Il gutnico (nome nativo: gutiske, gutamål o gottlenske,. svedese: gutniska o gutamål) è una lingua indoeuropea appartenente al ramo settentrionale delle lingue germaniche. Sebbene si sia sviluppato in autonomia sulle isole di Gotland e Fårö dall'antica lingua gutnica (una varietà della lingua norrena indipendente dal resto delle lingue scandinave) e costituisca quindi tecnicamente una lingua a sé, la forte influenza esercitata su di esso dalla lingua svedese nel corso dei secoli ha fatto sì che il gutnico e le sue varietà siano talvolta classificate come dialetti svedesi. Dal 2010, l'UNESCO definisce il gutnico come una "lingua in pericolo".
I dialetti del gutnico oggi esistenti sono due: il cosiddetto "dialetto gutnico di terraferma" (svedese: storlandsgutamål o storlandsmål), parlato nella porzione sudorientale di Gotaland dove la varietà di Lau (laumål) viene solitamente presa come forma standard, e il dialetto di Fårö (gutnico: faroymål o fåröiskå; svedese: fårömål), parlato sull'omonima isola.
Alcune caratteristiche del gutnico includono la preservazione dei dittonghi norreni come ai (e.g. stain, pietra; cfr. svedese sten) e oy (e.g. doy, morire, cfr. svedese dö). Il gutnico presenta inoltre un trittongo che non esiste in nessun'altra lingua scandinava: iau (e.g. skiaute/skiauta, sparare; cfr. svedese skjuta).
La maggior parte dei gotlandesi non è in grado di comprendere il gutnico e parla invece il gotlandico (svedese: gotländska), ossia un dialetto svedese con influenze gutniche, o lo svedese standard.
Notevoli sforzi vengono oggi portati avanti per rilanciare l'uso della versione tradizionale del gutnico e il Gutamålsgillet, (l'Associazione della Lingua Gutnica) organizza eventi e iniziative per la preservazione e la promozione della lingua gutnica.
Storia Origine
Il dialetto norreno di Gotland si separò relativamente presto dal resto dei dialetti scandinavi, come si può vedere nei documenti scritti dell'isola. Le testimonianze più antiche del gutnico si trovano nelle circa 300 iscrizioni runiche di Gotland. Alcune di esse risalgono tra il IX e l'XI secolo, ma la stragrande maggioranza è stata scritta tra il XII e il XVI secolo. Queste iscrizioni runiche mostrano la conservazione dei dittonghi del norreno antico (e.g. auk 'e' e stain 'pietra'), una delle caratteristiche che ancora contraddistingue il gutnico moderno. In confronto, Le più antiche leggi scritte sul continente, risalenti al XIII secolo, mancano di questi dittonghi, che si erano monottongati (e.g. och e stēn)..
Le differenze non si limitavano all'uso dei dittonghi. Nella Gutalag e nella Gutasaga, entrambe scritte attorno al 1220, l'antico gutnico si presenta come una lingua chiaramente distinta dal contemporanea antico svedese per grammatica, lessico e fonologia. Per questo motivo il gutnico antico, un tempo classificato dai dialettologi svedesi come una varietà dell'antico svedese, è ora solitamente riconosciuto come una lingua separata.
Il gutnico antico rimase la lingua principale parlata e scritta a Gotland fino al XVI secolo. L'ultimo manoscritto in lingua gutnica antica risale al 1587, una copia dell'ultima versione della Gutalag del 1470. Anche nei documenti più tardi, l'antico gutnico mostra di aver pienamente conservato il sistema di casi del norreno. Inoltre, come l'islandese e il faroense, non presenta quegli evidenti influssi basso-tedeschi che nei precedenti quattro secoli avevano profondamente trasformato le altre lingue scandinave.
XVII e XVIII secolo All'inizio del XVII secolo, il Regno di Danimarca e Norvegia, nel tentativo di rafforzare il proprio controllo sulle varie province, rese il danese l'unica lingua dell'amministrazione. I sermoni nelle chiese venivano pronunciati in danese e tutti i verbali erano registrati nella medesima lingua. Il gutnico smise di essere utilizzato quasi del tutto come lingua scritta. Sotto il dominio danese la lingua di Gotland iniziò a cambiare radicalmente; fu in questo periodo che il sistema di casi ereditato dal norreno iniziò rapidamente a erodersi. Questo drastico cambio nella grammatica del gutnico viene solitamente scelto come spartiacque tra la sua fase antica e la sua fase moderna.
Quando nel 1645 Gotland passò alla Svezia, lo svedese rimpiazzò il danese in tutti gli ambiti. Sull'isola giunsero inoltre numerosi funzionari svedesi per amministrare il territorio. La lingua gutnica, già profondamente danesizzata, iniziò quindi ad assorbire parole e caratteristiche dello svedese, lingua con cui tutti gli abitanti dell'isola dovevano avere dimestichezza per poter comunicare con i rappresentanti della corona e per poter comprendere le prediche dei pastori nelle chiese.
