__NOTOC__ La terza stagione della serie televisiva Imma Tataranni - Sostituto procuratore, composta da 4 puntate, è stata trasmessa in prima visione e in prima serata su Rai 1 ogni lunedì dal 25 settembre al 16 ottobre 2023.
nº Titolo Prima TV 1 Lontano dagli occhi 25 settembre 2023 2 Liberaci dal male 2 ottobre 2023 3 Ladri di futuro 9 ottobre 2023 4 Il prezzo della libertà 16 ottobre 2023
Lontano dagli occhi Diretto da: Francesco Amato Soggetto di: Mariolina Venezia, Pierpaolo Pirone, Salvatore De Mola Scritto da: Salvatore De Mola, Francesco Amato
Trama Sono passati alcuni mesi dall'agguato in cui Saverio Romaniello ha perso la vita e il maresciallo Ippazio Calogiuri, colpito da una pallottola, è entrato in coma. Imma lo va a trovare ogni giorno in ospedale nonostante i suoi innumerevoli impegni. In Procura può contare solo su un volenteroso Capozza e su Diana, che inizia a collaborare con lei sempre più attivamente. Per quel che riguarda la famiglia, la figlia Valentina ha deciso di andare a studiare Lingue orientali a Napoli, dove il suo ragazzo Gabriele è tornato a vivere, mentre con il marito Pietro sembra essere tornata la serenità. Inaspettatamente, Calogiuri si risveglia dal coma proprio il giorno prima di essere trasferito in un centro specializzato a Venezia: il maresciallo soffre di amnesia retrograda transitoria e non ricorda nulla (neppure del suo amore proibito per Imma); il problema comunque si risolverà nel giro di alcune settimane, così potra testimoniare dinnanzi al PM che sta indagando sull'attentato a Romaniello, che secondo Vitali è stato ucciso per volere del boss della 'ndrina Mazzocca, mentre Imma sostiene che non è l'unico nemico di Romaniello.
Intanto, Imma indaga sull'omicidio dell'imprenditore alberghiero Giuseppe Antezza, nel cui intestino il dottor Taccardi rinviene del veleno per topi (per la precisione, fosfuro di zinco). L'uomo era un grande amico di Gianni Morandi; è proprio il cantante bolognese a scoprire il cadavere di Antezza nella piscina dell'hotel, e con le sue rivelazioni indirizza subito gli inquirenti verso il possibile colpevole, il tedesco Uli Bonhof, la cui casa è stata l'unica che l'imprenditore non era riuscito a comprare per farne un bed and breakfast e che sosteneva appartenere alla sua famiglia. Bonhof, che si occupa di derattizzazione per piccoli ambienti, aggiunge di aver rifiutato un'ultima offerta di 50.000 euro e di essere stato insultato e minacciato di sfratto. Diana scopre che da adolescente Uli è stato sospettato di aver avvelenato e ucciso il suo rigido istitutore, per questo suo padre l'ha costretto ad andare in Italia e ha pagato profumatamente per insabbiare la faccenda.
Pino Zitoli, l'amministratore di Antezza, spiega che il suo capo si serviva del notaio Rodolfo Filo Della Calce, e che Bonhof gli impediva di completare «il restauro del tessuto abitativo dei Sassi», in pratica speculazione edilizia come specifica Imma; in tribunale, Bonhof aveva augurato più volte la morte ad Antezza. Interrogato in presenza del suo avvocato, Bonhof racconta che odiava profondamente il suo istitutore, che definisce «aguzzino», il quale tra l'altro pur essendo ebreo aveva collaborato coi nazisti vendendo i suoi correligionari, e venendo per questo graziato; inoltre dice che forse odiava Antezza perfino più dell'istitutore, ma si dichiara innocente in entrambi i casi. Successivamente, Bonhof viene posto agli arresti domiciliari.
