Biografia Nacque da Francesco Angelo Casella, allora al comando di un reggimento di fanteria di stanza a Palermo, e da Antonietta Foresta dei marchesi della Scaletta. Studiò giurisprudenza all'Università degli Studi di Napoli, dove fu allievo di Pasquale Maria Liberatore. Dopo la laurea si dedicò dapprima all'avvocatura nello studio di Giuseppe Marini Serra, successivamente entrò in magistratura: giudice civile nel 1842, giudice della Gran corte criminale di Santa Maria Capua Vetere nel 1848, sostituto procuratore generale nel 1852 a Salerno e nel 1854 a Napoli. Come magistrato Casella si distinse per la sua mitezza e una forte simpatia per i liberali.. Nel frattempo Casella, che coltivava studi bibliografici e storiografici, strinse rapporti di amicizia e di stima reciproca con alcuni fra i migliori intellettuali napoletani suoi contemporanei, in particolare i Neoguelfi e soprattutto Carlo Troya. col quale nel 1844 tentò di fondare a Napoli una Società di storia patria. Fu membro dell'Accademia Pontaniana di cui fu vicepresidente nel triennio 1889-1891..
Con Decreto del 3 giugno 1859 n. 7 Francesco Antonio Casella fu chiamato da Francesco II alla guida del ministero della Polizia Generale negli ultimi giorni del Governo Ferdinando Troya , pp. 249-250 e, dal successivo 9 giugno 1859, nel Governo Filangieri , p. 256 segg.. Un episodio mise fine alla sua esperienza governativa. Il 16 giugno 1859 uscivano due decreti reali controfirmati dal Casella: il decreto n. 30 col quale si condonavano le pene residuali per i reati contro lo Stato commessi nel 1848-49 , p. 266-267. e il decreto n. 31 che aboliva le liste degli "attendibili", cioè dei sorvegliati politici , p. 267-268.. Quest'ultimo decreto suscitò preoccupazioni nell'ambiente di corte per cui sei giorni dopo, il 22 giugno, veniva diramata agli intendenti delle province una circolare segreta, che Casella fu obbligato a controfirmare, con la quale in pratica si annullava quanto era stato concesso. Ma la circolare non rimase segreta: Casella e Filangieri persero di credibilità presso i liberali e il 28 settembre 1859 Francesco Antonio Casella venne sostituito dal reazionario Ajossa , Parte II, Capitolo II, p. 58. Francesco Antonio Casella tornò nella magistratura delle Due Sicilie come consigliere di Corte suprema. Con la caduta del Regno borbonico, il Prodittatore delle province napoletane Giuseppe Sirtori destituì Casella dalla magistratura sia per aver firmato la circolare segreta del 22 giugno 1859, sia perché suo padre aveva seguito Francesco II a Gaeta come ministro della Guerra.. In questo turbolento momento in Casella maturò l'idea di trasferirsi a Parigi per lavorare come bibliografo; rimase a Napoli e si dedicò all'avvocatura, «divenne uno dei prìncipi del foro napoletano ed ebbe parte in cause importantissime, specialmente in quelle politiche e di brigantaggio.». Rientrò in magistratura solo nel 1879 come consigliere di Cassazione, e vi rimase fino al 1891 quando terminò la carriera per limiti di età come primo presidente di Corte d'appello.
Francesco Antonio Casella fu definito da Luigi Settembrini «uno dei più dotti e intelligenti bibliofili d'Italia». Collezionava in particolare opuscoli di autori italiani antichi e moderni pubblicati per nozze o simili occasioni, pubblicati in limitato numero di esemplari e perciò assai rari. La collezione si ingrandì dopo che Casella acquistò la collezione del bolognese Francesco Zambrini. Casella intendeva pubblicare un catalogo delle opere da lui possedute; il progetto fu realizzato in parte solo dopo la sua morte dall'editore Marghieri di Napoli secondo un progetto che doveva comprendere la pubblicazione di tredici fascicoli di 48 pagine ciascuno. Furono pubblicati tuttavia solo cinque fascicoli: il primo a cura di Erasmo Percopo , gli altri quattro a cura di Tammaro De Marinis. La biblioteca di Casella fu venduta nel 1926 alla Preussische Staatsbibliothek.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
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