L'area dellitalofonia è l'insieme dei paesi e delle persone che parlano l'italiano come lingua madre (L1), lingua ufficiale o come seconda lingua (L2).Dizionario Il Nuovo De Mauro su Internazionale. www.dizionario.internazionale.it, consultato lo 08/12/2015 Il termine è attestato nei dizionari dal 1963.
In generale, secondo Ethnologue al 2020 la lingua italiana è parlata da 68 milioni di persone, di cui 64,6 milioni circa sono parlanti L1 e 3,1 milioni circa sono parlanti L2. Tuttavia, ci sono fonti secondo cui il numero totale di italofoni, tra madrelingua e non, si attesterebbe sugli 80 milioni nell’Unione europea (il 18% dei 446 milioni di cittadini dell’unione sarebbero in grado di parlarlo o ne conoscerebbero le basi), senza contare i Paesi extraeuropei. I parlanti di italiano risiedono prevalentemente in Italia, ma alcuni milioni di parlanti L1 e L2 sono sparsi nel mondo.
Italofonia ufficiale PaeseAbitanti (anno)Cittadini italofoni L1%Diffuso comeNote836 (2012)74489%1ª linguaCo-ufficiale assieme al latino, lingua ufficiale della Santa Sede. (2011)0,42%3ª linguaCo-ufficiale e parificato al croato nella regione istriana. (2017)95%1ª lingua (2018)100%1ª lingua (2011)0,11%3ª linguaLingua co-ufficiale e parificata allo sloveno nei comuni di Ancarano, Capodistria, Isola d'Istria e Pirano, nella regione del Litorale, che include anche la parte slovena dell'Istria.Censimento linguistico federale 2013: Popolazione residente permanente di 15 anni e più secondo le lingue principali (2013)8,1%3ª linguaLingua ufficiale e nazionale in tutta la federazione svizzera. Unica lingua ufficiale in Canton Ticino e co-ufficiale assieme al tedesco e al romancio nel Canton Grigioni.
Italofonia non ufficiale L'italiano ha una diffusione significativa in diversi Paesi in cui non è lingua ufficiale: è la quarta lingua straniera più studiata al mondo e l'ottava più usata dagli utenti di Facebook.
Questa diffusione è legata a vicende storiche di vario genere: annessione ad altri Paesi e influenza storica: perdita di territori con intense relazioni politiche e commerciali con la penisola italiana e le cui popolazioni, in varie epoche, facevano riferimento all'Italia (Nizzardo, Corsica, Istria, Dalmazia, etc..). diffusione per emigrazione: l'italiano è stato diffuso dagli emigranti italiani delle diverse epoche, o appreso dai loro discendenti che lo hanno affiancato o sostituito ai rispettivi dialetti. presenza coloniale: la lingua italiana si è diffusa attraverso la colonizzazione italiana, sia con il suo apprendimento da parte dei nativi che con l'arrivo dei coloni italiani. studio come seconda lingua da parte di cittadini stranieri, residenti all'esterno o all'interno dei territori italofoni. Per ragioni economiche e culturali, la lingua italiana gode infatti di crescente popolarità nel mondo.
Perdita di territori o zone di lunga influenza Esistono aree in Europa e nel mondo dove la «lingua del sì» è da secoli conosciuta da parti anche molto importanti della popolazione, pur non essendo più la lingua ufficiale, dopo alterne vicende storiche, o non essendolo mai stata.
Al primo caso appartengono Malta, il Principato di Monaco, parte del Nizzardo, la Corsica, la Dalmazia, altre località del Quarnaro e le Bocche di Cattaro.
Al secondo caso appartiene la regione dei Balcani, in particolar modo l'Albania e la Grecia.
Diffusione per emigrazione In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunità italiane, che hanno mantenuto una presenza significativa principalmente negli Stati Uniti d'America, in Messico, in Brasile, in Argentina, in Venezuela, in Uruguay, in Australia, in Canada, in Francia, in Germania, in Belgio, in Cile, nel Regno Unito e nei cantoni non italofoni della Svizzera.
