Il Danubio (anticamente Danoia; ; ; ; in croato, in serbo e ; ; ) è un fiume dell'Europa centro-orientale. Con 2.860 km è il secondo per lunghezza tra i corsi d'acqua del continente (dopo il Volga) nonché il più lungo tra i fiumi navigabili dell'Unione europea.

Le sue sorgenti sono nella Foresta Nera in Germania, dove due piccoli fiumi, il Brigach e il Breg, si riuniscono a Donaueschingen. È a partire da questo punto che il fiume prende il nome di Danubio, anche se si tende a pensare che il Brigach sia a sua volta un affluente del Breg; pertanto, quest'ultimo sarebbe già il Danubio. Dalle sorgenti scorre verso est, e attraversa varie capitali dell'Europa centrale e orientale (Vienna, Bratislava, Budapest e Belgrado). Alla fine del suo corso si getta nel Mar Nero attraverso un ampio delta sul confine tra Romania e Ucraina. Il delta del Danubio è inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Il Danubio è da decine di secoli un'importante via navigabile. Conosciuto nella storia come una delle frontiere dell'Impero romano, il fiume scorre entro i confini di dieci paesi: Germania (7,5% del bacino idrografico), Austria (10,3%), Slovacchia (5,8%), Ungheria (11,7%), Croazia (4,5%), Serbia, Bulgaria (5,2%), Romania (28,9%), Moldavia (1,7%) e Ucraina (3,8%). Il suo bacino idrografico comprende parte di altri nove paesi: Italia (0,15%), Polonia (0,09%), Svizzera (0,32%), Repubblica Ceca (2,6%), Slovenia (2,2%), Bosnia ed Erzegovina (4,8%), Montenegro, Macedonia del Nord e Albania (0,04%).

Etimologia Il nome del Danubio in rumeno è Dunărea, in croato è Dunav, in bulgaro e serbo è Дунав/Dunav, in ungherese è Duna, in slovacco è Dunaj, in russo e ucraino è Дунай, in tedesco è Donau, in inglese e francese è Danube, in turco è Tuna, in latino Dānubius o Dānuvius.

Si ritieneDNGHU Sóqitis - Proto-Indo-European Etymologycal Dictionary, 2009 Julius Pokorny, Indogermanisches etymologisches Wörterbuch - a cura di G.Sarostin - online su IEED che questi termini derivino da un'antica radice protoindoeuropea, che è stata ricostruita come *dʰenh₂- ~ *dʰonh₂-Michiel De Vaan, Etymological Dictionary of Latin and the Other Italic Languages, Leida, Brill, 2009, pp. 230–231. e significava ‘fluire, scorrere (corsi d'acqua)’; altri importanti fiumi europei sono nominati a partire dalla medesima radice, ad esempio il Donec, il Dnepr (Dnipro), il Dnestr o Nistro, il Don in Russia e diversi affluenti chiamati Don in Inghilterra e in Francia.

L'originaria radice indoeuropea sarebbe arrivata al latino tramite le lingue celtiche, nella forma (ricostruita) *Dāne/owjosRobert S. P. Beekes, «River», in Encyclopedia of Indo-European Culture, a cura di J.P. Mallory e D.Q. Adams, Londra, Fitzroy-Dearborn, 1997, pp. 486–487. (documentata nel idronimo gallese Donwy), oppure, secondo qualcuno, attraverso le lingue degli Sciti e dei Sarmati, appartenenti al ceppo iranico (per il quale sono documentati l'avestico dānu ‘fiume’, l'osseto don ‘fiume’ ed il persiano antico danuvatiy ‘fluisce, scorre’).

In greco antico il Danubio aveva il nome di Istros (Ἴστρος), che si ritrova anche in latino nella forma Ister. Lo stesso Danubio, indicato con il suo nome tedesco Donau, e quattro suoi affluenti Günz, Mindel, Riss e Würm sono usati in paleoclimatologia per indicare le cinque ere glaciali.

Idrografia

Il Danubio, scorrendo da ovest verso est, raggiunge la regione del Mar Nero dopo un viaggio di oltre 2.800 km, Le Danube, Encyclopaedia Universalis 10, articolo di André Blanc e Pierre Carrière. sviluppandosi in un delta di circa 4.300 km² tra Romania e Ucraina. A differenza di altri fiumi, la lunghezza del Danubio è registrata a partire dalla foce invece che dalla sorgente. Il punto zero ufficiale è presso la città di Sulina che si affaccia sul Mar Nero (dove sfocia uno dei bracci principali del delta). Il bacino idrografico del fiume si estende su una superficie di circa 805.000 km².

