Biografia Discendente di un'antica famiglia di rango pretorio probabilmente originaria di TusculumR. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, p. 56., RebiloPIR2 C 393 (Groag). era bisnipotePIR2 C 391-393 (Groag). del primo console della famiglia, il Gaio Caninio Rebilo che fu console suffetto scelto da Cesare notoriamente per solo alcune ore del 31 dicembre del 45 a.C. Introdotta così tra i nobiles la famiglia, il nonno di Rebilo, Gaio Caninio Rebilo, poté diventare console suffetto nell'autunno del 12 a.C. morendo però in carica forse a causa di un'epidemiaFasti Capitolini (InscrIt. XIII, 1, 1ab = ).PIR2 C 391 (Groag).R. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, pp. 153-154.. Il padre di Rebilo sembra essere stato un altrimenti ignoto Gaio Caninio Rebilo, ricostruito per motivi cronologici come anello di congiunzione tra il console del 12 a.C. e RebiloPIR2 C 392 (Groag)..
La carriera di Rebilo è perlopiù avvolta nel mistero. Forse edile nell'originaria Tusculum insieme al futuro console ordinario del 17 Gaio Celio Rufo e ., Rebilo fu sicuramente console suffetto da settembre a dicembre del 37 insieme ad Aulo Cecina PetoFasti Ostienses, frgm. Ch (Vidman).A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, p. 620.: Rebilo e Peto sembrano essere stati scelti in origine da Tiberio e confermati come suffetti da CaligolaCassio Dione, Storia Romana, LIX, 7, 9., che decise però di inserire se stesso e lo zio Claudio come consoli suffetti aggiuntivi nei mesi di luglio e agosto del 37, come immediati predecessori dei "tiberiani" Rebilo e Peto. Durante il consolato di Rebilo e Peto, il nuovo princeps Caligola ricevette, il 21 settembre, il titolo di pater patriaeA. A. Barrett, Caligula. The Abuse of Power, London-New York 2015, pp. 97-98, che rimanda in particolare ad J. Scheid, Commentarii fratrum Arvalium qui supersunt, Rome 1998, p. 31, frgm. 12c, ll. 83-91. ma poi andò incontro ad una gravissima malattiaFilone di Alessandria, Legatio ad Gaium, XIV-XXI.Svetonio, Caligola, XIV, 2.Cassio Dione, Storia Romana, LIX, 8, 1-2., spesso considerata nelle fonti il punto di svolta del principato del giovaneFilone di Alessandria, Legatio ad Gaium, XIV, XXII, LIX, LXIII, LXVI-LXXIII.Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XVIII, 256.Svetonio, Caligola, VII; XIV, 2-3; XXII; L, 2. e in ogni caso portatrice di conseguenze che influenzarono i rapporti tra il princeps e i suoi principali consiglieriLe ultime ricostruzioni sono in A. A. Barrett, Caligula. The Abuse of Power, London-New York 2015, pp. 107-109, e R. Cristofoli, Caligola. Una vita nella competizione politica, Firenze 2018, pp. 100-106..
Dopo il suo consolatoSeneca, De Beneficiis, II, 21, 5-6., Rebilo, insieme al console ordinario del 34 Paolo Fabio Persico, offrì un'ingente somma di denaro al pretoreR. Syme, Tacitus, I, Oxford 1958, p. 20. Gaio Giulio Grecino, padre del suocero di Tacito Gneo Giulio Agricola e in seguito ucciso da Caligola probabilmente nel 40/41Tacito, Agricola, IV, 1.A. A. Barrett, Caligula. The Abuse of Power, London-New York 2015, pp. 250-251., per aiutarlo nell'allestimento dei ludi pretorii: conscio della cattiva fama di Rebilo e Persico, Grecino rifiutò le offerte dei due consolari.
L'ultima notizia su Rebilo riguarda la sua morte, avvenuta nel 56Tacito, Annales, XIII, 30, 2.. Tacito, che lo definisce come uomo ricchissimo e perito in ambito legale ma di pessima fama a causa delle sue libidini effeminate, afferma che Rebilo si suicidò tagliandosi le vene per sfuggire ai tormenti di una vecchiaia piagata dalla malattia, e pone il suo necrologio in contrapposizione a quello del virtuoso ultra-nonagenario Lucio Volusio SaturninoSul confronto, cfr. R. Syme, Obituaries in Tacitus, in The American Journal of Philology, vol. 79.1 (1958), pp. 18-31, e idem, Roman Papers, III, Oxford 1984, pp. 1369-1370.:
Note
Bibliografia
PIR2 C 393 (Groag).
Categoria:Consoli imperiali romani Categoria:Morti per suicidio