Angelica Bianco, ex cantante lirica e compagna di scuola di Antezza, rivela che in passato ha perso tutti i suoi averi a causa del gioco d'azzardo, facendo poi inutile appello alla legge Bacchelli, e che l'uomo le offrì ospitalità in albergo; tuttavia definisce Antezza come un uomo poco serio, specie nella vita privata essendo stato uno sciupafemmine, impegnatosi seriamente solo negli affari. Rodolfo Filo Della Calce riceve Imma e Diana nel suo studio, spiegando che il testamento di Giuseppe era stato scritto l'anno precedente, ma due giorni prima di morire voleva cambiarlo perché intenzionato a lasciare tutto alla sua futura moglie, cioè la signora Bianco, che considerava l'unico vero amore della sua vita, e lui gli aveva risposto che sposandosi non era necessario farne uno nuovo ma sarebbe bastato annullare il precedente. Aprendo la busta del testamento, scoprono che l'uomo aveva designato come erede universale suo figlio, senza però indicarne l'identità.
Zitoli vuole procedere con la causa per far perdere l'abitazione a Uli, e l'avvocato di quest'ultimo chiede a Imma di impedirlo; Bonhof racconta a Imma che l'amministratore gli ha quasi messo le mani al collo, lo ha insultato, picchiato e lo ha minacciato di sbatterlo in galera. Da una ricerca su Zitoli, Diana scopre che l'uomo praticamente vive per il lavoro e che i suoi genitori non hanno mai vissuto insieme; in particolare il padre era portiere d'albergo all'Hotel Europa, proprio quello di proprietà di Antezza. Parlando con la propria madre, Imma scopre che la madre di Zitoli, Domenica, faceva la donna delle pulizie all'hotel, che non si è mai sposata e viveva sola, e che il padre di Pino le mandava i soldi per crescere il figlio, e gli aveva dato il nome ma non il cognome. Morandi spiega a Imma di aver conosciuto Zitoli quando era a Matera per un concerto, e che l'uomo gli aveva raccontato di aver smesso di suonare la chitarra da ragazzo per accontentare il padre.
Imma incontra Zitoli ai Sassi. Come spiega la PM, lui smise di suonare e studiò economia per volere del padre, mentre la madre venne assunta come donna delle pulizie all'Hotel Europa da Antezza, col quale aveva avuto una relazione dalla quale nacque proprio lui; tuttavia Antezza aveva fatto riconoscere il neonato a un altro dipendente, Ruggero, ma aveva continuato a occuparsi di loro e in seguito aveva assunto il figlio come suo amministratore dopo la laurea. Zitoli sapeva che Antezza gli avrebbe lasciato il patrimonio, ma non sapeva che nel testamento lo aveva indicato come figlio, perciò, dopo averlo saputo dal notaio, aveva fatto il test del DNA. Inoltre sapeva che il padre intendeva sposarsi con Angelica, ma era contrario perché riteneva che l'unica donna con la quale avrebbe dovuto farlo fosse sua madre Domenica, che tuttavia Antezza considerava una cosa insignificante, chiedendo inoltre al figlio di fargli da testimone di nozze; è stato allora che ha deciso di uccidere il padre, non per i soldi, ma perché non voleva che Antezza «se ne andasse all'altro mondo felice».
Nel frattempo, Gibril smette di fare il badante per la madre di Imma poiché si ricongiunge con la sua famiglia in Francia. Pietro inizia a frequentare la palestra per fare boxe e conosce Sara Strippoli, una giovane e brillante paleontologa molto spigliata e senza peli sulla lingua. Dato che il testamento di Antezza era a nome di quello che si è rivelato essere il suo assassino, non è più valido, e il patrimonio andrà in beneficenza. Angelica decide di lasciare Matera, città in cui non si riconosce più, e di andare in una casa di riposo per artisti a Milano.
Calogiuri sostiene l'interrogatorio con il PM che sta indagando sull'attentato a Romaniello, il quale giudica il comportamento tenuto dal maresciallo come superficiale perché non doveva accettare la deviazione chiesta da Romaniello, nemmeno se pensava che nessuno ne fosse al corrente; Calogiuri ritiene che in questa storia ci sia «qualcosa di marcio» e afferma di voler «continuare a combattere per la verità».