La lingua italiana ha in parte influenzato lo spagnolo parlato in Argentina e in Uruguay, grazie alla forte immigrazione, anche se molti italianismi diffusisi in Argentina e Uruguay soprattutto nel lunfardo, il peculiare argot di Buenos Aires e Montevideo, sono ormai considerati arcaicismi in castigliano, oppure hanno mutato il loro significato rispetto alla voce italiana che li ha originati. Simile influenza, ma meno accentuata e limitata ad alcuni aspetti fonetici, viene registrata anche nel portoghese parlato a San Paolo e nel Brasile meridionale (in Rio Grande do Sul una varietà della Lingua veneta chiamata talian è diffusa nella regione montuosa dello stato).
In passato la lingua italiana era usata da comunità storiche di emigrati in numerose altre località del bacino mediterraneo (da Gibilterra alla Crimea, da Costantinopoli all'Algeria passando per Tunisi, Alessandria d'Egitto e il Libano).
Ex-colonie Prima della seconda guerra mondiale l'italiano era piuttosto diffuso anche nelle ex-colonie italiane dell'Africa Orientale Italiana (AOI), in Libia e nel Dodecaneso. Negli ultimi anni la diplomazia italiana sta cercando in questi paesi di affiancare agli interessi commerciali e politici anche la promozione della lingua italiana. Riguardo alla Somalia, per esempio, il ministero degli esteri ha dichiarato esplicitamente di puntare alla diffusione dell'italiano come lingua veicolare attraverso la promozione degli aspetti culturali ed economiciCountry presentation Somalia - Terzi: Italia può essere protagonista della rinascita economica. www.esteri.it 20/02/2013. In Eritrea è insegnata soprattutto nella capitale Asmara, dove è presente un istituto omnicomprensivo italiano. Anche in Etiopia, ad Addis Abeba, opera un istituto comprensivo in lingua italiana.
Studio dell'italiano all'estero Dati del 2000 pubblicati nell'indagine Italiano 2000, promossa dal ministero degli esteri e diretta dal linguista Tullio De Mauro dell'Università "La Sapienza" di Roma, evidenziano come l'italiano sia la quarta lingua straniera di seconda scelta più studiata nel mondo«L’italiano non è mai, purtroppo, la lingua scelta come prima lingua straniera insegnata / appresa. Fra le lingue straniere che vengono scelte per seconde, al primo posto si colloca il francese (50%), seguita dall’inglese (15%), dallo spagnolo (10%) e dall’italiano, al quarto posto con il 7,5%, a pari posizione con il tedesco. Tra le terze lingue straniere, al primo posto sale il tedesco (40,9%) e l’italiano va al secondo posto (25%). Tra le quarte lingue scelte, l’italiano è al primo posto (63,9%).» . Il ministero degli esteri censisce, nella propria rete, 90 istituti di cultura, 179 scuole italiane all'estero e 111 sezioni italiane presso scuole straniere.
Nel Canada anglofono l'italiano è la seconda lingua più studiata dopo il francese, mentre negli Stati Uniti e in Regno Unito è la quarta lingua straniera più studiata dopo francese, spagnolo e tedesco.
Nell'Europa dell'Est l'italiano risulta essere studiato con alte percentuali; in Ungheria è la seconda lingua studiata dopo l'inglese, in Russia contende la seconda piazza a francese e tedesco, mentre in Ucraina un'indagine dell'Accademia delle Scienze di Kiev la colloca al primo posto tra le lingue straniere studiate. A Vienna l'italiano è, dopo l'inglese, la lingua straniera più studiata. Caso notevole è il Montenegro, dove la lingua italiana è stata introdotta nel 1995 nel secondo ciclo della scuola dell'obbligo, ma anche come lingua facoltativa in alcune scuole elementari. Attualmente ben studenti di tre facoltà universitarie hanno scelto l'italiano, su una popolazione nazionale di appena abitanti.