Dalla sorgente alla foce, i principali affluenti sono:

Iller con 70 m³/s Lech con 200 m³/s Naab con 49 m³/s Altmühl con 22 m³/s Regen con 35 m³/s (si immette a Ratisbona) Isar con 174 m³/s Inn con 735 m³/s (si immette a Passavia) Traun con 150 m³/s Enns con 195 m³/s Morava con 110 m³/s Rába con 63 m³/s Váh con 161 m³/s Hron con 55 m³/s Ipeľ con 22 m³/s Sió, emissario del Lago Balaton, con 39 m³/s Drava con 577 m³/s (nasce in Alto Adige, Italia) Tibisco con 794 m³/s Sava con 1.564 m³/s (si immette a Belgrado) Timiș con 47 m³/s Grande Morava con 232 m³/s Timok con 31 m³/s Jiu con 86 m³/s Iskăr con 54 m³/s Olt con 174 m³/s Jantra con 47 m³/s Argeș con 71 m³/s Ialomița con 45 m³/s Siret con 240 m³/s Prut con 110 m³/s

Idrologia La portata d'acqua del Danubio misurata a Tulcea di 6500 m³/s è il risultato della raccolta delle precipitazioni che cadono su tutto il bacino idrografico del fiume,Articolo su le Danube, Dictionnaire illustré des merveilles naturelles du monde, Ed. du Reader 's Digest, 1977, p 120-121 che va dai 2000 ai 3000 mm all'anno delle regioni alpine, ai 600 mm della Moravia, per una media di circa 800 mm. I vari affluenti del Danubio hanno una notevole variabilità nel loro regime: regime pluviale oceanico della Baviera occidentale, nivo-pluviale di montagna in Austria, pluvio-nivale di pianura in Ungheria, nivale di pianura in Valacchia-Moldavia.Marinela Simota, L'exemple et l'expérience du Danube, resoconto di una conferenza tenutasi a Lione, giugno 2001

Il regime pluvio-nivale complesso del Danubio riflette queste diverse influenze. Fino a Ulma riceve influenze oceaniche con abbondanti precipitazioni d'estate. Poi, i suoi affluenti alpini - il Lech, l'Isar, l'Inn, l'Enns, l'Ybbs - rendono il Danubio alpino fino all'80%. Il fiume è allora sensibile alla ritenzione invernale e alla successiva fusione della neve tanto che a Linz presenta un flusso minimo in dicembre e un picco nei mesi di maggio-giugno (per una media di 1710 m³/s). L'influenza di questo regime rimane sensibile anche a Vienna (con una portata media di 2237 m³/s), fino al mese di giugno il fiume è ancora gonfio ed entra nel periodo estivo caratterizzato da piogge tipiche dell'Europa centrale. Queste piogge sono responsabili di catastrofiche inondazioni, il Danubio aumenta la portata fino a 5 volte: 8000 m³/s nel giugno 1965 e 1970, e 9000 m³/s nel mese di luglio 1899. A Budapest e Bratislava la fusione del sole invernale mantiene la portata massima nel periodo maggio-novembre. Il contributo delle acque del fiume Tibisco e Sava anticipano in questi punti di confluenza le grandi portate alla primavera (tra aprile e maggio), ed accrescono la portata minore da giugno a settembre (a Giurgiu si raggiungono i 5900 m³/s). Dalle Porte di Ferro, il Danubio diventa sensibile al sistema climatico a cui va incontro (quello della steppa russa) che apporta al fiume alti contributi d'acqua nel periodo invernale.

Gli inverni rigidi legati al clima continentale possono ghiacciare, in alcuni anni, brevi tratti del Danubio, e ciò può portare, durante il disgelo, a delle inondazioni (quella del marzo 1956 è stata la più importante). I danni principali si registrano in Ungheria, la cui pianura è regolarmente invasa dalle acque.

Portate medie mensili

Storia geologica

Dal punto di vista geologico, il corso del Danubio è molto più antico del Reno il cui bacino imbrifero è confinante nel sud della Germania. Ciò comporta alcune peculiarità.

Il Reno è l'unico fiume alpino che scorre in direzione nord verso il Mare del Nord. In tal modo catalizza le acque che scorrono in quella direzione e separa alcune regioni del sud della Germania in due.

