Le elezioni regionali in Sardegna del 2024 si sono tenute domenica 25 febbraio per eleggere il Consiglio regionale e il Presidente della giunta della Sardegna. Sono state le prime elezioni parte delle elezioni regionali in Italia del 2024, le diciassettesime votazioni per il Consiglio regionale e le quinte consultazioni dirette per il Presidente della giunta.

Il 20 marzo 2024, dopo quasi un mese dal giorno delle elezioni, la Corte d'Appello di Cagliari ha proclamato ufficialmente la vittoria della candidata dell'alleanza di centro-sinistra, Alessandra Todde, con il 45,4% dei voti, contro il 44,97% ottenuto dal candidato della coalizione di centro-destra, Paolo Truzzu. Todde è diventata la prima donna presidente della Sardegna, nonché la prima esponente del Movimento 5 Stelle a presiedere una Giunta regionale italiana.

Contesto Negli ultimi 20 anni, dalle elezioni regionali del 1994, alla presidenza della Regione Sardegna si sono sempre alternati esponenti di centrosinistra e di centrodestra.

Le elezioni regionali del 2019 hanno visto la vittoria della coalizione di centro-destra guidata da Christian Solinas, del Partito Sardo d'Azione, con la coalizione di centro-sinistra seconda e il Movimento 5 Stelle terzo. Durante il suo mandato, Solinas è stato caratterizzato da un basso consenso da parte dei sardi per l'operato della sua giunta.

Legge elettorale La legge elettorale è stabilita dalla legge regionale statutaria nº 1 del 12 novembre 2013, ed è la stessa legge che era in vigore per le elezioni del 2014. Il consiglio regionale della Sardegna è composto da 60 membri. La legge prevede un unico turno, con voto di lista, cioè la possibilità di esprimere una preferenza all'interno della lista prescelta, e voto per il candidato presidente, su un'unica scheda. È possibile votare per una lista e per un candidato presidente non collegati fra loro ("voto disgiunto", art. 9). Nel dicembre 2018, il Consiglio regionale ha approvato una modifica alla legge elettorale, applicata per la prima volta durante le elezioni del 2019, che ha consentito di indicare una doppia preferenza di genere: sulla scheda l’elettore può esprimere due preferenze, purché siano di genere diverso (per un uomo e per una donna, o viceversa); in caso contrario, la seconda preferenza viene annullata, e resta valida solo la prima.

È eletto Presidente della Regione il candidato che ottiene la maggioranza (anche solo relativa) dei voti (art. 1, comma 4). Alle liste collegate al presidente eletto viene eventualmente assegnato un premio di maggioranza, nella seguente misura: il 60% dei seggi nel caso in cui il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze superiore al 40%; il 55% dei seggi nel caso in cui il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze compresa fra il 25% e il 40%; nessun premio di maggioranza se il presidente è eletto con meno del 25% (art. 13). La legge prevede anche una soglia di sbarramento del 10% per le coalizioni e del 5% per le liste non coalizzate (art. 1, comma 7). Tuttavia, non è previsto alcuno sbarramento per le liste all'interno delle coalizioni che abbiano superato il 10%.

Circoscrizioni elettorali

Secondo l'art. 3 della legge statutaria nº 1/2013, il territorio della Regione è ripartito nelle otto circoscrizioni elettorali di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano e Sassari, cioè equivalenti alla vecchia suddivisione degli enti locali in vigore fino al 2016. Il complesso delle circoscrizioni forma il collegio unico regionale ai fini del calcolo dei voti attribuiti ai candidati alla carica di Presidente della Regione e dell'attribuzione e della ripartizione dei seggi fra le coalizioni e i gruppi di liste. Il numero di seggi effettivamente attribuiti a ciascuna circoscrizione può dunque variare rispetto ai seggi attribuiti in linea teorica, a causa del calcolo dei resti fatto a livello regionale, e non circoscrizionale. Secondo la legge statutaria, il numero dei seggi è calcolato "dividendo la cifra della popolazione residente, certificata dai dati Istat al 31 dicembre del penultimo anno precedente la data di convocazione dei comizi elettorali, per il numero dei seggi del Consiglio meno uno e assegnando a ogni circoscrizione tanti seggi quante volte il quoziente è contenuto nella cifra della popolazione residente nella circoscrizione". Per questa tornata elettorale, i seggi assegnati alle circoscrizioni non sono variati rispetto alla precedente, e sono i seguenti:

