Rasa di Varese (fino al 1939 Rasa di Velate) è una frazione del comune di Varese. Viene spesso riferita al femminile, come "la Rasa".
Geografia Geograficamente costituisce un borgo a sé stante dalle caratteristiche prettamente rurali: il nucleo storico comprende case cortilizie e a loggiati tipiche dei villaggi contadini del Varesotto. L'abitato è ben distinto dagli agglomerati circostanti e circondato da boschi; verso sud tuttavia l'urbanizzazione presente lungo la strada provinciale 62 di fatto la congiunge alla conurbazione di Varese.
Adagiato lungo l'alto corso del fiume Olona, che ha la sua sorgente principale pochi chilometri a nord dell'abitato, il centro abitato di Rasa si trova nella vallata che collega l'alta Valle Olona alla Valcuvia. Il borgo è contornato a ovest dalle vette dei monti Legnone e Pizzella (o Pizzelle), appartenenti al massiccio del Campo dei Fiori, e a nord-est da quella del Chiusarella. Tutto il territorio della frazione ricade nei confini del Parco Regionale Campo dei Fiori.
Il clima locale è di tipo prealpino, caratterizzato da estati non eccessivamente calde e inverni rigidi, anche per via delle poche ore di sole a causa delle vette montuose circostanti. Le temperature sono generalmente inferiori rispetto al centro di Varese, con frequenti precipitazioni, specialmente nei mesi primaverili e autunnali, e una marcata escursione termica stagionale. Il clima locale viene rilevato da una stazione meteorologica attivata nel 2011 su iniziativa privata.
Monumenti e luoghi d'interesse thumb|left|upright=1.4|Il fiume Olona ancora ruscello alla Rasa di Varese
Nel centro di Rasa l'edificio più importante è la chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, che conserva l'affresco della Madonna col Bambino (oggetto di devozione popolare) e un organo moderno del 1931, opera di Giorgio Maroni. La frazione comprende un piccolo cimitero, situato sulla strada per Varese, in cui tra gli altri riposa il missionario don Vittorio Pastori.
Gli altri luoghi d'interesse sono situati a nord del centro abitato, quasi al confine con il comune di Brinzio:
Villaggio Scuola Sandro Cagnola: nel 1902 l'imprenditore edile Albino Cagnola acquista l'area paludosa delle sorgenti dell'Olona, ai piedi del monte Legnone, provvedendo a realizzare vari lavori di drenaggio (consentendo di bonificare la zona e raccogliere le acque della sorgente in un pozzo), per poi edificare la villa padronale e curare l'allestimento del parco circostante, che finisce per abbracciare tutto il versante varesino del Legnone, fino alla vetta inferiore. Successivamente, tutta la proprietà passa da Albino al fratello, il medico (otorino) Amedeo Cagnola, che contestualmente perde in giovanissima età il figlio Sandro. La villa e il relativo parco (16 ettari) vengono donati nel 1938 al Comune di Milano per ricavarne un luogo di riposo per i mutilati. L'esperienza si evolve in un villaggio scuola privato di natura laica (affidato alla CGIL), nel quale vengono ammessi perlopiù figli di mutilati, emarginati e caduti bellici, che vengono organizzati in chiave comunitaria e avviati, oltre all'istruzione, all'apprendimento di un lavoro nei laboratori che vengono costruiti nel parco. Il "villaggio Sandro Cagnola" chiude definitivamente nel 1972 e cade in rovina. Nei primi anni 2000 il Parco Regionale Campo dei Fiori rileva la proprietà e attorno al 2009 avvia la ristrutturazione del complesso (edifici e parco), con l'obiettivo di trasformarlo in un centro polifunzionale di educazione ambientale. In esso è stata installata la sede del corpo delle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco e vi ha avuto sede anche un parco avventura. Altro usufruttario del complesso è stato il Consorzio dei Castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio, che vi ha avuto la propria sede.
Fornace della Riana: sorge a pochi metri dal complesso di Villa Cagnola, ed è un'antica fornace da calce (alimentata da una cava calcarea retrostante), in rovina.
Passo della Motta Rossa: situato a 565 metri sul livello del mare, è un'altura di natura morenica: costituisce il punto più alto raggiunto dalla strada provinciale 62, che collega Varese con la Valcuvia. È altresì lo spartiacque tra il bacino imbrifero del fiume Olona e quello dei tributari del lago Maggiore.
La Necropoli Romana, di epoca precristiana, sita a nord dell'abitato, nel cosiddetto prato della Riana. La stessa denominazione della Riana potrebbe provenire da dell'Ariana, vale a dire "della necropoli Ariana".
La Miniera della val Galina sita nell'omonima valle, sulle pendici del Monte Chiusarella, è un sito abbandonato di estrazione della galena (nel dialetto locale galina), da cui il nome della valle.
Idrografia Presso la Rasa di Varese nasce il fiume Olona: le acque percolano dal monte Legnone e, in misura minore, dalla Martica, raccogliendosi in un pozzo situato nel giardino del Villaggio Cagnola. Ancora in regime di ruscello, l'Olona raccoglie le acque dei torrenti Legnone, Sesnivi (o Valle del Forno) e Des. Sul territorio della Rasa insistono altresì i torrenti Buragona e Galina, che non appartengono tuttavia al bacino dell'Olona: si uniscono oltre la Motta Rossa e sfocian nel laghetto di Brinzio.
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