Fino all'ultimo periodo glaciale (Riss) il Reno iniziava a sud-ovest della Foresta Nera e le acque delle Alpi che oggi confluiscono nel Reno scorrevano in direzione est nel Danubio. Il corso del Danubio passava più a nord, lungo una linea Wellheim – Dollnstein – Eichstätt – Beilngries – Riedenburg. Le gole presenti nel Giura svevo, ora prive di fiumi, sono i resti di un antico letto del fiume molto più grande dell'attuale. Quando successivamente una parte della pianura del Reno superiore andarono formandosi in seguito ad erosione, molte delle acque provenienti dalle Alpi hanno cambiato la loro direzione, raggiungendo il Reno.

Nell'attuale periodo geologico, una parte del Danubio si perde e si infiltra nei calcari porosi del Giura svevo e raggiunge il Reno situato più a valle. Poiché queste grandi quantità di acqua continuano l'azione di erosione del calcare, si presume che il Danubio superiore andrà un giorno a scomparire completamente in favore del Reno.

Vicino ad Immendingen il Danubio è quasi completamente asciutto perché l'acqua filtra nella terra e, attraverso fiumi e grotte sotterranee, raggiunge l'Aachtopf distante quattordici chilometri che alimenta il lago di Costanza, e quindi indirettamente il Reno. Questo fenomeno prende il nome di scomparsa del Danubio (Donauversickerung). Quando l'acqua è molto bassa, il Danubio si infiltra totalmente nel terreno ed è alimentato solo da torrenti come Krähenbach ed Elta.

Fino alla regione a valle di Vienna, il Danubio appare più come un fiume di montagna e solo da questo punto in poi inizia a presentare le caratteristiche di un grande fiume di pianura. Fattori come la rapida fusione della neve e forti precipitazioni sulla regione alpina, contribuiscono all'improvviso rigonfiamento del fiume che può portare a delle alluvioni. Mediante il controllo del fiume e l'eliminazione o l'urbanizzazione di alcune delle zone alluvionali, l'uomo ha aggravato il fenomeno: il numero delle alluvioni è aumentato nel corso del XX secolo. Le più grandi alluvioni dell'ultimo secolo si sono verificate nel 1954, 1988 e 2002.

Geografia Visione d'insieme Il Danubio è formato dall'unione di due torrenti discendenti della Foresta Nera, il Breg e il Brigach. Il Breg ha la sua sorgente vicino a Furtwangen a 1.078 metri sul livello del mare. Avendo un percorso più lungo la sua fonte, che si trova a soli cento metri del bacino idrografico del Reno, è considerata come la fonte geografica del Danubio. I due torrenti si incontrano a Donaueschingen dove nel parco del castello è presente una fontana monumentale del XIX secolo chiamata Donauquelle, che simboleggia la fonte ufficiale del fiume. Il Danubio tocca le città di Sigmaringen ed Ulma ed attraversa poi la Baviera, bagnando le città di Ratisbona e Passavia, prima di raggiungere l'Austria settentrionale (via Linz e Vienna), proseguendo poi lungo la via meridionale della Slovacchia vicino a Bratislava e l'Ungheria attraversata da nord a sud oltrepassando Budapest. In seguito corre lungo il confine tra Croazia e Serbia bagnando tra le altre la città di Belgrado, prima di segnare il confine tra Serbia e Romania e successivamente tra Romania e Bulgaria, per poi attraversare la Romania da sud a nord e, infine, gettarsi nel Mar Nero dividendosi in tre rami principali e dando forma ad un grande delta, situato lungo la frontiera con l'Ucraina. La Repubblica di Moldavia nel 1990 ottenne l'accesso a circa 300 metri della riva sinistra del fiume vicino Giurgiulești (tra Galați e Reni).

Il delta del Danubio, in Romania, è una zona naturale protetta, in particolare per la foresta Letea dall'aspetto tropicale. Si tratta di un patrimonio mondiale dall'UNESCO dal 1991.

Il contributo dei vari paesi che si affacciano sul Danubio in termini di portata del fiume è come segue: Austria (22,1%), Romania (17,6%), Germania (14,5%), Serbia (11,3%), Bosnia (8,8%), Croazia (6,4%), Ungheria (4,3%), Ucraina (4,3%), Bulgaria (3,7%), Slovenia (3,1%), Slovacchia (1,9%), Repubblica Ceca (1,2%), Moldavia (0,7%).

Dieci paesi si affacciano lungo il Danubio. Il fiume serve come confine naturale per una lunghezza di 1.070,9 km, cioè il 37% della sua lunghezza totale. Quattro paesi sono situati solo su una sponda (Croazia, Bulgaria, Moldavia e Ucraina).

Percorso dettagliato dalla Foresta Nera al Mar Nero Germania