Circoscrizione elettorale Numero seggi assegnati Cagliari20 Sassari12 Nuoro6 Olbia-Tempio6 Oristano6 Carbonia-Iglesias4 Medio Campidano3 Ogliastra2 Secondo classificato tra i candidati Presidente1 Totale 60

Sottoscrizione e composizione di candidati e liste Le liste dei candidati per ogni circoscrizione devono essere sottoscritte da non meno di 500 e non più di 1 000 elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni della circoscrizione per le circoscrizioni fino a 500 000 abitanti o da non meno di 1 000 e non più di 1 500 elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni della circoscrizione per le circoscrizioni oltre i 500 000 abitanti. La raccolta di tali firme è esentata se la lista è rappresentata da "contrassegni tradizionalmente usati o ufficialmente riconosciuti dai partiti o gruppi o movimenti politici di carattere nazionale o regionale che abbiano avuto eletto, nella legislatura in corso alla data dell'indizione dei comizi, un proprio rappresentante nel Consiglio regionale o ai quali, con dichiarazione formale, aderisca almeno un consigliere regionale in carica alla data di indizione dei comizi elettorali" e nel caso in cui la lista sia contraddistinta da un contrassegno composito nel quale sia contenuto quello di un partito o gruppo politico esente da tale onere..

Ogni lista circoscrizionale deve comprendere un numero di candidati non inferiore ai due terzi (arrotondato all'unità superiore) dei seggi assegnati alla circoscrizione e non superiore (nelle circoscrizioni con un numero di seggi almeno pari a tre) al numero dei seggi assegnati (aumentato di un'unità se il numero dei seggi è dispari). In sede di presentazione di ciascuna lista, è necessaria la dichiarazione di collegamento con il candidato alla carica di Presidente della Regione, così come ciascun candidato alla Presidenza è tenuto a dichiarare il collegamento con uno o più gruppi di liste. Le eventuali coalizioni non sono espressamente invitate a indicare un nome della coalizione stessa.

Candidati presidente e liste Candidature ammesse

Il 9 novembre 2023, il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e altre forze del centro-sinistra hanno annunciato che Alessandra Todde (M5S), già sottosegretaria al Ministero dello sviluppo economico durante il Governo Conte II e viceministra dello stesso organo nel governo Draghi, sarebbe stata la candidata congiunta per la coalizione. Todde è stata sostenuta da dieci liste: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile, Progressisti, Fortza Paris, Demos, Psi - Sardi in Europa, Uniti per Alessandra Todde Presidente, Sinistra Futura, Orizzonte Comune. L'11 novembre 2023, in seguito alle critiche espresse nei confronti dell'accordo tra PD e M5S e, in particolare, sulla loro decisione di non organizzare primarie interne, Renato Soru, già in passato presidente della Sardegna, ha annunciato la propria ricandidatura formando la Coalizione Sarda, lista indipendente a trazione regionalista. Soru è stato sostenuto da cinque liste: Progetto Sardegna, Azione-+Europa-UPC, Rifondazione Comunista, Liberu e Vota Sardigna, lista unica formata da alcuni partiti indipendentisti (Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, ProgReS, e Sardegna chiama Sardegna). Anche la coalizione di centro-destra ha dovuto affrontare divisioni interne, vista l'iniziale volontà del Partito Sardo d'Azione e della Lega di riconfermare il presidente in carica, Christian Solinas, contrapposta a quella di Fratelli d'Italia di proporre Paolo Truzzu, in quel momento sindaco in carica di Cagliari. In seguito allo sblocco delle trattative, ma anche al coinvolgimento di Solinas in un’inchiesta per corruzione della Procura di Cagliari, i vari partiti hanno deciso di convergere sulla candidatura di Truzzu, annunciata il 19 gennaio 2024. Truzzu è stato sostenuto da nove liste: Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Partito Sardo d'Azione, Riformatori, UdC, Alleanza Sardegna-PLI, Sardegna al centro 20 Venti, DC con Rotondi. Il 25 gennaio 2024, Lucia Chessa, leader del partito regionalista di sinistra Rossomori, è stata ufficialmente ammessa alle elezioni regionali come candidata della lista unica Sardegna R-Esiste. Tuttavia, nelle circoscrizioni di Sassari e Ogliastra non sono state presentate liste a sostegno di Chessa.