Esistono pochissime testimonianze scritte del gutnico risalenti ai secoli XVII e XVIII, nessuna delle quali in documenti ufficiali. Poco è noto quindi dell'evoluzione della lingua in questo periodo. Secondo un visitatore del Settecento, la lingua di Gotland aveva forti elementi danesi. Da alcuni versi celebrativi sappiamo però che nello stesso secolo la struttura grammaticale eredita dal gutnico antico, tolta la flessione nominale, era ancora largamente intatta, mentre il vocabolario era già profondamente cambiato, risultando molto simile a quello del gutnico contemporaneo.
Dal XIX secolo a oggi Con l'introduzione dell'insegnamento pubblico obbligatorio nel 1842, l'influenza dello svedese si fece ancora più pervasiva. Il gutnico scomparve del tutto a Visby e negli altri centri urbani, per perdere poi terreno anche nelle zone rurali. Dapprima sparì nelle campagne intorno al capoluogo, poi anche nelle zone centrali e settentrionali dell'isola. La lingua gutnica si preservò solo nella parte sudorientale di Gotland e sull'isola di Fårö, zone dove tuttora risiedono gli ultimi locutori.
Fonologia Essendo una lingua non standardizzata, esiste una grande varietà di pronuncia tra i vari dialetti e sottodialetti del gutnico. Inoltre, lo studio della sua fonologia viene complicata dal fatto che quasi tutti i suoi locutori tendono a inserire nel loro parlato elementi o parole di origine svedese. Qui di seguito sono quindi riportate le caratteristiche generiche più comuni tra i diversi dialetti.
Vocali
Monottonghi Le vocali contrastive nel gutnico moderno sono /ɪ/, /ʏ/, /e/, /œ/, /a/, /ɔ/, /u/. Di queste, tutte tranne /u/ presentano una versione lunga e una breve. Quella che etimologicamente sarebbe /uː/ si è sviluppata nel dittongo /ʉu/.. AnterioriCentraliPosteriorinon arrotondatearrotondatebrevilunghebrevilunghebrevibrevilungheChiuseɪ ⟨i⟩ɪː ⟨i⟩ʏ ⟨y⟩ʏː ⟨y⟩ʉ* ⟨u⟩uSemichiuseeeːɔ ⟨o⟩ɔː ⟨o⟩Semiaperteɛ* ⟨ä⟩œ ⟨ö⟩œː ⟨ö⟩Aperteaaː *compare come fonema autonomo solo come elemento di un dittongo
/e/ viene solitamente realizzata come [ɛ], ma in alcuni ambienti può venire realizzata come [eæ] o [eɛ]. /e:/ viene solitamente realizzata come [e:], ma in alcuni ambienti può venire realizzata come [e:æ̆]. /e, eː/, quando precedono /r/, consonanti poastalveolari/retrofelsse o (solo nel dialetto di Fårö) /n/ hanno la tendenza ad aprirsi verso [æ, æː].. /œ/ si trova solo in prestiti dal danese o dallo svedese e viene variamente realizzata come [œʏ], [ɑ], [ɔ] o anche [ɞ] a seconda del contesto.. Nel dialetto di Fårö, /a, aː/ vengono arretrate a [ɑ, ɑː].. /ɔ/ viene solitamente realizzata come [ɔ], ma in alcuni ambienti può venire realizzata come [ɔɐ]. /ɔ:/ viene solitamente realizzata come [ɔ:], ma in alcuni ambienti può venire realizzata come [ɔ:ə̆]. /ɔ, ɔː/ possono venir realizzate come semichiuse [o, oː] quando precedono una sonante.. /u/ può venire realizzata come [ʊ] quando non accentata, ma questa sembra essere un'influenza della lingua svedese..
Dittonghi Una delle caratteristiche che distingue il gutnico da tutte le altre lingue germaniche settentrionali è la conservazione dei dittonghi dell'antico norreno, ai quali ha aggiunto inoltre diversi dittonghi innovativi sviluppatisi da precedenti vocali lunghe.. Un'altra caratteristica distintiva del gutnico è l'esistenza di diversi dittonghi composti da una vocale + [ɪ] o [u] che compongono dei fonemi vocalici autonomi che possono occupare la stessa mora di una vocale breve.. Questi dittonghi sono: /eɪ/, /ɛɪ/, /œʏ/, /aɪ/, /ɔɪ/, /ʉu/, /eu/, /au/, /ɔu/. Alcune di queste sequenze si alternano alle vocali brevi in diverse forme morfologiche dello stesso lessema (vedi la sezione apofonia).
