The Man in the Moone ("L'uomo sulla luna") è un racconto utopico in forma di viaggio lunare dello storico e vescovo inglese Francis Godwin, pubblicato postumo nel 1638. Si presenta come il memoriale di un viaggiatore spagnolo che, giunto sulla Luna, vi trova una società retta da leggi diverse da quelle terrestri e osserva da lontano il proprio pianeta.

Nella forma di una relazione di viaggio, il libro fonde l'avventura, la descrizione utopica e le ipotesi astronomiche del primo Seicento. L'abitabilità della Luna, la rotazione diurna della Terra e il vincolo fisico fra il pianeta e il suo satellite prendono corpo nell'esperienza diretta del protagonista: per questo The Man in the Moone è annoverato fra le prime opere di fantascienza in lingua inglese.

Storia editoriale

Del manoscritto non si conserva una data: gli indizi interni collocano la stesura fra il 1626 e il 1629, con ogni probabilità nel 1627-1628, benché manchi una prova documentaria decisiva. Il 1º agosto 1638 il testo fu registrato nello Stationers' Registers come opera scritta in spagnolo da Domingo Gonsales e tradotta da Edward Mahon, nome fittizio del firmatario della prefazione "To the Ingenious Reader", siglata "E. M.", che presentava il testo come un'invenzione fantastica regolata dal giudizio; il frontespizio indicava Domingo Gonsales come autore del viaggio senza nominare Godwin. La prima edizione uscì a Londra nel 1638, con il titolo The Man in the Moone: or A Discourse of a Voyage Thither by Domingo Gonsales, the Speedy Messenger.

La seconda edizione fu pubblicata a Londra nel 1657, attribuendo il testo a "F.G., B. of H." e affiancandolo al Nuncius inanimatus, stampato nello stesso volume in latino e in traduzione inglese. Nel 1768 uscì a Londra The Strange Voyage and Adventures of Domingo Gonsales, to the World in the Moon, versione che riprese il racconto aggiungendo una descrizione del Pike of Teneriff. Dopo la prima traduzione olandese, completata nel 1639 e attestata da una stampa all'Aia degli anni quaranta del Seicento, seguirono le versioni francese del 1648 e tedesca del 1659. SBN registra una traduzione spagnola del 1958 e due edizioni italiane, la prima delle quali uscì nel 1995. Per gli altri record si vedano SBN TO02145446 (edizione italiana, 2024) e SBN UBO4034403 (traduzione spagnola, 1958).

Trama

Domingo Gonsales, spagnolo nato a Siviglia da famiglia nobile, studia a Salamanca; lasciati gli studi per seguire la guerra nei Paesi Bassi, torna in Spagna e sposa la figlia di un mercante di Lisbona. Avendo ucciso in duello Pedro Delgades, suo parente, si imbarca verso le Indie orientali, dove si arricchisce commerciando diamanti, smeraldi e perle. Durante il viaggio di ritorno si ammala; i compagni lo sbarcano a Sant'Elena insieme al servo Diego, isola reputata salubre per i convalescenti. Ripresa la salute, Gonsales addestra grandi uccelli chiamati "gansas" a trasportare messaggi e provviste, costruendo infine una macchina volante affidata alla loro forza. Tornato a bordo di una nave diretta in Europa, usa la macchina presso Tenerife per fuggire da un attacco inglese; invece di ricondurlo a terra, gli uccelli lo trascinano verso la Luna.

Durante il viaggio Gonsales vede la Terra rimpicciolirsi, la Luna ingrandirsi e il suolo terrestre scorrergli sotto: ne deduce che il pianeta ruota su sé stesso. Dopo dodici giorni di volo scende nella regione lunare di Simiri, dove interpreta le zone scure del satellite come terre emerse e quelle luminose come mari. Gli abitanti, di statura assai alta, lo conducono al palazzo di Pylonas, principe di una società governata dal sovrano Irdonozur; apprende che i lunari parlano un'unica lingua in tutti i loro regni, fatta più di melodie e suoni che di lettere. La Luna gli appare come un mondo senza furti né omicidi, dove nulla manca del necessario e l'educazione mira a estirpare il vizio.

Morte alcune gansas e cresciuto il desiderio di rivedere la famiglia, Gonsales decide di tornare sulla Terra. Prima della partenza Irdonozur gli dona tre tipi di pietre preziose, tra cui l'Ebelus, capace di togliere o accrescere il peso del corpo. Il ritorno dura meno di nove giorni e si conclude in Cina, dove Gonsales viene trattenuto dalla gente del posto finché un mandarino non lo prende sotto la propria protezione. Giunto a Pechino, incontra alcuni missionari gesuiti e affida loro il resoconto scritto delle proprie avventure, perché lo facciano avere in Europa.

Personaggi Domingo Gonsales Narratore e protagonista, è uno spagnolo fuggito dopo un duello, che giunge sulla Luna con la macchina volante da lui costruita.