Si riscontra poi una sensibile crescita dell'apprendimento dell'italiano come lingua seconda in tutta l'Africa subsahariana: il fenomeno è caratterizzato da bassi numeri assoluti, ma mostra dinamiche di forte crescita. Nel 2010, solo nelle istituzioni pubbliche, la stima per l'Africa subsahariana era di circa studenti di italiano, di cui circa (il 50%) nell'Africa francofona. Per dare una idea della crescita, alla fine degli anni 1970 il numero di studenti in strutture pubbliche dell'Africa francofona era di appena 500 unità.
La diffusione della lingua italiana nel mondo è promossa anche con l'ausilio di programmi radiotelevisivi, di cui si occupano la Comunità radiotelevisiva italofona (CRI) e Rai Internazionale, che promuovono notiziari, canali tematici, programmi radio e riviste elettroniche di portata internazionale in italiano, per permettere alla comunità italofona di fruire di uno spazio comune di informazione e confronto in lingua italiana.
Stime numeriche dell'italofonia Come per la maggior parte delle lingue, anche per l'italiano mancano censimenti attuati periodicamente da una o poche istituzioni a livello globale. Per avere una idea del numero complessivo di italofoni a livello globale, si può ricorrere a metodi differenti.
Cittadinanza e discendenza Un primo approccio alla stima del numero di italofoni nel mondo può essere il conteggio dei cittadini italiani in Italia e all'estero, di cui si assume oggigiorno una italofonia almeno sufficiente, a cui si sommano gli italiani etnici (gli emigranti e i discendenti della emigrazione italiana), e gli stranieri residenti in Italia. Si tratta tuttavia di un approccio non facilmente verificabile, poiché esclude: italofoni di etnia non italiana e non residenti in Italia, che imparano l'italiano per altre ragioni (personali, lavorative, ecc.); italiani etnici di aree tradizionalmente italofone esterne all'Italia, quali Svizzera (specie il Canton Ticino e il Canton Grigioni), Istria, Dalmazia, Malta. L'approccio inoltre include: italiani etnici che non necessariamente parlano italiano. Nelle zone tradizionali di emigrazione, il rapporto tra oriundi italiani e italofoni vede spesso prevalere la prima componente. Applicando questo approccio, l'italofonia nel mondo riguarda circa 250 milioni di individui, tra i quali si contano: oltre 60 milioni di cittadini italiani, di cui il 95% madrelingua italiana, e la quasi totalità del restante 5% parlante italiano come lingua seconda. circa 4,5 milioni di cittadini italiani residenti all'estero, oltre agli studenti Erasmus e a chi vive temporaneamente all'estero); 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani. In assoluto la diaspora italiana è seconda solo a quella cinese; gli italofoni madrelingua e lingua seconda cittadini degli altri paesi in cui l'italiano è ufficiale o coufficiale, o cittadini di paesi in cui l'italiano non gode di riconoscimenti ufficiali; gli italofili di tutto il mondo.
Raccolta delle statistiche disponibili Un secondo approccio consiste nel reperire, dove possibile, i dati statistici sull'italofonia disponibili nei vari paesi. Anche questo approccio presenta diversi limiti: le definizioni di abilità linguistica possono essere differenti, così come le metodologie statistiche adottate per la rilevazione; in alcuni paesi l'importanza della questione linguistica può interferire nella rilevazione oggettiva dei dati, rilevabili secondo parametri che tendano a manipolarli in funzione di scopi politici (o altri) a favore o contro la componente italofona della popolazione. gli anni di rilevazione sono spesso differenti. Una eccessiva differenza dovrebbe suggerire prudenza nel sommare le differenti stime. Tuttavia, l'approccio dovrebbe garantire una maggiore oggettività rispetto ad altri metodi, dati: l'uso di metodi statistici generalmente esposti e verificabili, presentati e dettagliati nelle rilevazioni; la generale verificabilità dei macrodati elaborati dai vari istituti nazionali di statistica o dai ricercatori nel corso dei loro studi, messi a disposizione del pubblico e di altre istituzioni nazionali e internazionali. differenze non eccessive tra gli anni di rilevazione consentono comunque di avere una idea del numero di italofoni globale, poiché i cambiamenti avvengono generalmente in decenni, non in pochi anni.