/eɪ/ e /ɛɪ/ sono fonemi distintivi nelle varietà di Lau e Burs, dove vengono realizzati come [eɪ] e [ɛɪ], cfr. /'breide/ ['breɪd̪ɛ], "asse" vs. /'brɛide/ ['brɛid̪ɛ], "torcere"; nelle varietà di Östergarn e Fårö i due fonemi si sono fusi e vengono realizzati entrambi come [eɪ] o [ɛɪ]. A Burs, /eɪ/ può essere realizzato anche come [e:]; quando ciò accade, /e:/ viene sempre realizzato come [e:æ] per mantenere la distinzione tra i due fonemi.. /œʏ/ e /ɔɪ/ sono fonemi distintivi e vengono solitamente realizzati come [œʏ] e [oɪ] (in allofonia con [oʏ] davanti a consonante labiale). Nella varietà di Östergarn tuttavia i due fonemi si sono fusi e vengono realizzati come [ɔɪ] ([ɔʏ] davanti a labiale). Sotto l'influenza dello svedese, [œʏ] viene sempre più spesso realizzato come [ʏ:].. /ʉu/, sebbene tipicamente realizzato come [ʉu], presenta una grande variabilità di pronuncia tra i vari dialetti e anche all'interno dei dialetti stessi, venendo realizzato anche come [ʏu], [ɛu] o [øu].. /eu/ viene realizzato come [ɛu], [eu], [eɔ], [ɛo] o [ɛɔ] e non sembra esserci una forma prevalente sulle altre.. /ɔu/ viene solitamente realizzato come [ɔu], anche se in alcune varietà la pronuncia si approssima a [ɑu]..
Trittongo Il gutnico presenta inoltre un trittongo: /ɪau/. Questo trittongo era già presente nel gutnico antico ed è assente nelle altre lingue germaniche settentrionali..
Esempi: /'bɪaude/, ['bɪaud̪ɛ], 'offrire'; /'skɪaute/, ['skɪaut̪ɛ], 'sparare'
Questo trittongo era una volta molto più diffuso, mentre oggi in molte parole ha perso il primo elemento /ɪ/ e si è ridotto al semplice dittongo /au/.
Esempi: gutnico tradizionale /'brɪaust/ vs. gutnico parlato /'braust/ ('seno'); gutnico tradizionale /'drɪaugar/ vs. gutnico parlato /'draugar/, ('duraturo, bastevole').
Consonanti LabialiDentali/ AlveolariPostalveolariRetroflessePalataliVelariGlottidaliNasalimnɳ ⟨rn⟩ŋ ⟨ng⟩Occlusive/ Affricatesordepttʃ ⟨tj⟩ʈ ⟨rt⟩ksonorebdɖ ⟨rd⟩ɡFricativesordefsʃ ⟨sj⟩hsonorevApprossimantilɻ* ⟨r⟩jRotichesorder̥ ~ ɹ̥* ⟨r⟩sonorer ~ ɹ* ⟨r⟩ *allofoni
/t/, /d/ e /n/ sono realizzate come dentali [t̪], [d̪] e [n̪] rispettivamente. /r/ viene realizzata in svariati modi a seconda del dialetto e del contesto. Sembra esserci una libera variazione tra una vibrante alveolare [r] e un'approssimante alveolare [ɹ]. Inoltre, quando scempia in coda di sillaba, viene spesso realizzata come un'approssimante retroflessa/postalveolare [ɻ] (quest'ultima pronuncia non è presente nel dialetto di Fårö). In tutti i dialetti gutnici è inoltre diffusa la tendenza a indebolire /r/ in coda di sillaba: questo fenomeno può manifestarsi come una rotacizzazione della vocale precedente, come una desonorizzazione a [r̥] o [ɹ̥], o come una completa elisione del fonema... Le occlusive /ʈ/ e /ɖ/ e la nasale /ɳ/ non sono propriamente realizzate come retroflesse, ma quasi come postalveolari (poiché non presentano la curvatura all'indietro della punta della lingua). Inoltre compaiono abbastanza raramente nel gutnico di terraferma (sono più frequenti invece a Fårö) e sono spesso il risultato dell'assimilazione delle corrispettive dentali da parte di una precedente /r/. Sarebbero quindi considerabili come allofoni delle rispettive consonanti dentali, tuttavia il fenomeno dell'elisione di /r/ rende la distinzione tra le serie [ʈ]-[ɖ]-[ɳ] e [t̪]-[d̪]-[n̪] fonemica in alcuni contesti.. Le occlusive sorde /p, t, k/ sono sempre realizzate come aspirate [pʰ, t̪ʰ, kʰ], anche quando fanne parte di gruppi consonantici.. /f/ non compare mai in coda a una sillaba.. /j/ non compare mai in coda a una sillaba..