est della Sfinge sorgono due templi, uno di fronte alle zampe posteriori, battezzato come Tempio della Sfinge, mentre l'altro, il Tempio a valle di Chefren, si trova accanto al primo in direzione sud. Entrambi sono stati costruiti con la medesima roccia del corpo della Sfinge, e per questo sono gravemente danneggiati dall'erosione. Quando fu rinvenuto il Tempio a valle di Chefren, l'ipotesi che la Grande Sfinge fosse stata realizzata dopo la costruzione delle Piramidi di Cheope e di Chefren ottenne una nuova prova a sostegno: il tempio era infatti collegato alla Piramide di Chefren tramite una via d'accesso in pietra calcarea, che era fornita di canali di drenaggio per l'acqua piovana e, sul lato settentrionale, di un grande fosso, che è tagliato in un angolo dal recinto della Sfinge e bloccato con pezzi di granito, per non far defluire l'acqua nel sito. Questo fa pensare che il recinto sia di età posteriore alla via d'accesso della Piramide. D'altra parte il ritrovamento di tombe appartenenti all'epoca di Cheope e Chefren sul lato nord del recinto avvalora l'ipotesi della realizzazione del monumento durante il loro regno o per lo meno non prima.

Erosione A causa della cattiva qualità della pietra calcarea, il corpo della Sfinge è la parte più danneggiata dall'erosione naturale.

Il collo e la parte inferiore del copricapo, oggi mancante, hanno subito per secoli l'erosione provocata dalle folate di sabbia. Sono inoltre presenti numerose crepe lungo il corpo che sono state datate al tempo della formazione della pietra stessa. A causa del persistente deterioramento, nel corso del tempo sono state compiute moltissime riparazioni.