Biografia Lichtenberg era l'ultimo di diciassette figli del pastore protestante luterano Johann Conrad Lichtenberg (1689—1751). In seguito a una deformazione della spina dorsale prima dell'età adulta, causata da una caduta da bambino, diventò gobbo. Nel 1763 riuscì ad entrare alla Georg-August-Universität Göttingen, in cui nel 1769 divenne professore straordinario di fisica, e infine nel 1775 un professore ordinario. Lichtenberg fu uno dei primi scienziati ad introdurre nelle proprie lezioni esperimenti con apparecchiature; per questo fu una delle figure intellettuali d'Europa maggiormente popolari e rispettate.
Ebbe anche buoni rapporti con altri grandi personaggi della sua epoca, come Goethe e Kant. Nel 1793 Alessandro Volta visitò Göttingen appositamente per vedere proprio gli esperimenti di Lichtenberg; nello stesso anno fu anche eletto membro della Royal Society. Ai giorni nostri è ricordato soprattutto per le sue ricerche riguardanti l'elettricità o più precisamente per le cosiddette Figure di Lichtenberg. Fu vicino all'Illuminismo, a cui lo univano il materialismo, l'anticlericalismo e lo scetticismo filosofico.
Per quanto concerne la vita sentimentale, Lichtenberg ebbe molte relazioni, la maggior parte delle quali con donne di bassa estrazione sociale. Nel 1777, a 35 anni, conobbe la tredicenne Maria Stechard, che andò a vivere stabilmente con lui a 16 anni dopo il 1780, e morirà due anni dopoCome raccontato in Gert Hofmann, Lichtenberg and the Little Flower Girl (traduzione di Michael Hofmann) (1782); nel 1783 incontrò Margarethe Kellner (1768-1848), con cui convolò a nozze nei primi giorni del 1789 con la convinzione che sarebbe morto di lì a poco e che la donna necessitasse di una pensione. La donna gli diede sei bambini, vivendo poi altri 49 anni dopo la sua morte.
Lichtenberg visse ancora un decennio, morendo a 56 anni dopo una breve malattia (1799).
Nonostante il dichiarato ateismo, la moglie lo fece seppellire nel cimitero protestante di Göttingen, dove sarà sepolta anche lei.
Traduzioni italiane Osservazioni e massime, trad. di Enrico Burich, Lanciano, Carabba, 1915 (rist. 2009) Osservazioni e pensieri, trad. di Nello Saito, Torino, Einaudi, 1966 Libretto di consolazione, trad. di Adolfo Fabbio, Milano, Rizzoli, 1981 Lo scandaglio dell'anima: aforismi e lettere, trad. di Anacleto Verrecchia, Milano, Rizzoli, 2002 Zibaldone segreto, trad. di Francesco Franco Farina, Milano, Edizioni Virgilio s.a.s., 2002 La luce nera dell'umorismo, trad. di Berlinghiero Buonarroti, in Tuttologia e Contro Zam, Viareggio, Edizioni Cinquemarzo, collana Diaforia, 2017
Note
Bibliografia Nello Sàito, Lessing e Lichtenberg, Milano, Soc. editrice Dante Alighieri, 1961 Augusto Menduni, Il Timorus di G. Chr. Lichtenberg, Genova, Stabilimento tipografico A. Porcile, 1967 Anacleto Verrecchia, Georg Christoph Lichtenberg: l'eretico dello spirito tedesco, Firenze, La nuova Italia, 1969 Matilede de Pasquale, Cura ut valeas meque mutuo diligas: le lettere ai familiari di G. Chr. Lichtenberg, Roma, Empiria, 1999
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Aforisti tedeschi Categoria:Personalità dell'ateismo Categoria:Illuministi Categoria:Umoristi tedeschi Categoria:Membri dell'Accademia delle scienze di Gottinga