Ibrutinib, venduto sotto il nome commerciale di Imbruvica, è una molecola di piccole dimensioni che inibisce la tirosina chinasi di Bruton e viene utilizzata come farmaco antitumorale.

Storia Venne sviluppata dalla Pharmacyclics Inc e successivamente approvata dalla FDA nel novembre 2013, mentre in Europa l'approvazione è stata data nell'ottobre 2014 e da Health Canada a novembre dello stesso anno.

Attualmente la sostanza risulta inclusa nella lista dei farmaci essenziali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ed è approvata dalla Commissione europea (Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche - ECHA - e dall'Agenzia Europea per i medicinali - EMA), ovvero da Health Canada e England (Fondo per i farmaci oncologici).

Risulta infine inserita nel Hazardous Substances Data Bank (HSDB).

Proprietà strutturali e fisiche Si tratta di un composto organico, appartenente alla classe dei difenileteri, formato da due molecole di benzene collegate da un gruppo eterico, con una massa molecolare pari a 440,5 g/mol.

Si presenta come un solido biancastro il cui punto di fusione si aggira intorno ai 149-158ºC, insolubile in acqua, solubile in dimetilsolfossido e metanolo. Durante la combustione può produrre fumi irritanti.

Sintesi Generalmente prodotto a partire da altri difenileteri, può anche essere sintetizzato a partire da: etere diarilico, fenilpirazoli, pirazolo [3,4-d]piramidine, N-acilpiperidine, eteri fenolici, composti fenossici, aminopiramidine e derivati, imidolattami, composti eteroaromatici, amminoacidi e derivati, acidi acrilici e derivati, ossidi organici.

I suoi sostituenti principali sono altri difenileteri, acido acrilico e derivati, ammine, amminoacidi e derivati, aminopirimidine, composti eterociclici aromatici, composti ciclici, sali, gruppo carbonilico, carbossammina, acido carbossilico e derivati.

Farmacologia Farmacocinetica e farmacodinamica Agisce come inibitore selettivo e covalente dell'enzima tirosina chinasi di Bruton e agente antineoplastico.

Dopo l'assunzione l'ibrutinib si lega in modo permanente all'enzima, attraverso un legame con un residuo cisteinico nel sito di attivazione (Cys481) prevenendo la conseguente fosforilazione nei substrati a valle (es. PLC-γ), ovvero prevenendo l'attivazione e la biosegnalazione mediata dei linfociti B.

Studi in vitro dimostrano come la molecola determini l'apoptosi cellulare anche in presenza di fattori di sopravvivenza, l'inibizione della proliferazione e migrazione cellulare, ovvero una riduzione della secrezione di chemochine (es. CCL3 e CCL4).

Biodisponibilità Il farmaco viene somministrato per via orale dove viene rapidamente assorbito raggiungendo una concentrazione sierica massima (Cmax) di 35 ng/ml dopo circa 1-2 ore e un'area sotto la curva (AUC) di 953 mg.h/ml. Il volume di distribuzione risulta stabile intorno ai 10.000 l.

Emivita La sua emivita si attesta intorno alle 4-6 ore e la clearance intorno a 112-159 ml/min.

Metabolismo Il legame con le proteine plasmatiche aumenta gradualmente nel tempo raggiungendo il 25% della dose somministrata dopo 8 ore. Nello specifico, è stato dimostrato che la molecola si lega principalmente all'albumina e all'alfa-1-glicoproteina acida (α1 AGP).

Studi hanno dimostrato che la sostanza viene metabolizzata attraverso tre diverse vie metaboliche:

idrossilazione del gruppo fenilico (M35) apertura della piperidina attraverso la riduzione dell'alcool primario (M34) l'ossidazione dell'acido carbossilico ed epossidazione dell'etilene seguite da idrolisi con formazione di idrodiolo (PCI-45227)

Il metabolismo dell'ibrutinid è regolato fondamentalmente da CYP3A5 e CYP3A4, solo in minima parte da CYP2D6.

Escrezione L'80% dell'escrezione avviene attraverso le feci a 48 ore dalla somministrazione e solo il 7,5% attraverso le urine a 24 ore dalla somministrazione.

Usi clinici L'ibrutinib è approvato in Europa per il trattamento di pazienti adulti affetti da:

Linfoma mantellare (MCL) recidivato o refrattario Leucemia linfocitica cronica (CLL) precedentemente non trattata - in monoterapia o in associazione con rituximab, obinutuzumab o venetoclax - o con singola terapia - in monoterapia o in associazione a bendamustina e rituximab Piccolo linfoma linfocitico (SLL) Macroglobulinemia di Waldenström (WM) con almeno una precedente terapia o qualora una chemio-immunoterapia non risulti appropriata - in monoterapia o in associazione con rituximab

Risulta inoltre approvato per il trattamento di:

Malattia del trapianto contro l'ospite (GvHD) - in America e Canada Linfoma della zona marginale (MZL) - in Canada

Effetti collaterali Non può essere utilizzato in gravidanza e allattamento ed è sconsigliato in pazienti in età infantile e adolescenziale.

Tra gli effetti collaterali troviamo:

ulcere alla bocca nausea o vomito diarrea perdita di memoria difficoltà nel pensare difficoltà nel muoversi e camminare perdita della vista intorpidimento perdita dell'equilibrio aritmia cardiaca insufficienza cardiaca linfoistiocitosi emofagocitica sanguinamento, con o senza trombocitopenia, da minore a fatale leucostasi epatotossicità insufficienza epatica riattivazione dell'epatite B ed E citopenia di grado 3 o 4 (neutropenia, trombocitopenia e anemia) accidente cerebrovascolare attacco ischemico transitorio ictus ischemico sindrome da lisi tumorale (TLS) tumore della pelle non-melanoma, più di frequente carcinoma a cellule squamose e carcinoma basocellulare morte cardiaca e morte cardiaca improvvisa morte improvvisa

Sono stati riportati casi di infezioni batteriche, virali e fungine, alcune delle quali associate a sepsi, la comparsa di sintomi polmonari associati alla malattia polmonare interstiziale (ILD) e dolori addominali a seguito dell'interruzione della cura.

Interazioni Ne viene sconsigliato l'utilizzo se si assumono:

anticoagulanti e anti-infiammatori non steroidei (es ibuprofene, naprossene) fluidificanti del sangue (es. warfarin, eparina) antibiotici: claritromicina, telitromicina, ciprofloxacina, eritromicina o rifampicina antimicotici: posaconazolo, ketoconazolo, itraconazolo, fluconazolo o voriconazolo medicinali contro l'HIV: ritonavir, cobicistat, indinavir, nelfinavir, saquinavir, amprenavir, atazanavir o fosamprenavir aprepitant nefazodone inibitori della chinasi: crizotinib o imatinib calcio-antagonisti: diltiazem o verapamil rosuvastatina amiodarone o dronedarone farmaci per l'epilessia e la nevralgia del trigemino: carbamazepina o fenitoina erba di San Giovanni integratori alimentari a base di olio di pesce, vitamina E e semi di lino

Si sconsiglia di bere succo di pompelmo, mangiare pompelmi, arance amare o carambole ed evitare l'esposizione al sole se non protetti.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Categoria:Medicinali essenziali secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità Categoria:Farmaci orfani