Candidature escluse o ritirate La candidatura di Maria Rosaria Randaccio, che inizialmente era stata sostenuta dalla lista unica Forza del Popolo, è stata dichiarata invalida il 24 gennaio 2024, in seguito a criticità rilevate nella raccolta delle firme dagli uffici circoscrizionali territoriali di Cagliari e del Sulcis Iglesiente. Il presidente in carica Christian Solinas, inizialmente sostenuto dal Partito Sardo d'Azione e dalla Lega, ha poi ritirato la propria candidatura il 19 gennaio 2024, giorno in cui entrambi i partiti hanno annunciato il loro appoggio a Paolo Truzzu. Alessandra Zedda (FI), già vice-presidente e assessora al Lavoro della giunta regionale in seguito alla sua elezione nella tornata precedente, ha inizialmente depositato la propria candidatura il 14 gennaio 2024, sostenuta dalla lista indipendente Anima di Sardegna. Tuttavia, Zedda si è poi ritirata dalle elezioni il 19 gennaio seguente, scegliendo di sostenere Paolo Truzzu.

Campagna elettorale Programmi elettorali Il programma della coalizione di centro-sinistra e Movimento 5 Stelle, a sostegno di Alessandra Todde, denominato Sardegna è ora, è stato diviso in 10 punti, che includevano temi come la rifondazione della sanità regionale, le politiche sociali, la riforma del sistema lavorativo e gli investimenti sulle risorse rinnovabili, a partire dall'energia eolica.

La coalizione di centro-destra, a sostegno di Paolo Truzzu, ha presentato un programma politico denominato Piano Sardegna, che intendeva principalmente proseguire le politiche del governo regionale uscente, e affrontava temi come la sanità locale, i trasporti, le fonti d'energia, la lotta allo spopolamento e alla denatalità; inoltre, aveva l'ulteriore obiettivo di approvare il nuovo piano urbanistico regionale.

La Coalizione Sarda a sostegno di Renato Soru, si era formata basandosi su una politica regionalista, unendo partiti autonomisti, indipendentisti e sezioni sarde di partiti italiani che non si riconoscevano nel duopolio tradizionale della politica italiana. Il programma elettorale, con lo slogan Una Rivoluzione Gentile, puntava sulla riscrittura dello Statuto sardo, la riforma istituzionale della Regione e rivendicava la difesa dei diritti come singoli, persone, famiglie e comunità regionale, concentrandosi inoltre su trasporti e sanità locali.

Il punto principale del programma di Lucia Chessa era la riforma della legge elettorale della Sardegna, al fine di rendere il Consiglio regionale più rappresentativo dell'intero territorio. Altri temi chiave del programma erano il contrasto all'illegalità e alla corruzione, la riforma del servizio sanitario regionale, della scuola e delle reti di trasporto (sia regionali, sia di collegamento con l'Italia continentale), il sostegno all'agricoltura, il rapporto fra transizione energetica e rispetto del territorio, e la ridiscussione del sistema dell'autonomia regionale con il governo nazionale.

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