Diego Servo di Gonsales, rimane a Sant'Elena e comunica con il padrone mediante segnali di luce, fumo e messaggi affidati agli uccelli.

Pylonas Principe lunare incontrato da Gonsales dopo l'arrivo sulla Luna.

Irdonozur Sovrano lunare che riceve Gonsales e gli consegna pietre capaci di modificare il peso per il ritorno verso la Terra.

Critica

Sarah Hutton legge il racconto sullo sfondo delle nuove teorie astronomiche del primo Seicento, fra cui le più note sono quelle di Copernico, Tycho Brahe e Galileo. L'unico astronomo nominato è Copernico, eppure il protagonista si mostra scettico verso l'eliocentrismo: volando, Gonsales constata soltanto la rotazione diurna della Terra e si avvicina così al sistema di Brahe, che lascia il nostro pianeta immobile al centro. Come Keplero nel Somnium, Godwin ricorre alla finzione per dar credito ad alcune tesi della nuova scienza, ma il suo volo poggia soprattutto sulla filosofia magnetica di William Gilbert e sulla teoria lunare del De Magnete: il magnetismo, inteso come attrazione fra corpi al modo di una calamita, gli serve a giustificare il peso e la sua scomparsa lungo il tragitto. Hutton segnala infine una differenza con il Somnium: dove Keplero immagina il viaggio soprattutto per rendere plausibile la nuova astronomia, Godwin lo sfrutta per dipingere una società lunare e per far toccare con mano al protagonista il movimento terrestre.

Per Tomás Monterrey il libro è costruito per sembrare autentico: a dargli credibilità sono le tappe geografiche, i commerci, le malattie, la navigazione, le osservazioni celesti e i modi di comunicare a distanza che ne scandiscono il racconto. Gonsales è insieme viaggiatore, inventore e testimone: monta un congegno, ammaestra gli uccelli, si fa capire con segnali di luce, fumo e polvere e, osservando Terra e Luna dall'alto, ragiona sul loro moto. Lo stesso nome del protagonista, nota Monterrey, è un'allusione: rimanda a Domingo González (Domenico Gundisalvi), traduttore della Scuola di traduttori di Toledo, quasi a preludere a una nuova stagione del sapere. Lo studioso chiarisce anche perché l'opera trovi poco spazio nelle storie della letteratura inglese: la si accostò per lo più all'utopia rinascimentale e all'avventura picaresca, mentre la parodia di Cyrano de Bergerac finì per ridurne la figura a maschera comica.

Carmen Galán Rodríguez studia il romanzo fra gli esperimenti di lingue artificiali musicali. Sulla Luna vige un idioma unico per tutti i regni, fondato sui toni; diverso è il concetto di lingua filosofica, pensata per nominare le cose secondo ragione e, nelle intenzioni di chi la progettava, valida ovunque. Quell'idioma lunare intreccia tre interessi della cultura europea del Seicento: i codici per corrispondere a distanza, i progetti di lingua universale e i resoconti dei missionari sul cinese, noti grazie a Matteo Ricci e Nicolas Trigault. Nella Encyclopedia of Science Fiction Peter Nicholls e Peter Kitson lo dicono forse il testo più influente della protofantascienza, perché tiene insieme il viaggio lunare, l'utopia, le ipotesi della nuova astronomia, la riflessione sulla gravità e il racconto di viaggio immaginario.

Influenza culturale

Nel 1640 John Wilkins diede alle stampe una versione riveduta di The Discovery of a World in the Moone, arricchita da una sezione sulla possibilità di raggiungere la Luna che teneva conto del libro di Godwin. Nell'opera lunare di Savinien Cyrano de Bergerac, uscita in francese nel 1657 e nota in italiano come L'altro mondo ovvero Stati e imperi della Luna (L'Autre Monde ou les États et Empires de la Lune), il viaggiatore si imbatte in un ometto spagnolo giunto sulla Luna a forza di uccelli, che i lunari tengono come animale da compagnia. Il dramma comico The Emperor of the Moon di Aphra Behn, rappresentato nel 1687, porta a teatro il viaggio lunare già rielaborato da Godwin e Cyrano.

Fra i testi che la critica accosta al racconto figura Syzygies and Lunar Quadratures, scritto nel 1775 da Manuel Antonio de Rivas e considerato una delle prime prove fantascientifiche delle Americhe. Nel 1835 Edgar Allan Poe ripropose la figura del viaggiatore lunare di piccola statura in L'incomparabile avventura di un certo Hans Pfaall (The Unparalleled Adventure of One Hans Pfaall); nel 1901 H. G. Wells recuperò invece l'idea di una sostanza capace di annullare il peso ne I primi uomini sulla Luna (The First Men in the Moon). Fu la traduzione in francese a segnarne la fortuna oltralpe: Jules Verne lo annoverò addirittura fra i romanzi francesi.

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Note

Bibliografia

Voci correlate Luna nella fantascienza Somnium Viaggio immaginario L'altro mondo ovvero Stati e imperi della Luna

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