Altri interpreti: Sara Drago (Sara Strippoli), Betty Pedrazzi (Angelica Bianco), Gaetano Colella (Lorenzo Annibali), Danilo Nigrelli (PM Landolfi), Amedeo De Paolis (Bruno Petrone), Gianni Morandi (se stesso), Gianpiero Borgia (Rodolfo Filo Della Calce), Raffaele Braia (medico), Elenka Briglia (usciera della Procura), Mauro Leuce (preside), Antonio Montemurro (Luciano De Ruggeri), Eleonora Russo (Guarini), Michele Savoia (Pino Zitoli), Alessia Venturini (professoressa giovane), Werner Waas (Uli Bonhof). Ascolti: telespettatori – share 27,1%.
Liberaci dal male Diretto da: Kiko Rosati Soggetto di: Mariolina Venezia, Pierpaolo Pirone, Salvatore De Mola Scritto da: Pierpaolo Pirone, Francesco Amato
Trama Alla gravina di Laterza viene trovato il cadavere del 29enne Raffaele Pollice, apparentemente morto per un'overdose e che aveva precedenti per droga. Nell'indagine, iniziata dal PM De Donato, Imma viene affiancata da Calogiuri, il quale torna a prestare servizio senza provvedimenti disciplinari ma con l'esortazione da parte del procuratore Vitali a seguire esclusivamente gli ordini della Tataranni.
La madre di Raffaele racconta che, dopo averle tentate tutte, è stato proprio il figlio a voler essere ospitato nella comunità di recupero "Ragazzi selvaggi", nella quale poi scelse di rimanere a lavorare; il padre è dichiaratamente scettico sul fatto che il figlio fosse cambiato in meglio, mentre la sorella, divenuta suora e tornata in fretta dalla Calabria, si mostra molto più comprensiva. Successivamente, quest'ultima spiega a Imma e Calogiuri che Raffaele, seppur effettivamente fosse guarito dalla dipendenza, riprese a far uso di eroina dopo la morte della fidanzata deceduta per overdose alcuni mesi prima e che aveva conosciuto in comunità, nella quale lui venne poi riaccolto. L'autopsia conferma che Raffaele è morto per overdose.
Santo Selvaggi, direttore della comunità, dice a Imma e Calogiuri che Raffaele era molto amato da tutti loro, e non crede affatto che abbia ripreso a drogarsi perché per lavorare lì è obbligatorio fare gli esami del sangue ogni mese, e comunque se ne sarebbe accorto; afferma inoltre che aveva superato la morte di Sasha, da lui ritenuta una debole. Infine, dichiara che il loro laboratorio «dà fastidio a tanti».
Diana scopre che Raffaele era stato aggredito una settimana dopo la morte della fidanzata, ma ad aver sporto denuncia contro ignoti fu il carabiniere giunto in suo soccorso. Secondo Imma il colpevole è il padre di Sasha, Carmine Salandra, il quale aveva già sfasciato il laboratorio della comunità. Il dottor Taccardi rivela che la dose che ha stroncato la vita di Raffaele era la prima assunta da quando si disintossicò, da anni; un'ipotesi molto probabile è quindi che il ragazzo sia stato ucciso da qualcuno che l'ha costretto ad andare in overdose. Carmine conferma di aver aggredito Raffaele per la rabbia; dato che l'uomo è rappresentante di farmaci, si pensa che per vendetta possa aver narcotizzato e drogato a morte il ragazzo, ma Carmine respinge le accuse, e infatti il suo alibi viene confermato dai clienti di un bar.
Lo spacciatore Antonio Solìto, che conosceva Pollice da anni e dal quale sembra che il ragazzo acquistasse droga non per se stesso ma per qualcun altro, viene tratto in arresto per traffico di eroina. Una ragazza della comunità rivela a Ippazio che Pollice le aveva chiesto in prestito il cellulare perché il suo era rotto dopo aver litigato con una persona pochi giorni prima di morire.
Elsa Paolicelli, figlia di un importante costruttore, si sta per sposare con Marco Carlomagno, ex impiegato del futuro suocero e migliore amico di Raffaele. Carlomagno sostiene di aver telefonato a Raffaele per chiedergli di fargli da testimone al matrimonio, ma dai tabulati risulta che la persona con cui aveva parlato prima di rompere il telefono era proprio lui. Marco nega, dicendosi certo che l'amico si fosse ripulito dalla tossicodipendenza, ma non ha nulla di rilevante da aggiungere.