Biografia Il nome di Saturnino è stato per lungo tempo frainteso. Un'epigrafe della città dalmata di Salona. tramanda, infatti, il suo nome in maniera del tutto erronea come Quinto Eutezio Lusio Saturnino: gli studiosi hanno poi corretto il primo nomen in LutezioF. Miltner, Lutetius 1, in RE XIII.2 (1927), col. 2097.PIR2 L 449 (Petersen)., ma solamente grazie ad una nuova rilettura di una tavoletta cerata puteolanaTPSulp. 70 = . è stato possibile definire il suo vero nome come Quinto Fuzio Lusio Saturnino.
Saturnino sembra essere stato in origine un membro dell'élite cittadina già senatoria delle città campane di Nuceria o VenafrumA. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 506-507.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, p. 506 nota 284.G. Camodeca, L'età romana, in Storia del Mezzogiorno, I.2, Napoli 1991, pp. 7-79, in particolare p. 69.G. Camodeca, L'archivio puteolano dei Sulpicii, Napoli 1992, p. 245 nota 32., poi adottato dalla gens Futia, di origine quasi certamente cassinateO. Salomies, Senatori oriundi del Lazio, in H. Solin (ed.), Studi storico-epigrafici sul Lazio antico, Roma 1996, pp. 23-127, in particolare pp. 47-48.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 505-506..
Della carriera di Saturnino, quasi nulla è noto. L'unico incarica attestato, però, lo vede al vertice dello stato romano: Saturnino fu infatti console suffetto insieme a Marco Seio Varano per i mesi di luglio e agosto di un anno da identificare quasi certamente con il 41G. Camodeca, L'archivio puteolano dei Sulpicii, Napoli 1992, pp. 240-245., sostituendo, probabilmente come primi consoli designati da ClaudioA. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 414-416., gli ultimi consoli caligolei Gneo Senzio Saturnino e Quinto Pomponio Secondo.
Qualcosa di più si sa della sua morte: Seneca, nella sua Apocolocyntosis, lo inserisce infatti tra gli amici di Claudio che attendono il princeps nell'oltretomba per vendicarsi della loro ingiusta morteSeneca, Apocolocyntosis, XIII, 5., mentre Tacito riporta, tra le accuse che portarono all'esilio del delator Publio Suillio Rufo nel 58, che fu proprio il delatore a trarre alla rovina SaturninoTacito, Annales, XIII, 43, 2.. È stato ipotizzato che Saturnino possa essere stato condannato a morte da Messalina e dai liberti imperiali nel 43A. Galimberti, La rivolta del 42 e l'opposizione senatoria sotto Claudio, in M. Sordi (ed.), Fazioni e congiure nel mondo antico, Milano 1999, pp. 205-215., nei postumi della fallita rivolta di Lucio Annio Viniciano e Lucio Arrunzio Camillo Scriboniano del 42S.H. Rutledge, Imperial Inquisitions, London-New York 2001, p. 165., ma, allo stato attuale della documentazione, è possibile affermare solo che morì tra 43/44 e 47G. Camodeca, L'archivio puteolano dei Sulpicii, Napoli 1992, p. 241 nota 13.P. Buongiorno, Claudio. Il principe inatteso, Palermo 2017, p. 122..
Incerta è la relazione di Saturnino con il console della seconda metà del principato di Claudio (forse nel 50) Quinto FuzioA. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 505-506.: è certo che appartenessero alla stessa famiglia, ed è stato proposto che potessero essere padre e figlio, oppure fratelliG. Camodeca, L'archivio puteolano dei Sulpicii, Napoli 1992, pp. 245ss..
Note
Bibliografia
F. Miltner, Lutetius 1, in RE XIII.2 (1927), col. 2097. PIR2 L 449 (Petersen). G. Camodeca, L'archivio puteolano dei Sulpicii, Napoli 1992, pp. 240-245. A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 506-507.
Categoria:Consoli imperiali romani