La Villa Marittima di San Benedetto del Tronto è un edificio privato di epoca romana (fine I secolo a.C. - inizio I secolo d.C.), è situata in piazza Giuseppe Sacconi nel vecchio incasato del Paese Alto.Il ritrovamento di una villa romana "marittima" racconta il ruolo chiave della città in epoca romana.Con i ritrovamenti archeologici avvenuti nell'estate 2010 hanno messo in discussione l'origine medievale del vecchio incasato e della città di San Benedetto. Questi resti testimoniano che il territorio era abitato e produttivo ben prima della fondazione ufficiale. Gli storici collegano questi rinvenimenti all'antica città di Alba Picena, situata sulla sponda destra dell'Albula.
Scavi
Situata nell’area archeologica del Paese alto di San Benedetto, nell’ex scuola Sciarra, in Piazza Giuseppe Sacconi nei pressi della Torre dei Gualtieri, vi sono resti di una villa marittima di epoca romana del I secolo a.C.. È stata rinvenuta durante gli scavi condotti nell'anno 2010 e successivamente ha usufruito lavori di riqualificazione dal comune di San Benedetto del Tronto in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche. La villa è visitabile ed è divisa in diverse parti, una è all'interno dell'edificio dell'ex scuola, per la parte esterna dell'area, in piazza Giuseppe Sacconi, si sono realizzate delle teche trasparenti di varie dimensioni, dove è possibile visitare i resti della villa, grazie a delle ampie vetrate.
Particolari artistici
Una squadra di archeologi ha portato in luce porzioni pavimenti a mosaico e alcune strutture murarie dagli intonaci colorati, ma anche pavimenti rustici e vasche di lavorazione del garum, affreschi parietali di colore rosso tipici della fase decorativa romana risalente all'età neroniana o flavia, appunto databili fra la prima metà del I secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C.. Della parete dipinta si conserva la parte bassa, lo zoccolo, dove si susseguonopannelli scanditicon l'alternanza delmotivo centrale rettangolare e a rombo. L'intento è quello di riprodurre il più raffinato rivestimento a lastre di marmo, imitandone forma e venature. Il caratteristico effetto delle venature con strisce oblique in bianco e nero ha valso a questa decorazione la denominazione di marmo Zebrino, che ebbe una certa diffusione dal I secolo a.C. fino alla fine del I secolo d.C..
Della villa è stato possibile riconoscere parzialmente l'aspetto di due ambientiresidenziali posti in comunicazione tra loro, i cui restisono visibiliall'internodello spazio espositivo chiuso e nella teca piccola, nella teca grande ci sono resti dell'angolo di un portico decorato da pitture e di una parte del settore destinato alla produzione del vino. Il suo abbandono risale al IV secolo d.C., quando iniziò ad essere occupata da un cimitero formato da tombe singole e a doppia deposizione.
Note Esplicative
Bibliografiche
Bibliografia Fabrizio Pesando, Il mare color del vino. La villa marittima romana di San Benedetto del Tronto, UniorPress, 2023
Altri progetti
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Collegamenti esterni
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